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F1, GP di Monaco: più ombre che luci per la direzione gara

La Direzione gara di un Gran Premio di Formula 1 – foto: fia.com

Il Gran Premio di Monaco è terminato con la vittoria di Sergio Perez, che ha preceduto al traguardo Carlos Sainz e Max Verstappen. Solo quarto il poleman Charles Leclerc: il monegasco ha pagato gli errori e le incertezze della Ferrari in termini di strategia. Qualche abbaglio lo ha preso anche la direzione gara, non solo la scuderia del Cavallino. Il direttore di corsa Niels Wittich e il suo staff sono stati protagonisti di decisioni per lo meno discutibili.

Inizio gara ritardato e rolling start

La direzione gara ha scelto di posticipare la partenza del Gran Premio di Monaco dato che, alle 15, ha cominciato a piovere e le previsioni comunicavano che il meteo era in netto peggioramento. Infatti è andata proprio così: dopo il formation lap, svolto dietro safety car, si è scatenato un vero e proprio diluvio. La scelta di mettere bandiera rossa a questo punto si è rivelata logica; un po’ meno quella di non far partire la corsa alle 15, quando l’intensità dell’acqua lo avrebbe permesso. Con i se e con i ma la storia non si fa, comunque una partenza sotto pioggia leggera avrebbe potuto regalare spettacolo. Ancora meno comprensibile sembrerebbe essere la partenza (vera) dietro safety car. Alle 16:04 la direzione gara ha decratato la rolling start: la pista era ancora bagnata, ma sembrava possibile e sicura una standing start: partenza normale, dalla griglia. La sicurezza viene prima di tutto, ma Wittich e i commissari, questa volta hanno soffocato del possibile spettacolo. Con la pista bagnata infatti i piloti avrebbero avuto più occasione di mostrare il loro valore, anche in un tracciato dove il sorpasso risulta pressoché impossibile, come a Montecarlo.

Questione di linee gialle

Nel dopogara, la Ferrari ha presentato un ricorso ufficiale alla FIA, contro i piloti Red Bull. Nel documento, e nelle immagini mostrate in diretta TV, si è visto come sia Perez che Verstappen hanno oltrepassato la linea gialla che segnala l’uscita della pit lane. Secondo fonti interne al paddock, nella riunione pre gara, Wittich era stato intransigente su questo punto: chiunque avesse compiuto tale scorrettezza sarebbe stato sanzionato. Il regolamento parla chiaro: la linea non va superata, se non a causa di forza maggiore (ad esempio una macchina ferma proprio in quel punto). Questa forza maggiore non era presente. La FIA ha poi respinto il ricorso del team di Maranello, allegando che entrambi i piloti Red Bull abbiano calpestato la line con una porzione minima della gomma. Tuttavia questa scelta sembrerebbe incomprensibile: sia Perez che Verstappen hanno accelerato molto presto, finendo in sovrasterzo. Si è trattato di un errore che andava punito.

Wittich, altre incertezze

Al giro 18, un contatto tra Esteban Ocon e Lewis Hamilton è finito sotto la lente di ingrandimento. Il francese dell’Alpine ha slittato, finendo in sovrasterzo e colpendo l’ala anteriore dell’inglese. Ocon ha provato a difendere la sua posizione, ma nel farlo ha commesso un’ingenuità che ha danneggiato un avversario. La sanzione che gli ha inflitto la direzione gara è sembrata corretta, ma la comunicazione è arrivata con quasi tre quarti d’ora di ritardo. Questi ritardi, anche per situazioni chiare non fanno bene alla F1. Altra incertezza ha riguardato la bandiera rossa dopo lo spaventoso incidente di Mick Schumacher. Dapprima. la direzione gara ha optato per la virtual safety car, poi per la safety car e infine per la bandiera rossa. Vista la portata dell’incidente, fortunatamente senza conseguenze, tutta questa attesa e questo cambio repentino di decisioni è sembrato illogico: la gara andava sospesa immediatamente, per rimuover la macchina aperta in due e i detriti sprigionati dall’impatto. Da questo punto di vista alla direzione gara sono richiesti ampi miglioramenti, per le gare a venire.

Fonte: https://www.circusf1.com/2022/05/f1-gp-di-monaco-piu-ombre-che-luci-per-la-direzione-gara.php


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