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    F1, GP dell’Eifel 2020: Numeri, record storici e statistiche

    Il Gran Premio dell’Eifel 2020 non passerà soltanto alla storia per il grande ritorno della F1 al Nurburgring dopo sette anni di assenza: quella a cui abbiamo assistito domenica è stata infatti una gara che ha segnato un vero e proprio appuntamento con la storia di questo sport, a tal punto da riscrivere il grande libro dei record grazie a due campioni dal calibro di Raikkonen da una parte, ed Hamilton dall’altra.
    Oltre a loro, il weekend del Nurburgring ha riservato anche altre emozioni, quelle più legate alle sensazioni dolci dei grandi ritorni, di piloti e team capaci di riassaporare il gusto di un risultato rilevante dopo anni di lunghe attese.
    Ecco dunque i record e le statistiche più importanti aggiornate dopo la bandiera a scacchi del GP dell’Eifel.
    14° POLE PER BOTTAS, COME ASCARI, HUNT, PETERSON E BARRICHELLO
    Dopo la cancellazione di entrambe le sessioni di prove libere di venerdì per maltempo, al sabato finalmente comincia l’attività in pista. Al termine delle qualifiche, il miglior giro porta la firma del finlandese Valtteri Bottas, che strappa così la 14° pole position della sua carriera. Grazie a questo risultato, Bottas eguaglia il record personale appartenente ad altre grandi firme del passato quali Alberto Ascari, James Hunt, Ronnie Peterson e Rubens Barrichello. Per quanto concerne la Mercedes, invece, si tratta della 122° pole della sua storia.
    324° GP PER RAIKKONEN: NUOVO RECORD ASSOLUTO
    Il Gran Premio dell’Eifel, tuttavia, passerà alla storia per i record assoluti scritti in occasione della gara. Cronologicamente parlando, il primo ad entrare nella categoria dei “miti” è Kimi Raikkonen: presentandosi regolarmente al via della gara tedesca, il pilota dell’Alfa Romeo ha così preso parte al 324° GP della sua carriera, diventando il primo pilota della storia della F1 a raggiungere tale traguardo. Un record sensazionale destinato ad incrementarsi non solo in occasione delle prossime gare in calendario, ma anche (probabilmente) nella stagione 2021, a discapito dei 41 anni d’età del campione del mondo 2007.
    HAMILTON NELLA STORIA: EGUAGLIATO IL RECORD DI VITTORIE DI SCHUMACHER
    Ma il record vero e proprio, raggiunto non senza una certa emozione personale e collettiva, è tutto adopera di Lewis Hamilton: il campione del mondo in carica britannico, grazie alla sua 91° vittoria, ha così raggiunto il primato assoluto appartenente a Michael Schumacher. Il record che sembrava irraggiungibile dal momento del ritiro dalle competizioni del “Kaiser”, è stato invece eguagliato domenica dal dominatore incontrastato delle ultime stagioni, generando una sensazione generale tra gli appassionati di due risultati ottenuti con modalità differenti, tali da essere difficilmente paragonabili. Hamilton (che ha ricevuto in omaggio dalle mani di Mick Schumacher una replica del casco appartenente al padre), ha inoltre portato la Mercedes alla 111° vittoria della sua storia.
    39° PODIO E 9° GIRO VELOCE PER VERSTAPPEN
    L’unico ad aver messo pressione alle Mercedes sia in qualifica che in gara è stato Max Verstappen, ancora una volta protagonista di una performance da applausi. Con il 2° posto ottenuto dopo la bandiera a scacchi, l’olandese ha così messo in cassaforte il suo 39° podio in Formula 1 (il 179° per la Red Bull), riuscendo anche a registrare il giro più veloce della corsa proprio in occasione dell’ultimo giro. In questo modo, “Mad Max” ha raggiunto così quota 9 giri veloci in carriera, raggiungendo nella classifica all-time due campioni del mondo come Jacques Villeneuve e Denny Hulme, oltre a Ronnie Peterson.
    RICCIARDO E LA RENAULT: UN RITORNO DI FIAMMA SUL PODIO
    Il terzo gradino del podio, infine, vede il gradito ritorno di due realtà che da tempo inseguivano unpiazzamento nella top tre. Dopo un’ottima sessione di qualifiche, Daniel Ricciardo ha infatti conquistato il terzo posto del Gran Premio dell’Eifel, conducendo una corsa senza sbavature ed approfittando anche dei ritiri dei diretti avversari, su tutti Bottas e Norris. Il sorridente australiano ha così guadagnato meritatamente il podio, che mancava dal Gran Premio di Monaco 2018 (che coincide anche con la sua ultima vittoria), per la 30° volta in carriera. In questo modo, Ricciardo ha anche eguagliato il record personale di Juan Pablo Montoya. Grazie a questo risultato di rilievo, l’australiano ha avuto anche il merito di far tornare sul podio la Renault, da tempo assente dalla top 3. Il team francese sale così a quota 111 podi in F1, interrompendo un digiuno che durava addirittura dal Gran Premio della Malesia 2011, quando Nick Heidfeld (sempre con un 3° posto) aveva portato per l’ultima volta la losanga tra i primi tre. LEGGI TUTTO

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    F1 Tecnica Ferrari: Al Nurburgring i primi veri aggiornamenti sulla SF1000

    Al Nurbugring Ferrari si è presentata con ulteriori aggiornamenti sulla Ferrari SF1000, dopo le prime vere modifiche viste già a Sochi per il Gran Premio di Russia.
    A conferma delle voci che già circolavano nel paddock, Ferrari per l’Eifel GP ha portato dei nuovi barge boards, con svariate modifiche nei vari elementi che compongono questa complessa zona aerodinamica. Barge boads che vedono finalmente degli upgrades, in quella che ricordiamo essere una zona libera da vincoli allo sviluppo.
    Entrando nel dettaglio tecnico, Ferrari non ha stravolto il concetto aerodinamico, ma ha semplicemente apportato delle micro modifiche sparse fra i vari deviatori di flusso, in relazione alle altre novità già viste a Sochi. Al Nurburgring cambia dunque il design del doppio boomerang, nella zona in cui entrambi i profili vanno ad ancorarsi alla bandella verticale ai lati delle pance. Il boomerang superiore è stato leggermente snellito, e presenta una forma più rettilinea, andando a formare a formare un elemento separato dal boomerang inferiore rispetto alla vecchia soluzione. Spostandoci nella zona più avanzata, è stato leggermente accorciato il primo deviatore dietro il triangolo della sospensione, indicato dalla freccia verde a destra. Mentre la freccia verde a sinistra evidenzia la modifica allo splitter del fondo, che va a inglobare il cono anti-intrusione inferiore del telaio. Questa zona è stata leggermente rialzata, e sono stati modificati i “denti” che vanno a tagliare l’aria da incanalare al di sotto del fondo. L’intento di Ferrari è quello di portare più aria sotto il fondo, incrementando l’effetto di sigillo che va a ricreare una sorta di minigonna. Nell’illustrazione sono state messe in evidenza tutte le micro modifiche dei nuovi barge boards portati in Germania da Ferrari.
    Nuovi barge boards, che come detto prima, che vanno a lavorare in maniera sinergica con le modiche ai turning vanes viste al GP di Russia. A Sochi infatti Ferrari aveva aggiunto alla base dei turning vanes una serie dei generatori di vortice. L’obbiettivo di questi elementi è quello di creare dei piccoli “tornado”, i quali vanno poi ad aumentare la loro sezione conica in direzione delle fiancate e del fondo, per creare una sorta di barriera aerodinamica per trattenere il flusso d’aria che attraversa il sidepod aderente al corpo vettura. Una soluzione analoga è presente sulla Haas VF-20, sin da inizio stagione, e Ferrari potrebbe aver preso spunto dal concetto aerodinamico proprio dalla vettura di Gunter Steiner. Difatti la Haas VF-20 è una monoposto molto familiare dal punto di vista aerodinamico a quella della Ferrari, in quanto la stessa Haas sulla VF-20 ha ripreso gran parte delle soluzioni che erano presenti sulla Ferrari SF90 del 2019.
    A completare questo pacchetto, è stato confermato anche la nuova paratia laterale dell’ala posteriore, che ha debuttato sempre lo scorso GP. Il nuovo endplate rispetto al vecchio è stato completamente rivisto, e presenta una shape molto simile a quello della Mercedes W11. Il profilo superiore è stato rivisto con una forma a gradino, mentre le numerose frange hanno lasciato posto a tre soffiaggi più grandi per gestire meglio le turbolenze aerodinamiche prodotte dal rotolamento dello pneumatico posteriore. LEGGI TUTTO

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    GP Germania F1 2013: l’ultima gara al Nurburgring, prima del ritorno nel 2020

    La cancellazione della prima e seconda sessione di prove libere della primissima edizione del Gran Premio d’Eifel non ha fatto altro che allungare di qualche ora un’attesa che separa il mondo della Formula 1 dal Nurburgring da ormai sette anni.
    Con le qualifiche di questo pomeriggio infatti, nella speranza di condizioni climatiche più clementi, le monoposto di Formula 1 torneranno a sfrecciare sull’asfalto dello storico tracciato tedesco per la prima volta dal 2013, anno in cui si tenne l’ultima gara valevole per il campionato del mondo.Da allora, il Circus è cambiato drasticamente: vuoi per le modifiche regolamentari e tecniche, per l’avvicendamento di campioni e team di prima fascia e per l’abbandono di varie piste a favore di nuovi orizzonti non sempre graditi dai puristi.Insomma, cosa accadde l’ultima volta in cui la F1 issò le sue tende al Nurburgring? Facciamo dunque un balzo indietro di sette anni, prima che questo weekend possa finalmente spezzare l’incantesimo e le distanze.
    Un appuntamento quasi fisso
    Sin dagli albori della Formula 1, la pista tedesca del Nurburgring è stata sempre considerata come una delle tappe più classiche, amate e pericolose dell’intero calendario. Entrata a far parte del campionato del mondo di F1 nel 1951, da allora fino al 1976 il celebre tracciato divenne la sede fissa del Gran Premio di Germania. Diversamente da quanto accade oggi, in quegli anni le monoposto si davano battaglia sul mitologico Nordschleife, ossia la versione completa della pista, lunga addirittura 20 km. Famosa per i suoi tratti tortuosi misti ai lunghissimi rettilinei, la Formula 1 interruppe la sua permanenza su questa versione dopo il terribile incidente occorso a Niki Lauda proprio nel 1976, tanto da spingere gli organizzatori a realizzare una variante della pista molto più corta e sicura.
    E infatti, soltanto nel 1984 il Circus tornò nella regione tedesca dell’Eifel (da cui prende il nome il gran premio dell’edizione 2020). Per l’occasione, la pista divenne sede per la prima volta non più del Gran Premio di Germania (nel frattempo passato ad Hockenheim), bensì del Gran Premio d’Europa.
    Dopo una seconda edizione nel 1985, il nuovo Nurburgring sparì dai radar della Formula 1 per ben 10 anni, prima di tornare stabilmente in calendario dal 1995. Da allora, fino al 2007, Nurburgring fu sempre sinonimo di GP d’Europa, ad eccezione delle stagioni 1997-1998 in cui fu invece sede del Gran Premio del Lussemburgo, così intitolato per la vicinanza della pista al Granducato.
    Dal 2008, invece, si concretizzò il patto con Hockenheim per l’alternanza ad ospitare il Gran Premio di Germania: in quella stagione fu proprio Hockenheim ad assicurarsi il diritto di aprire i propri cancelli alla F1, lasciando al Nurburgring le edizioni del 2009 e del 2011.
    GRAN PREMIO DI GERMANIA 2013
    Sin dagli inizi della stagione 2013, tuttavia, la tappa prevista al Nurburgring fu seriamente messa in discussione dagli organizzatori e dalla stessa FIA, viste le difficoltà economiche incontrate dal celebre tracciato per poter ospitare il Gran Premio di Germania. Nonostante la concreta minaccia di cedere il passo definitivamente ad Hockenheim già a partire da quell’anno, l’edizione del GP tedesco venne invece confermata al Nurburgring.
    Domenica 7 luglio 2013 prese quindi il via la 74° edizione del Gran Premio di Germania, con Lewis Hamilton nei panni dell’uomo da battere: l’inglese, al suo primo anno in Mercedes dopo il ritiro definitivo dalle competizioni di Michael Schumacher, prese infatti il via dalla pole position, dimostrando gli ottimi progressi della Mercedes dopo la vittoria conseguita da Nico Rosberg nel precedente appuntamento a Silverstone.
    Tuttavia, lo scatto più fulmineo alla partenza porta la firma dei due piloti della Red Bull campione del mondo in carica, e vera dominatrice dei primi anni ’10 del 2000: Mark Webber e Sebastian Vettel. L’australiano balza infatti al comando della corsa, tenendo a debita distanza il padrone di casa nonché campione del mondo in carica, avviato anche quell’anno verso la riconferma iridata (la quarta ed ultima della sua carriera fino ad ora). Nonostante la leadership guadagnata e difesa con le unghie e con i denti, lo stesso Webber si rende protagonista, suo malgrado, di un episodio da brivido: nel corso del suo primo cambio gomme, i meccanici della Red Bull non riescono a fissare a dovere la ruota posteriore destra, facendo partire anzitempo l’australiano dalla piazzola. Dopo qualche metro, la stessa ruota si stacca dalla monoposto, colpendo in pieno un operatore televisivo: nonostante lo spavento e la botta, l’uomo se la caverà con qualche frattura, senza mai entrare in pericolo di vita. Per Webber, che riuscirà comunque a riprendere la corsa, la fuga verso la vittoria è compromessa.In tutto questo ne approfitta il suo compagno di squadra Sebastian Vettel, che balza al comando della corsa senza mai perdere la leadership fino alla bandiera a scacchi. Con una Ferrari poco brillante, tanto che Felipe Massa è costretto al ritiro e Fernando Alonso non va oltre al 4° posto (lo spagnolo si consolerà con il giro più veloce della corsa), la lotta per il podio si risolve a favore delle due Lotus-Renault di Kimi Raikkonen e Romain Grosjean, le quali vanno a conquistare rispettivamente il 2° e 3° posto, completando il podio alle spalle del vincitore Sebastian Vettel, al suo 30° successo in F1.
    Da allora, dopo le già citate difficoltà economiche e la posizione più solida di Hockenheim per poter ospitare una gara in Germania, il Nurburgring sparisce dal calendario della Formula 1.Inizialmente non previsto anche per la stagione 2020, la FIA, a seguito dell’emergenza Covid-19, torna ad “abbracciare” il Nurburgring insieme ad altri tracciati esclusi dal calendario ufficiale pre-Covid, riportando la Formula 1 sul tracciato tedesco per la prima volta dopo sette anni dal quel successo di Vettel con la sua Red Bull.
    Lo stesso Vettel trionfante che oggi si appresta a scendere in pista già consapevole del futuro che lo attende lontano da Maranello, in una crisi di risultati senza precedenti e per nulla paragonabile al suo periodo d’oro conclusosi proprio sette anni fa, dopo quattro titoli mondiali consecutivi.

    GP GERMANIA (EIFEL) F1 2020 – FOTO LEGGI TUTTO

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    F1, GP Germania (Eifel): FP1 annullate per il maltempo. Rinviato il debutto di Mick Schumacher

    Si aspettava solo quello. Il ritorno del nome Schumacher in una sessione ufficiale di Formula 1. Grazie al figlio della leggenda Michael, il giovane 21enne Mick. Ma ci si è messo di mezzo il Nurburgring e la Germania con le sue condizioni meteo difficili. Dopo un iniziale rinvio delle prime prove libere del Gran Premio dell’Eifel di mezz’ora, poi di un’ora, è arrivato l’annullamento della sessione a causa della nebbia e della pioggia tedesca che non avrebbero permesso all’elicottero medico di prendere il volo, qualora fosse stato necessario.
    Così l’unico rumore che si è sentito nell’Inferno Verde è quello della pioggia. I motori sono stati in silenzio, ma ci resteranno per poco, visto che alle 15 sono già in programma le FP2. Se tutto va bene. Certo è che la grande delusione è quella di non aver assistito al debutto ufficiale di Mick Schumacher con la Alfa Romeo Sauber, dopo così tante parole, così tanta attesa. Dopo le immagini suggestive in ricordo del ventennale del primo titolo di papà Michael con la Ferrari.
    Insomma, niente di fatto per Mick. Almeno per ora, visto che il team principal dell’Alfa Sauber, Frederic Vasseur, ha confermato che per il giovane figlio d’arte ci saranno altre occasioni già in questa stagione per mettersi in mostra. Senza poi dimenticare che le voci del paddock lo danno quasi per certo in pianta stabile in Formula 1 nel 2021. O in Haas o proprio in Alfa. Un peccato anche per Callum Ilott che avrebbe dovuto debuttare con la Haas e completare il binomio della Ferrari Driver Academy. Che da sempre più soddisfazioni e risultati.
    Amaramente archiviato il tema dei giovani piloti, adesso ci si può concentrare esclusivamente sul week end di gara, che si preannuncia davvero difficile. Un’incognita totale, tra meteo e temperature gelide dell’atmosfera e degli pneumatici. Ci sarà da divertirsi. LEGGI TUTTO

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    F1, Gran Premio dell’Eifel: numeri e curiosità della gara al Nurburgring

    Gran Premio dell’Eifel 2020 di Formula 1: numeri e curiosità della gara sul tracciato del Nurburgring in Germania.

    La Formula 1 torna dopo sette anni sulla pista del Nürburgring per un altro inedito del calendario 2020, il Gran Premio dell’Eifel, undicesimo appuntamento della stagione, che prende il nome dall’altopiano che sorge a cavallo del confine tra Renania-Palatinato e Renania Settentrionale-Vestfalia, vicino al confine con Belgio e Lussemburgo.
    Gran Premio dell’Eifel: numeri e curiosità
    6. Le versioni del circuito del Nürburgring sulle quali la Formula 1 ha gareggiato dal 1951. La prima Nordschleife misurava 22.810 metri, ma nel 1967 si decise di intervenire sul layout della parte finale della pista. Da dopo la curva Galgenkopf, infatti, i piloti erano in piena accelerazione per oltre quattro chilometri e arrivavano sul traguardo a una velocità spaventosa. Per rallentare le vetture nella zona dei box venne dunque introdotta la chicane Hohenrain che portò la lunghezza a 22.835 metri. Nel 1984 debuttò la nuova GP-Strecke, lunga 4.542 metri, divenuti 4.556 nel 1995. Nel 2002 venne aggiunta la nuova zona della Mercedes Arena che ha portato la lunghezza del tracciato a 5.146 metri diventati definitivamente 5.148 dall’anno successivo.
    7. I piloti di Formula 1 iscritti al GP dell’Eifel che hanno già gareggiato al Nürburgring nella massima categoria. Si tratta di Kimi Räikkönen, che ci ha corso ben nove volte ottenendo come miglior risultato un secondo posto nell’ultima occasione in cui questa pista è stata in calendario, il 2013; di Lewis Hamilton, con quattro partecipazioni e una vittoria, nel 2011; di Sebastian Vettel che vanta il successo nel 2013 ed è stato secondo nel 2009 e quarto nel 2011; di Daniel Ricciardo e Sergio Perez, che ci hanno corso due volte (2011 e 2013); e infine di Valtteri Bottas e Romain Grosjean che erano al via dell’edizione 2013.
    9,2. I gradi di temperatura media giornaliera nella zona del Nürburgring nella seconda settimana di ottobre. Secondo i dati, che sono disponibili a partire dal 1981, nella cittadina di Nürburg mediamente si va dai 5.9 gradi centigradi di minima ai 12.5 di massima. Le punte di caldo e freddo raggiunte in questo periodo negli ultimi quarant’anni raccontano invece di 25.2 gradi e -5.3 rispettivamente.
    47. I piloti tedeschi che hanno disputato almeno un Gran Premio di Formula 1. Quattro quelli che hanno gareggiato anche per la Scuderia Ferrari tra cui il più vincente di tutti, Michael Schumacher, capace di vincere sette titoli mondiali e 91 Gran Premi, 72 dei quali con la squadra di Maranello. Ci sono poi Sebastian Vettel, 14 affermazioni con la Scuderia (e 53 in totale) nonché terzo plurivincitore nella storia del team dopo Schumacher e Niki Lauda, e Wolfgang von Trips, due volte vincitore con la Ferrari e perito a Monza del 1961 mentre era in lizza per il titolo con il compagno di squadra Phil Hill. Infine c’è Kurt Adolff, che disputò il suo unico Gran Premio di Formula 1 proprio al Nürburgring su una Ferrari 166 della Ecurie Espadon ritirandosi dopo tre tornate per un problema alla trasmissione.
    1925. L’anno di inizio dei lavori per la costruzione del Nürburgring. L’architetto Gustav Eichler si ispirò al tracciato della Targa Florio per creare un circuito che doveva far emergere, per le sue difficoltà, i migliori piloti e le vetture più robuste e performanti. Era il mese di settembre quando venne posata la prima pietra, mentre l’inaugurazione avvenne nella primavera del 1927 con l’ADAC Eifelrennen del 18 giugno. Si tenne una gara di moto che venne vinta da Toni Ulmen, poi impegnato anche in Formula 1, mentre il 19 giugno Rudolf Caracciola fu il primo pilota a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Nürburgring. LEGGI TUTTO

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    A caccia di record: F1 evo vs Porsche 919 evo?

    Record, record e ancora record. È la “moda” (non nuova) degli ultimi anni, mesi: infrangere record. In pista o in gare in salita. E poco importa se ciò avviene in forma ufficiale, ufficiosa o puramente propagandistica: le Case, si sa, vivono per il marketing, incarnano – nel bene e nel male – le bizzarre, tronfie, spesso demagogiche […] LEGGI TUTTO