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    F1 Ferrari, Vettel: “Nessun risultato in stagione ma futuro interessante”

    MARANELLO – “La stagione di quest’anno è stata molto difficile e ammetto di aver avuto anche dei dubbi sulle mie capacità”. Sebastian Vettel non nasconde una certa amarezza nel come si sta avviando alla conclusione la storia con la Ferrari.
    Molti scenari
    Il quattro volte campione del mondo dirà addio a Maranello, dopo un’annata disastrosa per la Rossa, dopo sei anni e 14 vittorie fino a questo momento. L’amarezza dell’ultimo anno però traspare nonostante il terzo posto in Turchia: “Non ho ottenuto nulla in questa stagione e nemmeno i rapporti con la squadra sono facili. La storia d’amore è finita, ma io resto motivato” le parole di Vettel al quotidiano tedesco Die Zeit.
    Il campione di Heppenheim nel 2021 sarà al volante dell’Aston Martin al fianco di Stroll: “Mancano ancora tre gare alla fine ma il nuovo progetto con la scuderia britannica apre molti scenari”. Vettel si mostra molto fiducioso: “Credo si possa raggiungere il successo rapidamente ma avrò uno stato d’animo completamente diverso e un obiettivo ben preciso: aiutare la squadra a progredire. Adesso ho 33 anni, sarò in pista per altri tre anni: non voglio davvero correre fino ai quaranta” conclude il tedesco LEGGI TUTTO

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    F1 Ferrari, Vettel: “Stagione difficile ma sono ancora motivato”

    MARANELLO – “La stagione di quest’anno è stata molto difficile e ammetto di aver avuto anche dei dubbi sulle mie capacità”. Sebastian Vettel è sempre onesto quando, a tre gare dal termine, fa un bilancio della sua ultima annata con la Ferrari.
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    Il quattro volte campione del mondo dirà addio a Maranello, dopo un’annata disastrosa per la Rossa, dopo sei anni e 14 vittorie fino a questo momento. L’amarezza dell’ultimo anno però traspare nonostante il terzo posto in Turchia: “Non ho ottenuto nulla in questa stagione e nemmeno i rapporti con la squadra sono facili. La storia d’amore è finita, ma io resto motivato” le parole di Vettel al quotidiano tedesco Die Zeit.
    Il campione di Heppenheim nel 2021 sarà al volante dell’Aston Martin al fianco di Stroll: “Mancano ancora tre gare alla fine ma il nuovo progetto con la scuderia britannica apre molti scenari”. Vettel si mostra molto fiducioso: “Credo si possa raggiungere il successo rapidamente ma avrò uno stato d’animo completamente diverso e un obiettivo ben preciso: aiutare la squadra a progredire. Adesso ho 33 anni, sarò in pista per altri tre anni: non voglio davvero correre fino ai quaranta” conclude il tedesco LEGGI TUTTO

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    1950-2020: le auto più vincenti della storia della Formula 1

    XVI Bahrain Grand Prix, I Sakhir Grand Prix, XII Abu Dhabi Grand Prix: sono questi gli ultimi tre appuntamenti che decreteranno la fine di questa strana ma interessante stagione di Formula 1. Un campionato che, come accade ininterrottamente dal 2014, ha visto trionfare la Mercedes.
    Lewis Hamilton centra il suo settimo sigillo, eguagliando, così, Michael Schumacher; parimenti, la Mercedes conquista il suo settimo titolo Costruttori consecutivo.
    Sinora, la Mercedes F1 W11 — monoposto azionata dalla power unit Mercedes M11 EQ Performance — ha ottenuto 12 vittorie (10 Hamilton, 2 Bottas). Un bottino a dir poco eccelso, considerati i “soli” 17 Gran Premi in calendario. Un dominio che, nelle ultime 3 gare, può essere ulteriormente amplificato: la F1 W11, infatti, può facilmente raggiungere quota 15 vittorie.
    Quali sono, dunque, i modelli di vetture Formula 1 più vincenti nella storia?
    Al primo posto, con 19 vittorie complessive, troviamo ancora una Mercedes. L’anno è il 2016, la vettura in questione è la Mercedes F1 W07. La vettura, nata sotto la direzione tecnica di Paddy Lowe ed azionata dalla power unit PU106C, consente a Nico Rosberg e Lewis Hamilton di dominare la stagione. Rosberg — campione del Mondo — ottiene 9 vittorie, Hamilton 10. Si tratta dell’ultima monoposto iridata prima dell’introduzione dei nuovi regolamenti tecnici entrati in vigore nel 2017.
    Una vettura pressoché perfetta, priva di punti deboli, la quale consente ai due alfieri del Mercedes AMG Petronas F1 Team di marcare punti in ogni gara, salvo tre battute d’arresto: il doppio zero a seguito della collisione al via tra Rosberg ed Hamilton (GP di Spagna) e lo zero marcato dall’inglese in Malesia (rottura motore).
    Al secondo posto, con 16 vittorie, troviamo tre monoposto che hanno scritto la storia della F1: la McLaren M23, la Mercedes F1 W05 e la Mercedes F1 W06.
    La McLaren M23 costituisce un lampante esempio di monoposto F1 longeva. Facilmente adattabile ai vari — ma sufficientemente stabili e, soprattutto, liberi e snelli — regolamenti tecnici, la M23 debutta in occasione del GP del Sudafrica del 1973. Disegnata da Gordon Coppuck, fa il proprio esordio in quel di Kyalami nelle fila dello Yardley Team McLaren affidata a Denny Hulme: pole-position e 5° posto in gara. Le prime vittorie arrivano già nel 1973: Hulme trionfa ad Anderstorp, Peter Revson a Silverstone e Mosport Park.
    Nel 1974, grazie alla M23 spinta dall’altrettanto celeberrimo Cosworth DFV (V8 di 90°, 3000cc, aspirato), la McLaren conquista i suoi primi titoli Piloti e Costruttori. Emerson Fittipaldi — vittorioso in tre GP — si laurea campione del Mondo. Il bis arriva nel 1976. La M23, aggiornata e profondamente modificata in alcune aree, consente a James Hunt (6 vittorie) di laurearsi campione del Mondo.
    La sedicesima ed ultima vittoria della M23 si concretizza in occasione del GP USA Est 1976: James Hunt trionfa a Watkins Glen. Con l’introduzione dei nuovi modelli McLaren tra il 1977 ed il 1978, la M23 viene destinata soprattutto ai team privati, quali il Chesterfield Racing, l’Iberia Airlines e il Centro Aseguredor F1 (team facenti capo a Emilio De Villota), il Liggett Group/B&S Fabrications (poi BS Fabrications), il Melchester Racing. L’ultima apparizione della M23 in F1 è datata 10 settembre 1978: a Monza, è Nelson Piquet a portare in gara la M23-Cosworth DFV iscritta dal BS Fabrications.
    Appaiate a 16 vittorie vi sono anche le Mercedes F1 W05 e F1 W06, rispettivamente risalenti al 2014 e 2015. Sin dagli albori della nuova era delle motorizzazioni V6 di 1600cc Turbo-ibride, la Mercedes ha imposto il proprio dominio tecnico. La F1 W05, spinta dalla power unit PU106A, si dimostra vettura pressoché impareggiabile: Hamilton vince 11 GP, Rosberg 5. Hamilton e Rosberg si rivelano straripanti anche nel 2015, al volante della rinnovata F1 W06-Mercedes PU106B. L’inglese trionfa in 10 GP, il tedesco in 6, a testimonianza di una supremazia tecnica merito di una monoposto eccelsa ed equilibrata sotto ogni profilo.
    A quota 15 vittorie troviamo altre iconiche vetture: la McLaren Mp4/4, la Ferrari F2004 e la Mercedes F1 W10. La McLaren Mp4/4 è, senza dubbio, tra le monoposto di F1 più significative di tutti i tempi. Bellissima, tecnicamente perfetta. Progettata da Gordon Murray e Steve Nichols, è azionata dall’Honda RA168E (V6 di 80°, Turbo, 1500cc). Ayrton Senna ed Alain Prost dominano in lungo e in largo la stagione 1988: su 16 GP in calendario, 15 sono vinti dalla Mp4/4-Honda (7 Prost, 8 Senna).
    La Ferrari F2004 è artefice di una annata storica: la vettura di Maranello, tra le massime espressioni dell’era Ross Brawn e Rory Byrne, domina la stagione: Michael Schumacher si aggiudica 13 GP su 18 in calendario, Rubens Barrichello trionfa a Monza e in Cina. Siamo all’apice dell’era dei V10 aspirati di 3000cc ed il Ferrari 053 rappresenta uno dei migliori compromessi tra potenza ed affidabilità.
    15 trionfi anche per la Mercedes F1 W10. È cronaca di questi anni, di questi mesi. Si tratta, infatti, della monoposto campione del Mondo 2019. 11 vittorie Hamilton, 4 Bottas e la doppietta (l’ennesima) è servita.
    A quota 14 vittorie troviamo altre tre vetture altamente rappresentative: la Ferrari 500, la Lotus 25 e la Ferrari F2002.
    Con la Ferrari 500 si ritorna al biennio 1952-1953, quando il Mondiale Piloti viene assegnato con le vetture di Formula 2. Alberto Ascari firma una storica doppietta iridata, dimostrandosi il miglior interprete di questa splendida vettura. Il campione italiano, infatti, si aggiudica 11 vittorie al volante della Ferrari 500 tra il GP del Belgio 1952 ed il GP di Svizzera 1953. Piero Taruffi, Mike Hawthorn e Giuseppe Farina sono i nomi (illustri) degli altri autori di vittorie al volante della mitica 500, partorita dal sommo ingegno di Aurelio Lampredi.
    Con la Lotus 25, invece, si torna ai mitici Anni ’60. È in questi anni che nasce ed esplode il mito di Colin Chapman, della sua Lotus e di Jim Clark. La Lotus 25, nella fattispecie, incarna la pura essenza della autentica Formula 1: una vettura tecnicamente all’avanguardia, emulata e ammirata, longeva, sempre competitiva. La Lotus 25 debutta in occasione del GP dei Paesi Bassi del 1962, condotta da Clark. La prima vittoria arriva già sul circuito di Spa-Francorchamps.
    Nel 1962 sarà Graham Hill ad imporsi al volante di un’altra monoposto mitica, la BRM P57. Ma è la Lotus 25, tuttavia, a sbalordire. Nel 1963, Clark monopolizza il campionato: 7 vittorie in 10 gare in calendario! Nelle mani di Jim Clark, La Lotus 25 — azionata dal V8 Coventry-Climax (siamo nell’era dei 1500cc aspirati) — non ha rivali. Sarà, infatti, il pilota scozzese il solo a portare al successo la iconica Lotus 25.
    Nel 1964, la Lotus 25 inizia ad essere affiancata dalla nuova Lotus 33. Il Team Lotus non è la sola scuderia ad usare il modello 25: dopo il Brabham Racing Organisation nel solo GP di Monaco 1963, ecco aggiungersi il Reg Parnell Racing, compagine che impiegherà le Lotus 25 motorizzate BRM P56 (dal 1966, la cilindrata di questi V8 è maggiorata sino a 2000cc, in ogni caso 1000cc in meno rispetto ai “canonici” 3000cc aspirati in vigore a partire dal 1966) sino al GP d’Olanda del 1967. L’ultima vittoria della Lotus 25 risale al GP di Francia 1965: in quell’occasione, sul tracciato di Clermont-Ferrand, è ancora Jim Clark ad imporsi.
    14 trionfi anche per la Ferrari F2002, monoposto che ha segnato un’epoca: quella di Michael Schumacher e di annate letteralmente dominate dal Cavallino. La F2002, tuttavia, debutta (affidata al solo Schumacher) in occasione del GP del Brasile, terzo GP dell’anno. In Australia e Malesia, infatti, la Ferrari schiera ancora la valida e vincente F2001.
    Affidata a Schumacher, la F2002 trionfa in 10 occasioni; Barrichello, dal canto suo, fa suoi 4 GP, tra cui il GP d’Italia a Monza.
    Williams, Red Bull e Renault sono scuderie — ancora attive — che possono vantare un invidiabile curriculum.
    La Williams più vincente è la FW18, a quota 12 vittorie. È il 1996: Adrian Newey e Patrick Head sfoderano la FW18. Azionata dal V10 di 67° Renault RS8 (3000cc aspirato), questa monoposto consente a Damon Hill di vincere il titolo Piloti. Il figlio d’arte inglese si aggiudica 8 Gran Premi, il debuttante Jacques Villeneuve (vicecampione), invece, trionfa in 4 occasioni.
    La Red Bull con più successi all’attivo è la RB9: 13 trionfi per la monoposto curata da Adrian Newey. Siamo nel 2013. Sebastian Vettel, al suo quarto e sinora ultimo titolo iridato, impone un dominio imbarazzante. Vince 13 GP dei 19 in calendario; ben 9 le vittorie consecutive (dal GP del Belgio al GP del Brasile). Ad azionare la vettura, l’ultimo V8 di 90° aspirato di 2400cc iridato: il Renault RS27-2013.
    Renault, infine, piazza due sue auto a quota 8 vittorie: sono la R25 e la R26, rispettivamente risalenti al 2005 e 2006. Stiamo parlando, pertanto, delle monoposto grazie alle quali Fernando Alonso ha conquistato i suoi due titoli Piloti.
    La R25 è azionata dal V10 aspirato Renault RS25, ultimo 10 cilindri iridato di F1 prima dell’era dei V8. Alonso si impone in 7 GP, Giancarlo Fisichella in un solo GP, al debutto in Australia. La R26, invece, inaugura la stagione dei V8 di 90° aspirati di 2400cc, era terminata nel 2013. Nata ancora sotto la direzione tecnica di Robert Bell, la R26 si aggiudica 7 corse con Alonso ed una con Fisichella.
    Dal 2021, si riapre la caccia al record di vittorie detenuto dalla Mercedes F1 W07. E con ben 23 GP in calendario, la Mercedes ed i suoi più accreditati avversari possono cercare di scalfire tale primato.
    a caccia è aperta. LEGGI TUTTO

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    F1, Gp Turchia: l’intelligenza e la sensibilità dei campioni fanno la differenza

    Il pirotecnico Gp di Turchia disputato in condizioni difficili ed estreme ha riconsegnato agli appassionati una F1 super umana, con ampi spazi di imprevedibilità e tanto, tanto show. E quando nella gestione delle corse il potere dell’Homo Sapiens Sapiens prende quasi completamente il sopravven… L’articolo F1, Gp Turchia: l’intelligenza e la sensibilità dei campioni fanno […] LEGGI TUTTO

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    Ferrari, Leclerc furioso via radio: “Errore terribile, sono un cog…”

    ISTANBUL – Charles Leclerc non è riuscito a contenere tutta la sua rabbia per il podio mancato al termine del Gran Premio di Turchia di Formula 1. Il giovane monegasco si è infuriato con se stesso per l’errore che nel corso dell’ultimo giro lo ha fatto scivolare dal secondo posto appena conquistato fino al quarto, con Perez che si è ripreso la posizione e Sebastian Vettel che, con l’altra Ferrari, gli ha soffiato il terzo gradino del podio. Al traguardo, infatti, in un team radio Leclerc ci dà giù pesante: “Sono un cog…”, ripetuto più volte mentre dai box cercavano di rincuorarlo.

    La rabbia via radio del pilota Ferrari
    Il pilota classe 1996 raramente aveva perso così tanto la calma all’interno della sua monoposto e se l’è presa esclusivamente con se stesso per il grave errore che non gli ha permesso di salire sul podio. Nel rispondere al classico “good job” arrivato dai box al traguardo, Leclerc si lascia andare a un commento senza peli sulla lingua: “Ho fatto un errore terribile, sono un cog…. Sono un cog…”. Successivamente dai box gli hanno chiesto di calmarsi e di riportare la vettura nei garage.
    L’ORDINE D’ARRIVO DEL GP DI TURCHIA
    LA CLASSIFICA PILOTI DEL MONDIALE DI FORMULA 1
    LEWIS HAMILTON VINCE IL SETTIMO MONDIALE PILOTI LEGGI TUTTO

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    Ferrari, tutta la rabbia di Leclerc in un team radio: “Sono un cog…”

    ISTANBUL – “Sono un cog…”. A Charles Leclerc non è proprio andato giù il podio mancato per un errore nell’ultimo giro del Gran Premio di Turchia di Formula 1. Il monegasco era riuscito a superare Perez portandosi in seconda posizione, ma a causa di un lungo sulla pista scivolosa di Istanbul sia il messicano che il compagno di team in Ferrari, Sebastian Vettel, lo hanno superato in extremis, costringendolo alla quarta piazza finale.

    Il team radio del monegasco
    Il pilota classe 1996 raramente aveva perso così tanto la calma all’interno della sua monoposto e se l’è presa esclusivamente con se stesso per il grave errore che non gli ha permesso di salire sul podio. Nel rispondere al classico “good job” arrivato dai box al traguardo, Leclerc si lascia andare a un commento senza peli sulla lingua: “Ho fatto un errore terribile, sono un cog…. Sono un cog…”. Successivamente dai box gli hanno chiesto di calmarsi e di riportare la vettura nei garage.
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    Ferrari, Binotto: “Buona gara, anche noi delusi per Leclerc”

    ISTANBUL – Il team principal della Ferrari Mattia Binotto commenta con soddisfazione quanto visto (a distanza, visto che si trovava eccezionalmente a Maranello) nel Gran Premio di Turchia di Formula 1, al termine del quale Sebastian Vettel è arrivato terzo e Charles Leclerc quarto, riscattando le pessime qualifiche del sabato: “Abbiamo pagato qualche errore di troppo; non solo l’ultimo giro, ma anche la partenza anche se la squadra si è comportata molto bene. E’ stata una bella gara da parte nostra. Sono molto contento per Vettel, se lo merita. Ha gestito la gara molto bene, è stato veloce e sono felice per il podio che è riuscito ad agguantare. Leclerc? Capisco la sua delusione, siamo delusi con lui. Si è dimostrato molto veloce, ha dato dimostrazione del suo talento anche se ha pagato gli errori come la partenza o qualche lungo. Senza quegli errori poteva ambire al secondo posto”.

    Il commento del team principal
    Binotto non era presente a Istanbul e anche nella prima del Bahrein non ci sarà, così come nel prossimo anno in alcuni Gran Premi: “In generale abbiamo visto una vettura competitiva, è questo il punto più importante perché significa che abbiamo capito la direzione di sviluppo. La macchina è migliorata, un segno incoraggiante. Sono contento di non essere in pista, il mio ruolo è esserci nei momenti di difficoltà. Sapevo che la macchina era migliorata, ben vengano questi risultati e non andrò neanche al prossimo GP. Oggi i piloti sono stati bravi, la nostra macchina è cresciuta e loro hanno più confidenza nel guidarla”.
    L’ORDINE D’ARRIVO DEL GP DI TURCHIA
    LA CLASSIFICA PILOTI DEL MONDIALE DI FORMULA 1
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    Ferrari, Binotto: “Felice per Vettel, non sarò presente in Bahrein”

    ISTANBUL – “Abbiamo pagato qualche errore di troppo; non solo l’ultimo giro, ma anche la partenza anche se la squadra si è comportata molto bene. E’ stata una bella gara da parte nostra. Sono molto contento per Vettel, se lo merita. Ha gestito la gara molto bene, è stato veloce e sono felice per il podio che è riuscito ad agguantare. Leclerc? Capisco la sua delusione, siamo delusi con lui. Si è dimostrato molto veloce, ha dato dimostrazione del suo talento anche se ha pagato gli errori come la partenza o qualche lungo. Senza quegli errori poteva ambire al secondo posto”. Questo il commento del team principal della Ferrari Mattia Binotto intervenuto ai microfoni di Sky Sport da Maranello per commentare il Gran Premio di Turchia di Formula 1, il migliore dal punto di vista dei risultati complessivi per la scuderia del Cavallino.

    Le parole del team principal da Maranello
    Binotto non era presente a Istanbul e anche nella prima del Bahrein non ci sarà, così come nel prossimo anno in alcuni Gran Premi: “In generale abbiamo visto una vettura competitiva, è questo il punto più importante perché significa che abbiamo capito la direzione di sviluppo. La macchina è migliorata, un segno incoraggiante. Sono contento di non essere in pista, il mio ruolo è esserci nei momenti di difficoltà. Sapevo che la macchina era migliorata, ben vengano questi risultati e non andrò neanche al prossimo GP. Oggi i piloti sono stati bravi, la nostra macchina è cresciuta e loro hanno più confidenza nel guidarla”.
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