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    MotoGp, Mir: “Non serve schierare in pista altre due moto”

    ROMA – La scorsa stagione di MotoGp è stata avida di emozioni per Joan Mir, campione del mondo nel 2020 in piena pandemia da Covid-19. Con la Suzuki messa più volte in crisi da Fabio Quartararo, poi campione del mondo, le voci su un eventuale passaggio in Honda del pilota maiorchino aumentano a meno di due mesi dalla gara in Qatar, che darà il via alla prossima stagione. Così come cresce, attorno all’ambiene Suzuki, la possibilità di andare a fondare un team satellite, opzione che Mir, dai microfoni di “SpeedWeek.com”, ha respinto: “Questo non rappresenta una priorità. È invece importante che i due piloti ufficiali ricevano il materiale migliore. Se non riesci a mantenere un certo standard, allora non ha senso schierare in griglia due moto in più”.
    Le parole di Mir
    Così come, d’altronde, Mir ha respinto i rumor che lo vogliono lontano dalla Suzuki: “Le persone che sostengono questo non capiscono nulla di corse. Gli altri, invece, che seguono i Gran Premi e conoscono il mondo delle due ruote, hanno un’opinione differente”. Con i soli sei podi nel 2021 ormai alle spalle, il pilota spagnolo spera di avere più soddisfazioni durante la prossima stagione: “Mi aspettavo di raccogliere qualcosa in più, ma quest’anno starò meglio. Ho solo 24 anni e la mia carriera è in crescendo”, ha concluso il pilota dell Suzuki. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Dovizioso: “Fondamentale subentrare l'anno scorso”

    ROMA – Andrea Dovizioso è intervenuto durante la presentazione del team RNF WITHU Yamaha, l’erede di Petronas in MotoGp, guidato dal team principal Razlan Razali. “Subentrare l’anno scorso è stato difficile, ma è stato fondamentale per i test di fine anno – ha detto l’ex Ducati -. Abbiamo potuto dare maggiore feedback alla squadra e agli ingegneri, per lavorare il più possibile in inverno e arrivare pronti ai test in Malesia. Non è stato facile, perché è stato un cambiamento grosso, ma era fondamentale per me conoscere il team e la moto”. Il forlivese, rientrato in classe regina al termine della scorsa estate, tornerà a disputare una stagione dall’inizio dopo l’addio a fine 2020. Per Dovi si tratta della ventesima stagione nel Motomondiale: “Vent’anni sono tanti, c’è tanta esperienza. Da un lato è positivo, perché ti evita di fare alcuni errori, da un altro lato l’esperienza può anche condizionarti, quindi bisogna essere molto bravi a gestire bene questi due aspetti. Binder? E’ normale che il suo salto dalla Moto3 alla MotoGp sia enorme. Il primo test a Jerez è stato un po uno shock. A me piace parlare con i piloti, quindi mi fa solo piacere aiutare. La MotoGp di oggi è particolare perché sono tutti vicini, quindi bisogna stare molto tranquilli e non guardare troppo la posizione. Bisogna cercare di fare i propri step perché è il modo migliore per progredire continuamente”.
    L’entusiasmo di Binder
    Anche Darryn Binder, che dividerà il box con Dovizioso, ha parlato durante la presentazione: “Arrivare dalla Moto3 è un grande passo, ringrazio il team per l’opportunità. Dovizioso è fantastico, ha tanta esperienza e non vedo l’ora di lavorare a fianco a lui e imparare tante cose. È un sogno che si avvera, mi è sempre mancato qualcosa per fare il salto. Ora solo qui e mi godo ogni momento. Il mio stile di guida deve essere migliorato, devo usare i freni con attenzione. In Moto3 vuoi solo aprire il gas ma in MotoGp devi pensare di più. L’obiettivo è migliorare, senza mettersi in testa ambizioni che possano destabilizzare l’ambiente e il team”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp: presentato il team WithU Yamaha RNF

    ROMA – Al Teatro Filarmonico di Verona si alza il sipario sul team di MotoGp WithU Yamaha RNF Racing. La coppia di piloti è formata da Andrea Dovizioso e dal sudafricano Darryn Binder, al suo primo anno tra i grandi. Nasce così ufficialmente la nuova scuderia satellite della Yamaha, con Razlan Razali, manager malese, nel ruolo di team principal e con Wilco Zeelemberg nelle vesti di team manager. “Non vediamo l’ora di iniziare – ha detto l’olandese -. Abbiamo chiuso una porta e ora si aprono nuove opportunità per fare sempre meglio. Inizieremo tutto da capo, ma allo stesso tempo vogliamo fare bene nella prossima stagione”.
    Un nuovo inizio
    Andrea Dovizioso, che l’anno prossimo – dopo l’addio di Valentino Rossi – sarà il pilota più anziano in griglia, correrà per la quindicesima stagione in MotoGp, la ventesima, contando anche le categorie minori. Il pilota italiano viene da un 2021 iniziato lontano dalle corse, poi il 35enne è rientrato nel paddock dopo l’addio di Maverick Vinales allla Yamaha. Discorso diverso invece per Darryn Binder. Il fratello minore di Brad Binder, a 24 anni, non ha mai vinto un titolo mondiale. Il sudafricano, dopo sette stagioni in Moto3 con piazzamenti mai andati oltre la settima piazza finale, è chiamato ora al salto di qualità. A Verona sono state svelate inoltre le livree delle moto, mentre tutto il materiale è già in viaggio verso Sepang, in attesa dei test ufficiali del 5 febbraio prossimo. LEGGI TUTTO

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    MotoGp: si presenta la scuderia WithU Yamaha RNF

    ROMA – Al Teatro Filarmonico di Verona va in scena la prima del team di MotoGp WithU Yamaha RNF Racing. I piloti della scuderia satellite saranno Andrea Dovizioso e il sudafricano Darryn Binder, al suo primo anno tra i grandi. Nasce così ufficialmente la nuova scuderia satellite della Yamaha, con Razlan Razali, manager malese, nel ruolo di team principal e con Wilco Zeelemberg nelle vesti di team manager. “Non vediamo l’ora di iniziare – ha detto l’olandese -. Abbiamo chiuso una porta e ora si aprono nuove opportunità per fare sempre meglio. Inizieremo tutto da capo, ma allo stesso tempo vogliamo fare bene nella prossima stagione”.
    Verso Sepang
    Andrea Dovizioso, che l’anno prossimo – dopo l’addio di Valentino Rossi – sarà il pilota più anziano in griglia, correrà per la quindicesima stagione in MotoGp, la ventesima, contando anche le categorie minori. Il pilota italiano viene da un 2021 iniziato lontano dalle corse, poi il 35enne è rientrato nel paddock dopo l’addio di Maverick Vinales allla Yamaha. Discorso diverso invece per Darryn Binder. Il fratello minore di Brad Binder, a 24 anni, non ha mai vinto un titolo mondiale. Il sudafricano, dopo sette stagioni in Moto3 con piazzamenti mai andati oltre la settima piazza finale, è chiamato ora al salto di qualità. Nel Teatro Filarmonico di Verona è stato alzato anche il drappo sulle livree delle moto. Per quanto riguarda invece il materiale nella sua interezza, lo stesso team rende noto che il pacchetto gara è in volo per raggiungere Sepang, dove sono in agenda i test ufficiali del 5 febbraio prossimo. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Lorenzo: “Mi sono ritirato per la pericolosità di questo sport”

    ROMA – Jorge Lorenzo si dice convinto della scelta fatta nel 2019 in merito al ritiro dalle corse, pur mostrando un pizzico di nostalgia del paddock nelle sue interviste. Il motivo principale riguarda la pericolosità a cui ogni weekend si espongono i piloti di MotoGp: “La cosa peggiore nella vita di un pilota sono gli infortuni e il rischio. È proprio per questo che mi sono ritirato. Se fosse uno sport meno pericoloso, in cui ci si fa meno male, sicuramente sarei ancora in pista. Marquez? Se pensiamo a tutte le occasioni in cui è caduto, Marc si è fatto male poche volte, eppure anche lui ha avuto tre-quattro infortuni veramente pesanti”, le sue parole. 
    I migliori piloti secondo Jorge
    Lorenzo promette che ci sarà spettacolo nel prossimo Mondiale dopo l’intensa lotta tra Quartararo e Bagnaia che ha visto prevalere il francese: “Se nel 2019, l’anno che è stato il migliore per Marc a livello di risultati, Quartararo ha lottato con lui per la vittoria in qualche gara, anche se non si è riuscito a imporre, ora con Fabio più maturo e più completo e un Marc magari non tanto forte fisicamente come prima, ci divertiremmo molto. Ma aggiungo anche Bagnaia e Jorge Martin. I quattro piloti più forti per il futuro sono loro”, conclude Jorge ai microfoni di Motosprint.  LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Lorenzo: “Sarei ancora in pista se fosse uno sport meno pericoloso”

    ROMA – Jorge Lorenzo mostra di avere un pizzico di nostalgia del paddock, ma si dice convinto della scelta fatta nel 2019 in merito al ritiro dalle corse. Il motivo principale riguarda la pericolosità a cui ogni weekend si espongono i piloti di MotoGp: “La cosa peggiore nella vita di un pilota sono gli infortuni e il rischio. È proprio per questo che mi sono ritirato. Se fosse uno sport meno pericoloso, in cui ci si fa meno male, sicuramente sarei ancora in pista. Marquez? Se pensiamo a tutte le occasioni in cui è caduto, Marc si è fatto male poche volte, eppure anche lui ha avuto tre-quattro infortuni veramente pesanti”, ha dichiarato. 
    Sul Mondiale 2022
    Lorenzo promette che ci sarà spettacolo nel prossimo Mondiale dopo l’intensa lotta tra Quartararo e Bagnaia che ha visto prevalere il francese: “Se nel 2019, l’anno che è stato il migliore per Marc a livello di risultati, Quartararo ha lottato con lui per la vittoria in qualche gara, anche se non si è riuscito a imporre, ora con Fabio più maturo e più completo e un Marc magari non tanto forte fisicamente come prima, ci divertiremmo molto. Ma aggiungo anche Bagnaia e Jorge Martin. I quattro piloti più forti per il futuro sono loro”, conclude Jorge ai microfoni di Motosprint.  LEGGI TUTTO

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    Toprak Razgatlioglu e la MotoGp: “Sono troppo vecchio”

    ROMA – Toprak Razgatlioglu fa parlare ancora di sé in ottica MotoGp. Ma questa volta, in un’intervista a Roadracing World, il turco sembra scartare l’ipotesi di un suo arrivo tra i grandi della top-class. Ecco spiegato il motivo: “Ho 25 anni – ammette -. Mi sento vecchio per la MotoGP. Tutti ci arrivano a 19, 20, 21 anni adesso. Non sono vecchio in assoluto, lo so però, dopo essere stato campione del mondo di Superbike, perché no? Il mio sogno era di essere un campione di Superbike, non ho mai sognato la MotoGP. È come una galassia diversa. Ora, sì, ho aperto la porta alla MotoGP, ma non ho mai sognato la categoria prima. Mi concentro sulla Superbike”.
    L’ipotesi 2023
    Seppur le dichiarazioni di Razgatlioglu facciano pensare al contrario, Kenan Sofuoglu (il manager del talento turco) ha parlato di un possibile trasferimento in MotoGp per il 2023. Nel caso in cui non gradisse la destinazione, Toprak potrebbe tornare sui suoi passi: “Se vado in MotoGp e non mi piace, posso tornare in Superbike e trovare una buona squadra. Tutti conoscono la mia velocità in questo campionato”, conclude.  LEGGI TUTTO

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    Toprak Razgatlioglu concentrato sulla Superbike: “Mai sognato la MotoGp”

    ROMA – La MotoGp resta un tema che continua a girare attorno ai pensieri di Toprak Razgatlioglu. Ma questa volta, in un’intervista a Roadracing World, il turco sembra scartare l’ipotesi di un suo arrivo tra i grandi della top-class. Ecco spiegato il motivo: “Ho 25 anni – ammette -. Mi sento vecchio per la MotoGP. Tutti ci arrivano a 19, 20, 21 anni adesso. Non sono vecchio in assoluto, lo so però, dopo essere stato campione del mondo di Superbike, perché no? Il mio sogno era di essere un campione di Superbike, non ho mai sognato la MotoGP. È come una galassia diversa. Ora, sì, ho aperto la porta alla MotoGP, ma non ho mai sognato la categoria prima. Mi concentro sulla Superbike”.
    Il futuro di Toprak 
    Seppur le dichiarazioni di Razgatlioglu facciano pensare al contrario, Kenan Sofuoglu (il manager del talento turco) ha parlato di un possibile trasferimento in MotoGp per il 2023. Nel caso in cui non gradisse la destinazione, Toprak potrebbe tornare sui suoi passi: “Se vado in MotoGp e non mi piace, posso tornare in Superbike e trovare una buona squadra. Tutti conoscono la mia velocità in questo campionato”, conclude.  LEGGI TUTTO