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    Chris Froome dopo il Tour: “Sono felice di essere tornato”

    Chris Froome dopo il Tour è soddisfatto della sua prova, nonostante questa sia stata un’edizione totalmente differente per lui. L’obiettivo era quello di vincere la quinta Grande Boucle, ma il corridore era consapevole che non era pronto per raggiungere questo nuovo traguardo. Dopo un importante infortunio degli scorsi mesi, il britannico ha sfruttato al meglio queste tre settimane di corsa.

    Chris Froome dopo il Tour. Le dichiarazioni
    Il corridore ha affrontato durante le tre settimane di corsa del Tour diversi inconvenienti come la caduta nel quale è rimasto coinvolto. Però, nonostante le difficoltà, non si è perso d’animo e ha portato a conclusione la sua corsa. Froome ha parlato della sua esperienza nelle strade francesi  all’agenzia EFE. Al riguardo, il corridore ha dichiarato: “Una corsa diversa e speciale. È stato un giorno molto bello, tra i vigneti. Questo Tour de France per me è stato molto difficile, molto diverso da quelli che ho fatto in precedenza, però sono felice di essere tornato in questa bella corsa. Ho guadagnato molta fiducia, spero di poter tornare al mio livello passo dopo passo”.
    Quali saranno i prossimi obiettivi stagionale del corridore britannico del team Israel Start-Up Nation? Non resta che attendere qualche giorno per scoprirli. LEGGI TUTTO

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    Pogacar re del Tour de France, Van Aert vince a Parigi l'ultima tappa

    Van Aert vince in volata l’ultima tappa di questo Tour, da Chatou a Parigi (108,4 km): per il belga del team Jumbo-Visma è il terzo successo in questa edizione. Niente da fare per Cavendish, che non riesce a battere il record di Merckx (35 vittorie). Passerella sui Campi Elisi per il 22enne sloveno Tadej Pogacar, al suo secondo trionfo consecutivo nella Grande Boucle e già ribattezzato, appunto, “il nuovo Cannibale”

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    È stato il giorno della tradizionale passerella sugli Champs Elysees per Tadej Pogacar, ancora padrone del Tour dopo il trionfo del 2020. A Parigi, nell’ultima fatica di questa 108^edizione (partita da Chatou e con un solo GPM in avvio di frazione) il belga Wout Van Aert cala il tris e beffa in volata Mark Cavendish, che non riesce a superare il primato delle 35 vittorie di Merckx.

    Pogacar, un altro Tour da record. L’Italia non brilla
    Se l’anno scorso non potè vantare (anche) il titolo di più giovane vincitore della storia – nel 1904 Henri Cornet aveva 19 anni e 352 giorni – oggi nessuno potrà negargli la medaglia di corridore più precoce ad averne vinti due, di Tour. L’unico a indossare le tre maglie (gialla, a pois e bianca) in due edizioni. Meglio di Eddy Merckx! E da moltiplicare x 2… ci sarebbe anche il numero di tappe conquistate: tre, come nel 2020, quando soffiò la maillot jaune – non senza un leggerissimo senso di colpa – al connazionale Primoz Roglic, che fino a un paio d’anni fa guardava soltanto in tv, beffato a un passo dal trionfo nella crono di La Planche des Belles Filles. Stavolta non ha avuto rivali, Tadej: ha strappato la leadership a Mathieu van der Poel all’ottava tappa (il 3 luglio Le Grand-Bornand) e non l’ha più mollata, dominando sui Pirenei e lasciando le briciole ai vari Carapaz, Uran, Kelderman. L’unico a tenergli testa è stato il danese Jonas Vingegaard, arrivato da rincalzo di Tom Dumouilin (quello che sostiene che Pogacar pedali “come un minatore”) e diventato l’uomo di punta della Jumbo-Visma dopo il ritiro dello stesso Roglic. Non pervenuto Vincenzo Nibali – re della corsa francese nel 2014 – che ha concentrato le sue energie psico-fisiche per l’assalto all’oro olimpico e l’Italia, senza il suo asso (lo “Squalo” è stato l’ultimo azzurro a prendersi una tappa, nel 2019 a Val Thorens) è rimasta ancora a bocca asciutta, consolandosi con il 12° posto in classifica generale dell’inossidabile 31enne lombardo Mattia Cattaneo, al migliore grande giro della sua carriera. Chapeau.

    Tadej, dalla Slovenia con furore: storia di un predestinato
    L’enfant prodige del ciclismo mondiale è nato il 21 settembre del 1998 (il magico anno di Marco Pantani) a Komenda, un paesino di 5mila anime che vive di agricoltura e cavalli. Il suo nome comincia a circolare nel 2018 dopo l’exploit nel Tour de l’Avenir, confermato dalla vittoria del Giro del Friuli, due successi che convincono Andrej Hauptman, talent scout dell’UAE Emirates, a offrigli un contratto da professionista con il team di Abu Dhabi e portarlo alla Vuelta ’19, che chiude subito sul podio, trampolino alla scalata della Grande Boucle. Scalatore e cronoman, talvolta criticato di sprigionare fin troppi watt da quelle gambine (c’è perfino chi avrebbe percepito degli “strani rumori metallici” dalla ruota posteriore del suo bolide), è un po’ il Djokovic del pedale, si trova a suo agio su tutte le superfici: non per niente lo scorso 25 aprile ha messo in bacheca anche la sua prima classica monumento, sulle côtes della Liegi-Bastogne-Liegi, battendo allo sprint il campione del mondo Julian Alaphilippe. Dice di non avere degli idoli, ad eccezione di Luka Doncic, stella dei Mavericks nell’Nba e sloveno come lui. Vive a Montecarlo con la fidanzata Urska Zigart, anche lei ciclista, nel 2020 campionessa di Slovenia nella cronometro, tre partecipazioni al Giro Rosa. E foodblogger, a tempo perso: nutrizionista di fiducia del ragazzo ai tempi del lockdown. “Faccio in modo che Tadej non perda peso”, scrive scherzosamente in testa alla sua pagina Instagram, condita di biscotti e pizza a volontà.  

    Tadej e la fidanza Urska, anche lei campionessa di ciclismo – Instagram @tadejpogacar @urskainthekitchen

    Il “nuovo Cannibale”: le cifre di un trionfo
    Non potrà certo cavarsela con un nuovo frullatore in regalo per la sua bella, il caro Tadej, che si porterà a casa per la seconda volta una cifra vicina ai 600mila euro: 500mila per la generale (200mila euro al 2° classificato e 100mila al 3°), più i 25mila per la maglia a pois e altrettanti per quella di miglior giovane, cui ne andranno sommati 11mila per ogni successo di tappa. Cifre da capogiro per il ciclismo, meno per lui, che ha già un ingaggio da top-cyclist (5 milioni a stagione) sebbene non sia da lui accontentarsi. Lo ha detto anche Merckx, e chi meglio di lui: “Pogacar è il nuovo cannibale”. 

    Pogacar primo in tre classifiche, ma non poteva indossarle tutte le maglie… – ©Getty

    Classifica generale (Maglia gialla)

    1) TADEJ POGACAR (UAE TEAM EMIRATES) 
    2) JONAS VINGEGAARD (JUMBO-VISMA) +5’20”
    3) RICHARD CARAPAZ (INEOS GRENADIERS) +7’03”
    4) BEN O’CONNOR (AG2R CITROEN) +10’02”
    5) WILCO KELDERMAN (BORA-HANSGROHE) +10’13”
    6) ENRIC MAS (MOVISTAR TEAM) +11’43”
    7) ALEXEY LUTSENKO (ASTANA-PREMIER TECH) +12’23”
    8) GUILLAUME MARTIN (COFIDIS) +15’33” 
    9) PELLO BILBAO (BAHRAIN VICTORIOUS) +16’04”
    10) RIGOBERTO URAN (EF EDUCATION-NIPPO) +18’34”
    12) MATTIA CATTANEO (DECEUNINCK-QUICK STEP) +23’28”

    Classifica scalatori (Maglia a pois)

    1) TADEJ POGACAR (UAE TEAM EMIRATES) 
    2) WOUTER POELS (BAHRAIN VICTORIOUS)
    3) JONAS VINGEGAARD (JUMBO-VISMA)

    Classifica a punti (Maglia verde)

    1) MARK CAVENDISH (DECEUNINCK QUICKSTEP)
    2) MICHAEL MATTHEWS (TEAM BIKEEXCHANGE)
    2) SONNY COLBRELLI (BAHRAIN VICTORIOUS)

    Classifica giovani (Maglia bianca)

    1) TADEJ POGACAR (UAE TEAM EMIRATES) 
    2) JONAS VINGEGAARD (JUMBO-VISMA)
    3) DAVID GAUDU (GROUPAMA-FDJ)

    Classifica a squadre

    1) BAHRAIN VICTORIOUS
    2) EF EDUCATION-NIPPO
    3) JUMBO-VISMA

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    Settimana Ciclistica Italiana, Diego Ulissi vince la classifica finale in Sardegna

    E’ Diego Ulissi il primo vincitore della Settimana Ciclistica Italiana – sulle strade della Sardegna, conclusasi a Cagliari. Il portacolori della UAE Team Emirates, vincitore della prima e della quarta frazione della gara organizzata dalla Natura Great Events e dal Gruppo Sportivo Emilia, si è imposto con sul belga Sep Vanmarke e su Giovanni Aleotti che ha conquistato la maglia di miglior giovane.

    L’ultima tappa, che si è corsa con partenza ed arrivo a Cagliari, ha visto nelle fasi iniziali una fuga a cinque : Adriano Brogi, Stefano Di Benedetto, Stefano Pirazzi, lo spagnolo Sagastibel Azurmendi e il francese Lucas De Rossi. Raggiunti i battistrada, a circa 60 chilometri dall’arrivo, il gruppo ha proceduto ad altissima andatura verso il traguardo dividendosi in due tronconi. Nel primo molto attivi i compagni di squadra del leader Ulissi sempre pronti a chiudere ogni attacco.

    Inevitabile quindi lo sprint a ranghi compatti con il tedesco Pascal Ackermann (Bora Hansgroe) vincere nettamente sul colombiano Johnatan Restrepo e sul belga Sep Vanmarke. Per Ackermann si tratta della terza affermazione su cinque tappe ndisputate della Settimana Ciclistica Italiana – sulle strade della Sardegna.  LEGGI TUTTO

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    Tour de France, la 20^ tappa a cronometro Libourne-Saint Emilion LIVE

    In diretta la penultima tappa del Tour de France 2021, la cronometro Libourne-Saint Emilion di 30.8 chilometri. La maglia gialla Pogacar, ultimo a partire oggi alle 17.19, ha un vantaggio in classifica generale di 5’45” su Vingegaard e 5’51” su Carapaz. Lo sloveno domani festeggerà a Parigi il suo secondo successo consecutivo nella Grande Boucle LEGGI TUTTO

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    Fabio Aru pronto per nuove sfide. Il corridore racconta sensazioni e futuro

    Fabio Aru pronto per nuove sfide dopo la conquista del secondo posto al Sibiu Tour delle scorse settimane. Dopo un periodo travagliato che l’ha portato anche alla rinuncia al Tour de France, il Cavaliere dei Quattro Mori ha cercato e trovato subito il riscatto nel Sibiu Tour. Al riguardo, in una lunga intervista rilasciata a Bici.pro ha dichiarato: “Sono tornato a casa con belle sensazioni, come non succedeva da un pezzo. Nelle ultime due settimane, anche in allenamento ho notato un bel cambiamento nelle sensazioni e nei valori. Ho finalmente buoni riscontri in salita. Ho pagato a caro prezzo la discontinuità degli anni passati.

    Aru ha poi aggiunto: “Non era normale finire tutte le corse con i crampi. E non crampi da disidratazione, ma da disabitudine alla fatica. La testa mi avrebbe spinto ad andare oltre, ma le gambe non ce la facevano. Arrivare davanti in una corsa pur minore mi ha dato morale e mi ha permesso di correre diversamente, di non subire il ritmo degli altri”.

    Fabio Aru pronto per nuove sfide. Le dichiarazioni
    Quali saranno i prossimi obiettivi del corridore sardo? Su questo aspetto, Aru ha spiegato: “Visti alcuni errori fatti in passato ho deciso che in certe corse si parte soltanto se stai bene a livello fisico e mentale. Essere meno che al meglio, non sarebbe salutare e una mazzata morale sarebbe l’ultima cosa di cui ora ho bisogno. Faremo i programmi, voglio correre. Ma al momento non so ancora dove”. LEGGI TUTTO

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    Tour de France, lo sloveno Matej Mohoric ha vinto la 19^ tappa. Pogacar in maglia gialla

    Secondo successo di tappa per il campione nazionale sloveno Matej Mohoric, che si è imposto per distacco nella 19^ tappa, la Mourenx-Libourne di 207 chilometri. Il ciclista della Bahrain Victorious, che si era già imposto nella settima frazione, ha preceduto di 58″ il francese Laporte, il danese Pedersen e l’olandese Teunissen. La tappa è stata caratterizzata dalla fuga di 20 corridori poi diventati 12, tra i quali il vincitore di giornata che ha avuto la meglio dopo essere scattato in solitaria. Il gruppo maglia gialla è arrivato con oltre 20 minuti di ritardo sul traguardo: Pogacar è sempre leader con 5’45” di vantaggio sul danese Vingegaard e 5’51” sull’ecuadoriano Carapaz. Domani penultima tappa, la cronometro Saint-Emilion di 30.8 km, prima della passerella finale domenica a Parigi quando Mark Cavendish proverà a conquistare il successo numero 35 di tappa staccando Eddy Merckx. I due sono stati protagonisti di un incontro con abbraccio alla partenza. Il fuoriclasse belga si augura che il britannico possa trionfare nella tappa conclusiva del Tour 2021: “Spero che ottenga la sua trentacinquesima vittoria, così poi la smetteranno di farmi domande al riguardo e mi lasceranno in pace. Ad ogni modo, Mark si merita questo risultato. Viene da anni complicati, ma è un vero campione. Non puoi paragonare la sua carriera alla mia, ma in questo Tour sta facendo cose davvero notevoli. E’ il miglior velocista al mondo”. LEGGI TUTTO

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    Tour de France, la 18^ tappa in diretta LIVE

    Il Tour de France sale su uno dei monti che hanno fatto la storia, il Tourmalet, che con i suoi 2115 metri possono decidere definitivamente la Grande Boucle. Nella 18^ tappa, con arrivo a Luz Ardiden, lo sloveno Tadej Pogacar, fin qui autentico dominatore, è chiamato a controllare sui Pirenei i tentativi di rimonta dei vari Vingegaard, Carapaz e Uran- Sul nostro liveblog cronaca e aggiornamenti
    TOUR 2021: TUTTE LE TAPPE LEGGI TUTTO