More stories

  • in

    F1, Red Bull anonima per tutto l’anno e al top nel finale: un film già visto

    Subito dopo la vittoria solitaria di Max Verstappen ad Abu Dhabi nell’ultimo Gp F1 dell’anno abbiamo ascoltato il solito ritornello, che suona più o meno così: “La Red Bull in questa gara ha dimostrato di essere al top e si candida a lottare per il titolo mondiale in chiave 2021″. Ma quante volte è stato detto questo finora senza essere poi puntualmente suffragato dai fatti? Almeno dal 2017, ovvero da 3 anni tondi tondi. Con precisione svizzera, anzi austriaca in questo caso facendo onore alla proprietà della scuderia, la Red Bull si presenta competitiva per la vittoria negli ultimi Gp della stagione in corso dopo una rincorsa durata tutto l’anno per poi ritrovarsi all’inizio del Mondiale successivo in ritardo di preparazione tecnica rispetto alla concorrenza diretta, che si chiama soprattutto Mercedes.
    Prendiamo il Mondiale 2017. Verstappen s’impone in Messico, terz’ultima prova del Campionato facendo credere a tutti e a se stesso che il prossimo anno Mercedes e Ferrari dovranno vedersela anche con lui per la sfida iridata. Invece nel 2018 la musica non cambia. A Melbourne la nuova RB14 paga 7 decimi dal poleman Hamilton e conclude 4° sotto la bandiera a scacchi ad oltre 7″. L’andamento del Mondiale sarà fin troppo chiaro. A contendersi l’iride saranno sempre la Stella a Tre Punte e il Cavallino Rampante. Red Bull si aggiudica tre Gp nella prima metà del Mondiale salvo poi sparire e ripresentarsi vincente ancora una volta in Messico con Max. Anche in questa occasione si sprecano le aspettative per il 2019 ma sarà un’altra illusione ottica perché fin dal Gp d’Australia, tradizionale prova inaugurale del Campionato di F1, la musica non cambia rispetto all’anno prima, nonostante anche la nuiva motorizzazione Honda.
    In prova l’olandese Verstappen accusa un gap di quasi 1″ dal solito Hamilton mentre in gara non andrà oltre il terzo posto a 22″ dal leader Bottas. L’andamento della stagione ricalcherà quella precedente. Mercedes e Ferrari sono fuori portata per la Red Bull che con l’olandese coglierà due successi in Austria e Germania e si sveglierà di nuovo sul finale, in Brasile, penultima corsa del Mondiale. La classifica conclusiva sembra la fotocopia del 2018: Red Bull terza nei Costruttori con 417 punti, due in meno dell’anno prima. Praticamente lo stesso risultato e si sprecano ancora le solite grandi promesse per il Campionato successivo. Che vengono nuovamente disattese.
    Nel Mondiale della pandemia in cui la Ferrari è la grande assente, Red Bull termina al secondo posto ad un’eternità dalla Mercedes, sempre ad inseguire sul lato tecnico dal primo Gp, che questa volta è in Austria. Vince Bottas il primo round, Verstappen contiene il gap in prova a 5 decimi dalle frecce d’argento ma la sua monoposto e quella di Albon fanno flop clamoroso in gara ritirandosi entrambe per problemi elettrici. Poi il monologo Mercedes per tutta la stagione e le solite sporadiche fiammate di Verstappen a Silverstone e domenica scorsa ad Abu Dhabi. Solito cliché, insomma, accompagnato dalle altrettanto ripetitive e radiose aspettative per l’anno venturo che finora sono state solo parole. E Verstappen non può più aspettare. LEGGI TUTTO

  • in

    F1, mondiale di centro gruppo: la McLaren vince il titolo di migliore del midfield

    L’ultimo round della stagione più travagliata di sempre, per la situazione mondiale che stiamo attraversando, non si è rivelato così esaltante in termini di spettacolarità in pista, escludendo la qualifica. Il GP disputatosi in quel di Abu Dhabi è stato piuttosto una passerella che ha condotto ai verdetti finali, soprattutto per il midfield, che alla vigilia non erano ancora scritti. Infatti l’ultima bandiera a scacchi della stagione ha sancito un ribaltamento della situazione di vertice fra i team di centro gruppo. La McLaren ha agguantato la posizione di leadership del midfield, strappando la miglior posizione alla Racing Point, che ha vissuto un fine settimana tutt’altro che da protagonista.
    Il team di Zak Brown e Andreas Seidl, sembra aver fatto tesoro di tutto ciò che è stato appreso nel corso della stagione, mettendolo in pratica sotto i riflettori di Abu Dhabi e andando quindi a strappare il miglior risultato. Dal punto di vista tecnico il circuito nasconde diverse insidie legate a due fattori fondamentali come il bilanciamento della monoposto e la gestione gomme. Ai primi due settori molto veloci, si oppongono le undici curve dell’ultimo settore. La McLaren per tutto il weekend si è ben spostata con il circuito siglando ottime performance. Al sabato è arrivata la seconda fila in griglia, grazie al quarto tempo di un incredulo Lando Norris per l’ottimo giro compiuto; separato solo da Alexander Albon, invece Carlos Sainz. Sono arrivate soltanto conferme alla domenica, con l’inglese che dopo aver ceduto il passo alla Red Bull di Albon, si è dimostrato decisamente costante così come il compagno, nel corso dell’intero GP. Nonostante i due scattassero al via su mescole differenti, nel momento della safety car, il team ha optato per un doppio pit-stop che ha messo entrambe le punte su pneumatici hard. I tempi si sono mantenuti molto buoni fino alla bandiera a scacchi, dando prova di un’ottima gestione gomme ad opera sì dei due, ma anche grazie all’ottima monoposto in pista. Quest’ultimo può rivelarsi quindi un tassello importante per costruire un 2021 su basi ancor più ambiziose.
    Ad una Mclaren così brillante, si è contrapposta invece una Racing Point che aveva cominciato il proprio fine settimana già in salita. Sergio Perez infatti, uscito trionfante dal Bahrain, aveva iniziato il suo ultimo weekend in veste rosa con la consapevolezza che alla domenica sarebbe scattato dal fondo per via della sostituzione dei componenti della PU giunti a fine ciclo. Nei primissimi giri di gara il messicano aveva già compiuto diversi sorpassi, se non fosse che un problema di pressione dell’olio del motore, lo abbia appiedato dopo nemmeno dieci tornate. Si è dovuto puntare tutto quindi su Lance Stroll, che però al sabato, pur avendo strappato una posizione valida per il Q3, non è andato oltre l’ottavo tempo. Una piazza replicata in gara ma persa poi nell’ultimo giro a favore della Renault di Esteban Ocon. Il buon passo mostrato quindi dal team di Silverstone al venerdì, non è stato confermato alla domenica da Stroll. Il ritiro amaro di Perez ha tolto quindi ogni possibilità di replica verso i diretti rivali della McLaren, usciti vincitori dal duello.
    È andata meglio alla Renault, con un Daniel Ricciardo che nell’ultimo GP disputato fra le fila del team transalpino si è rivelato uno dei migliori in pista, se non il migliore, assieme a Max Verstappen, vincitore del GP. L’australiano infatti ha stupito non poco, dopo due giornate in pista non così semplici. Al venerdì aveva infatti saltato l’intera prima sessione di libere, a causa di una noia tecnica legata al motore. In qualifica non era andata meglio del dodicesimo tempo, alle spalle del compagno. A ribaltare una qualifica deludente per il team di bandiera francese, proprio la grande condotta di gara dell’australiano. Ricciardo ha infatti adottato una strategia che ha previsto un primo stint su gomma hard, per poi passare alle medie. La strategia si è rivelata vincente grazie all’ottima gestione degli pneumatici, con cui ha mantenuto un ottimo ritmo nel corso dei tre quarti di gara. Passo mantenuto costante e veloce nel finale, dove ha anche fatto segnare l’ultimo giro veloce assoluto della stagione, nel giro conclusivo.
    Nel campionato che esclude i tre top team, seppur si sia trattato si una Ferrari di bassa classifica, l’AlphaTauri chiude l’anno alle spalle di McLaren, Racing Point e Renault. A Yas Marina, il team faentino ha confermato in suo trend positivo soprattutto in qualifica, dove ha centrato la doppia qualificazione per il Q3 per la terza volta consecutiva. Ha mostrato invece qualche acciacco in più dal punto di vista del passo gara, riuscendo però a rispondere a diversi colpi tentati dai diretti avversari, soprattutto dal lato box di Pierre Gasly. Anche se non sempre ottenendo risultati grandiosi, come la vittoria a Monza o il podio in Germania, lo junior team di Helmut Marko ha sempre fatto passi avanti in classifica nel corso di questo campionato, concludendo quasi sempre in top 10 con almeno una monoposto, ad esclusione degli appuntamenti in Ungheria e Turchia.
    Nel gruppetto che racchiude l’ultima fascia della griglia, è l’Alfa Romeo Racing ad ottenere il piazzamento migliore. Ad Abu Dhabi, dopo l’ottima performance di Antonio Giovinazzi del sabato, quando si era qualificato per il Q2 rifilando mezzo secondo al compagno, è stato Kimi Raikkonen a prevalere in gara, sprigionando il massimo dalla sua monoposto alla domenica. Bisogna sottolineare come il team italo-svizzero sia la squadra che ha compiuto un progresso più significativo, nel confronto fra le performance di inizio e fine stagione.
    Classifica piloti
    Daniel Ricciardo Renault 256
    Lando Norris McLaren 230
    Sergio Perez Racing Point 223
    Carlos Sainz McLaren 198
    Pierre Gasly Alphatauri 164
    Lance Stroll Racing Point 163
    Esteban Ocon Renault 147
    Daniil Kvyat Alphatauri 114
    Kimi Raikkonen Alfa Romeo Racing 59
    Antonio Giovinazzi Alfa Romeo Racing 39
    George Russell Williams 29
    Nico Hulkenberg Racing Point 28
    Kevin Magnussen Haas 24
    Romain Grosjean Haas 24
    Nicholas Latifi Williams 22
    Classifica costruttori
    McLaren 428
    Racing Point 414
    Renault 403
    AlphaTauri 278
    Alfa Romeo Racing 98
    Williams 51
    Haas 48
    Classifica giri più veloci
    Daniel Ricciardo Renault 7
    Lando Norris McLaren 3
    Carlos Sainz McLaren 2
    Lance Stroll Racing Point 1
    Nicholas Latifi Williams 1
    Romain Grosjean Haas 1
    Pierre Gasly Alphatauri 1
    Sergio Perez Racing Point 1 LEGGI TUTTO

  • in

    F1, Yuki Tsunoda al fianco di Pierre Gasly in AlphaTauri nel mondiale 2020

    Un Giappone torna sulla griglia di F1! Il ventenne Yuki Tsunoda sarà pilota ufficiale della Scuderia AlphaTauri nella stagione 2021 di Formula 1.

    La Scuderia AlphaTauri ha annunciato oggi che Yuki Tsunoda sarà al fianco di Pierre Gasly per il Campionato Mondiale Formula 1 2021.
    [embedded content]
    Tsunoda fa parte sia del Red Bull Junior Team che del young driver programme di Honda e si è classificato terzo nel campionato FIA Formula 2 di quest’anno, disputato con il team Carlin. Questo risultato consente al ventenne di Kanagawa, in Giappone, di poter beneficiare della Super Licenza di Formula 1.
    Dopo aver vinto il campionato giapponese di F4 nel 2018, Yuki si è trasferito in Europa l’anno successivo, per competere nel nascente campionato FIA Formula 3, chiudendo la stagione in nona posizione con tre podi e una vittoria. Nel 2020 è passato alla Formula 2, dove ha vissuto una grande stagione caratterizzata da sette podi, due vittorie in Feature Race e una in Sprint Race.
    Di recente, ha percorso 300 chilometri su una nostra vettura di Formula 1 del 2018, in occasione di un test all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari a Imola, oltre a guidare per noi durante il Young Driver Test di Abu Dhabi, il 15 dicembre. L’ultima volta che un pilota giapponese ha corso in Formula 1 è stato in occasione del GP di Abu Dhabi 2014.
    Franz Tost, Team Principal della Scuderia, ha così commentato: “La Red Bull segue da un po’ di tempo la carriera di Yuki e sono sicuro che sarà una grande risorsa per la nostra squadra. Quest’anno in Formula 2 ha dimostrato il giusto mix di aggressività e buona comprensione tecnica. Durante i test di Imola dello scorso novembre, quando ha guidato la nostra vettura del 2018, in simulazione gara i suoi tempi sul giro sono stati molto costanti e ha progredito nel corso della giornata, fornendo utili feedback ai nostri ingegneri. Inoltre, la sua integrazione con gli ingegneri della Honda è stata perfetta, il che sicuramente aiuta. Durante i test di Abu Dhabi di questa settimana, ha dimostrato di imparare velocemente e di essere pronto per fare il passo verso la Formula 1”.
    Yuki Tsunoda invece ha detto: “Come la maggior parte dei piloti, il mio obiettivo è sempre stato quello di correre in Formula 1, quindi sono felicissimo di questa notizia. Voglio ringraziare la Scuderia AlphaTauri, la Red Bull e il Dr. Marko per avermi dato questa opportunità e, ovviamente, anche la Honda per avermi supportato finora nella mia carriera, dandomi la grande occasione di correre in Europa. Un ringraziamento anche alle squadre con cui ho corso per poter arrivare a questo punto, in particolar modo alla Carlin, squadra con cui ho imparato tanto quest’anno. Mi rendo conto che l’anno prossimo porterò con me le speranze di tanti fan giapponesi di F1 e farò del mio meglio anche per loro”. LEGGI TUTTO

  • in

    #DankeSeb: i momenti più importanti del viaggio di Vettel in Ferrari

    Potremmo cominciare dai numeri. Sarebbero utili per comprendere il cammino di Sebastian Vettel a Maranello ma, come al solito, non ci dicono tutto. Mai come in questo specifico caso. La storia del tedesco di Heppenheim in Rosso è stata costellata da emozioni fortissime, sia di gioia che di dolore. Salite e discese, condite dal suo sempreverde amore per la Ferrari. Un’anima latina, come lo descrisse il compianto Sergio Marchionne. Che aveva pienamente ragione. Un’anima latina con i suoi lati positivi e negativi. Ma quel che resta è profonda stima e affetto.

    118 gare, 12 pole position, 14 giri veloci, 55 podi, 1400 punti e 14 vittorie. Che ricordiamo tutte nel dettaglio. Come se ognuna di esse fosse stata la prima. Come un unicum. A partire dagli albori. Gran Premio di Malesia 2015, la sua seconda gara in Ferrari. Quello che sembrava il prologo di una storia d’amore indimenticabile. Con l’ombra di Michael Schumacher alle sue spalle. Sebastian sognava, i tifosi sognavano con lui. Un anno di transizione, con tre successi (anche in Ungheria e a Singapore).
    Poi i primi grattacapi. Non per colpa sua. Tante erano le aspettative nel 2016, pochissime quelle mantenute. Forse nessuna. Neanche una vittoria nel magro bottino di Seb. I primi dubbi che incalzano il tedesco, ma il suo amore per il Cavallino lo spinge a rimanere positivo nelle avversità. Il 2017 è la grande chance. Un connubio pilota-macchina (la SF70H) che per Vettel rimarrà ineguagliato. Emozioni a profusione, un team coeso, enormemente spinto dalla voglia dei Tifosi che ci credono.
    Poi però la sportellata a Lewis Hamilton in Azerbaigian, alcuni guasti ma, soprattutto, la clamorosa collisione al via del Gran Premio di Singapore con Max Verstappen e il compagno di squadra Kimi Raikkonen, gli fanno perdere speranza e motivazione. Sebastian, però, vede che qualcosa di buono si può fare. Nel 2018 la Ferrari si presenta ai blocchi di partenza con una macchina al livello se non superiore alla Mercedes. Tante pole position, vittorie, soddisfazioni. Fino allo spartiacque definitivo della sua avventura in Rosso.
    Quel maledetto GP di Germania. Suo errore su pista scivolosa quando era abbondantemente in testa e avrebbe potuto allungare nel mondiale su Hamilton e la Mercedes. Da lì i problemi. Vettel si chiude in se stesso, aspramente criticato in Italia. Forse sin troppo. Ma Seb non è il classico tedesco freddo e calcolatore che va avanti per la sua strada come se non fosse successo nulla. Lui è latino, appunto. E da quel momento inizia la sua parabola discendente fatta di momenti deludenti e qualche acuto.
    Nel 2019 arriva Charles Leclerc che, col suo talento e la sua spinta mediatica, gli soffia via il titolo di pilota di punta a Maranello. Cambia anche il vertice con Mattia Binotto che prende il posto di Maurizio Arrivabene. Questa sarà anche la chiave dell’addio di Vettel. Con Binotto i rapporti non saranno mai buoni. Charles è in rampa di lancio e Sebastian non viene difeso. Anzi, a volte viene persino redarguito dallo stesso team principal. E’ una situazione insostenibile.
    Fino alla famosa telefonata di Binotto questo inverno. Il suo contratto non sarà rinnovato. Sebastian dovrà lottare per un anno intero con una macchina indecente. Mostrando al mondo che le vere carenze della Ferrari non erano da ricercare nei piloti o in un pilota in particolare, ma nel sistema. Eppure Sebastian lascia, con un nodo in gola. Con una canzone. Un po’ da tedesco e un po’ da italiano. Andrà in Aston Martin e non si può non augurargli il meglio. Sebastian Vettel è stato e sarà sempre un vero tifoso della Ferrari. Danke Seb. Auf wiedersehen. LEGGI TUTTO

  • in

    F1 2020: Una stagione straordinaria ma la Ferrari dov’è?

    Un’altra stagione è finita. Una stagione anomala, straordinaria nel senso etimologico del termine, vale a dire “fuori dall’ordinario”, per le piste su cui si è corso, per il calendario stravolto, per gli autodromi deserti, per i trionfi inattesi, per i ritorni alla competitività e al podio di tante … L’articolo F1 2020: Una stagione straordinaria […] LEGGI TUTTO

  • in

    F1, Gp Abu Dhabi: Le pagelle della gara vinta da Verstappen

    Il tramonto di Abu Dhabi ha chiuso le danze di questa particolare stagione 2020. Un anno difficile dal punto di vista logistico-organizzativo, ma che Liberty Media ha saputo gestire con grande professionalità, garantendo 17 gare nel calendario. Nella gara conclusiva ha dominato Max Verstappen, firma… L’articolo F1, Gp Abu Dhabi: Le pagelle della gara vinta […] LEGGI TUTTO

  • in

    F1, Gp Abu Dhabi: la Ferrari chiude la stagione con la solita figuraccia

    Nel dominio assoluto di Max Verstappen sulle Mercedes, la Ferrari continua ancora a navigare a rilento. D’altronde nulla di nuovo. La gara di Abu Dhabi rappresenta la sintesi perfetta della stagione 2020 delle Rosse: terribilmente non competitiva, condita da strategie opinabili e pit stop lenti. Qualcosa che deve dare carica e forza alla squadra per invertire la tendenza il prossimo anno. Ripartire dopo l’ennesima figuraccia.

    Si chiude l’era di Sebastian Vettel con la Ferrari. Che deve chiedere scusa al 4 volte campione del mondo per la qualità dell’epilogo. Un finale di una storia che non meritava il tedesco. Ma che, purtroppo, rappresenta la situazione della Scuderia odierna. 14° posto, desolante, senza motivazioni. Solo una grande gestione delle gomme dure nella prima parte di gara per Seb che ha tenuto dietro molti piloti con gomme più fresche. La classe c’è ancora e la porterà in Aston Martin.
    Charles Leclerc arriva solo una posizione davanti a Vettel. Poco, pochissimo. Ma non per colpa sua. Il monegasco ci prova, attacca, si difende con i denti ma non può nulla di fronte alla pochezza della SF1000. In questa stagione, tra qualche errore sparso qua e là, ha già fatto fin troppo rispetto a quanto la macchina poteva offrirgli. Quindi, comunque, ben fatto Charles. Adesso però arriva il tempo delle responsabilità. Comincia l’era Leclerc a tutti gli effetti.
    Ma da Abu Dhabi arriva una buona notizia. La stagione è finita. Questo nefasto 2020, almeno per la Formula 1, termina qui. La SF1000 va in pensione. Per fortuna. Con la speranza di mandarla nel dimenticatoio al più presto, però solo dopo aver imparato dai propri errori. La prossima Ferrari deve essere migliore. Tanto migliore. Altrimenti, il 2021, sarà un’altra cocente delusione. Alla fine, però, si vuole essere positivi. I tifosi si meritano ben altro. Vettel meritava di più. Leclerc merita di più. Carlos Sainz meriterà di più.

    GP ABU DHABI F1 2020 ORDINE D’ARRIVO – Domenica 13 Dicembre 2020
    Pos Nr Pilota Team Tempo/Gap
    1 33 M. Verstappen Red Bull
    2 77 V. Bottas Mercedes + 7″5
    3 44 L. Hamilton Mercedes + 11″5
    4 23 A. Albon Red Bull + 19″0
    5 4 L. Norris McLaren + 47″2
    6 55 C. Sainz McLaren + 53″0
    7 3 D. Ricciardo Renault + 67″5
    8 10 P. Gasly AlphaTauri + 68″9
    9 18 L. Stroll Racing Point + 75″8
    10 31 E. Ocon Renault + 78″5
    11 26 D. Kvyat AlphaTauri + 79″9
    12 7 K. Raikkonen Alfa Romeo + 1 giro
    13 16 C. Leclerc Ferrari + 1 giro
    14 5 S. Vettel Ferrari + 1 giro
    15 63 G. Russell Williams + 1 giro
    16 99 A. Giovinazzi Alfa Romeo + 1 giro
    17 6 N. Latifi Williams + 1 giro
    18 20 K. Magnussen Haas + 1 giro
    19 51 P. Fittipaldi Haas + 2 giri
    20 11 S. Perez Racing Point –

    CLASSIFICA PILOTI F1 2020
    1 L. Hamilton Mercedes 347
    2 V. Bottas Mercedes 223
    3 M. Verstappen Red Bull 214
    4 S. Perez Racing Point 125
    5 D. Ricciardo Renault 119
    6 C. Sainz McLaren 105
    7 A. Albon Red Bull 105
    8 C. Leclerc Ferrari 98
    9 L. Norris McLaren 97
    10 L. Stroll Racing Point 75
    11 P. Gasly AlphaTauri 75
    12 E. Ocon Renault 62
    13 S. Vettel Ferrari 33
    14 D. Kvyat AlphaTauri 32
    15 N. Hulkenberg Racing Point 10
    16 A. Giovinazzi Alfa Romeo 4
    17 K. Raikkonen Alfa Romeo 4
    18 G. Russell Williams/Merc 3
    19 R. Grosjean Haas 2
    20 K. Magnussen Haas 1
    21 N. Latifi Williams 0

    CLASSIFICA COSTRUTTORI F1 2020
    1 Mercedes 573
    2 Red Bull 319
    3 McLaren 202
    4 Racing Point 195
    5 Renault 181
    6 Ferrari 131
    7 Alpha Tauri 107
    8 Alfa Romeo 8
    9 Haas 3
    10 Williams 0

    GP ABU DHABI F1 2020 – FOTO LEGGI TUTTO