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    Porsche,Mission R è il concept da corsa che ritroveremo in strada

    Come Mission E ha portato alla nuova Taycan, Porsche presenta un nuovo concept che darà il La al futuro della gamma stradale: l’elettrica Porsche Mission R si svela al Salone di Monaco e si annuncia come una superportiva da corsa, che ispirerà anche le sue sorelle da strada.Guarda la galleryPorsche Mission R concept, le immagini
    1.088 Cavalli
    Porsche Mission R Concept nello specifico prefigura una vettura da corsa elettrica, ipotizzabile come protagonista dei campionati monomarca del Marchio tra qualche tempo. Non manca di carattere, lo stile richiama sia quello della intramontabile 911 sia quello di Taycan, le citazioni sono parecchie. E’ più corta di una 718 Cayman (4,38 metri) 432 centimetri di lunghezza, ma è larga con suoi 1,99 metri e decisamente più bassa, 119 centimetri. 
    Curata l’aerodinamica, con il grande spoiler in bella vista. Allo stesso modo la sostenibilità di molti elementi, quali pannelli interni delle portiere, paratia posteriore, sedili, minigonne e diffusore, realizzati in fibre naturali (NFRP) costituite da fibre di lino provenienti dalla produzione agricola.
    Mission R dispone della monoscocca in fibra di carbonio per contenere il peso e aumentare il livello di protezione dell’abitacolo. Le batterie, che hanno una capacità di 80 kWh. 
    L’interno presenta un display posizionato ergonomicamente tra i comandi sul volante visualizza i dati rilevanti durante la corsa. Il monitor sopra la colonna dello sterzo mostra le immagini riprese dalle telecamere degli specchietti laterali e dalla telecamera del retrovisore centrale. Un touchscreen a destra del sedile può essere utilizzato per richiamare i dati biometrici del pilota: tutto sotto controllo.
    Il powertrain è composto da due motori elettrici. Davanti spinge un propulsore da 435 cavalli, dietro il secondo 653 cavalli. La potenza di sistema in configurazione da qualifica di questa trazione integrale elettrica arriva a 1.088 cavalli. Sono invece 680 i CV in modalità gara gara.
    Supera i 300 km/h di velocità massima e l’accelerazione da 0 a 100 km/h è di 2″5.
    Architettura da 900 volt
    Grazie alla architettura da 900 Volt permette la ricarica ultra veloce (DC) fino a 340 kW, per recuperare l’80% dell’autonomia in 15 minuti. 
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    Volkswagen go2: un concept unisce e-bike e auto del futuro

    La mobilità del futuro bussa alla porta delle maggiori case automobilistiche e motocilcistiche ormai da diversi anni. Tuttavia, oltre alle grandi aziende alle prese con nuovi e avanguardistici progetti, anche alcuni giovani designer cercano ogni giorno di proporre soluzioni che possano essere da spunto per una mobilità sempre più green e sostenibile. Guarda la galleryVolkswagen go2: un concept unisce auto ed e-bike
    e-Bike e auto, l’una parte dell’altra
    Partiamo dicendo che il marchio Volkswagen che compare su questo visionario concept è presente per un motivo: la go2, infatti, fu presentata da Saito al Volkswagen Design Contest del lontano 2014, uscendone peraltro vincitrice.
    Alla base del lavoro prodotto dal designer, come affermato dallo stesso creatore, ci fu all’epoca la voglia di unificare due dei mezzi più utilizzati, cercando di svilupparli come se fossero l’uno parte dell’altro. Nonostante questo, però, sia l’auto che la bicicletta mantengono forme e linee molto semplici e moderne, con l’e-Bike forte di alcune caratteristiche davvero molto interessanti.
    Tasca retrattile porta oggetti 
    La prima cosa che salta subito all’occhio è l’assenza del classico tubo orizzontale del telaio, che nel concept viene sostituito da un paio di bande laterali a formare una sorta di tasca porta oggetti, dove gli utenti possono tranquillamente riporre bagagli leggeri come uno zaino, una borsa o una valigetta. Tuttavia, il dettaglio più interessante è che entrambe le bande hanno capacità retrattili. Con un semplice tocco, infatti, potranno essere ritirate all’interno del telaio, rimanendo nascoste se non utilizzate.

    Ricarica all’unisono
    Oltre a ciò, la due ruote a pedali presenta anche una seconda e una terza caratteristica degna di nota. La prima è che, all’occorrenza, il suo telaio può essere facilmente piegato. Un dettaglio – molto di tendenza nelle biciclette da città moderne – utile specialmente per chi vive in città e si trova molto spesso a viaggiare su mezzi pubblici. La seconda, invece, riguarda la sua simbiosi con l’auto. Le batterie dei due mezzi, infatti, sono strettamente collegate. In questo modo, quando si ricarica la batteria dell’auto, anche la batteria della e-Bike verrà ricaricata di conseguenza.
    Insomma, in un momento di estremo cambiamento come quello in cui ci troviamo oggi, concept come questo sembrano sempre più realizzabili. Chissà se la Casa automobilistica tedesca non voglia presto farci un pensierino… staremo a vedere.
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    Mazda RX-500: come un proiettile

    Il primo dato che si va ad osservare, quando si analizzano le performance di un mezzo, è quasi sempre la potenza massima. Eppure, c’è un altro fattore in grado di fare la differenza. Lo sanno bene in Mazda, dove da sempre, la leggerezza legata al concetto di sportività è un mantra progettuale. Una filosofia che ha portato alla nascita di alcune delle auto più affascinanti dell’ultimo secolo. Ma anche di concept-car sportive e radicali, capaci di scatenare pruriti racing al primo sguardo, come la spettacolare RX-500 svelata durante il Motor Show di Tokyo del 1970.

    MAZDA RX-500: UNA PIUMA DA CORSA
    Diversa da qualunque cosa vista in precedenza, questo mezzo si sviluppava attorno al motore rotativo 10A, un doppio rotore Wankel da 982 cc, montato sull’asse posteriore, in grado di sviluppare la potenza massima di 247 CV. Non era tanto quest’ultimo dato a sbalordire. Anche la concorrenza europea, infatti, in quel periodo si stava dando da fare (basti guardare alla Mercedes C111, concettualmente molto vicina alla giapponese, anch’essa con un Wankel a bordo, ma con qualche cavallo in più, 350). Il numero più interessante della RX-500, infatti, era quello relativo al peso di appena 850 kg. E chiunque ami la guida sportiva, sa perfettamente quanto il fattore leggerezza sappia regalare in termini di puro godimento al volante. Un’auto capace di raggiungere la velocità massima di 241 km/h.
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    MAZDA RX-500: DESIGN A CUNEO
    Altro elemento di fascino di questa aggressiva concept a due posti, con le porte che si aprivano in avanti ad ala di farfalla, era il carattere indiscutibile del design. Le linee futuristiche della RX-500 dovevano rappresentare una sorta di vetrina per la meccanica e le tecnologie a bordo. Un mezzo sportivo a forma di cuneo, dal fortissimo impatto estetico, con motore centrale a trazione posteriore, a cui si accedeva attraverso coperchi ad ali, questa volta di gabbiano. Il design della carrozzeria, tipico di quei tempi, sarebbe diventato presto sinonimo di prestazioni e performance a 360° (basta guardare, ancora oggi, le “macchinine” con cui giocano i bambini).
    MAZDA RX-500: NON SOLO PRESTAZIONI
    Sportività a parte, per Mazda questo concept doveva svolgere anche un altro importante ruolo: quello di laboratorio mobile per raccogliere dati preziosi sulla sicurezza stradale. Le luci posteriori multicolore, ad esempio, avevano lo scopo di informare le altre vetture che l’auto stava frenando, curvando o accelerando. A quei tempi, decisamente un’idea innovativa, che faceva presagire il futuro impegno in questo campo, con tecnologie sempre più evolute.
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    Mazda MX-03, uno sguardo al futuro

    Appena due anni prima – era il 1983 – la concept MX-02 faceva già sfoggio di un insolito virtuosismo progettuale, con soluzioni avanguardiste come le ruote posteriori sterzanti e l’head-up display sul parabrezza. Ma fu la successiva MX-03, svelata al Tokyo Motor Show del 1985, a destabilizzare pericolosamente gli equilibri dell’immaginabile, proiettando gli appassionati in un universo tecnologico e prestazionale dai contorni inediti. Erano gli anni di Kitt, Michael Knight e di Supercar, e sognare il domani, anche a quattro ruote, era il desiderio di tutti.

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    MAZDA MX-03: UNA CLOCHE AL POSTO DEL VOLANTE
    La MX-03 era una concept car (nata per rimanere tale) dall’aspetto radicale e dall’inequivocabile allure, che inneggiava alle performance e al più sfrenato futurismo. Non fantascienza – sebbene la cloche nell’abitacolo facesse pensare più ad un incrociatore stellare che a un’auto – ma un anticipo di soluzioni che da lì a poco avrebbero trovato sfogo anche nella produzione di serie. 
    MAZDA MX-03: TECNOLOGIE EVOLUTE E PERFORMANCE
    Quel che caratterizzava questa concept era una sportività anticonvenzionale (ma d’altronde, da una Mazda non ti aspetti niente di diverso) alimentata da un motore di 1962 cc, a triplo rotore da 315 CV. Una coupé a quattro posti, dal muso lunghissimo e dal corpo ribassato, che poteva vantare un Cx aerodinamico pari a solo 0,25 (allo scopo, fu immolato persino uno dei due specchietti laterali). Ma soprattutto, un pacchetto tecnologico fatto di display digitali, head-up display, trazione integrale con meccanismo di ripartizione della coppia a controllo elettronico (regolabile tramite un pulsante installato all’interno dell’abitacolo), quattro ruote sterzanti per migliorare la stabilità in curva, e una trasmissione automatica a quattro rapporti.Un missile pronto al decollo, grazie ad una velocità (dichiarata dalla Casa di Hiroshima) che poteva sfiorare i 300 Km/h (poco più di 290), e a uno scatto da 0 a 96 Km/h in meno di 5 secondi.
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    Mazda MX-03 concept avveniristico LEGGI TUTTO

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    Yamaha E01: scooter elettrico in arrivo?

    Con tutta probabilità Yamaha sta pensando di lanciare sul mercato un nuovo scooter completamente elettrico e dal nome E01. La Casa motociclistica giapponese, infatti, ha da poco depositato presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) lo stesso nome che aveva già utilizzato in precedenza per indicare un concpet presentato alcuni anni fa. Scopriamo insieme i dettagli

    DESIGN IMMUTATO
    Quando alcuni anni fa era stato presentato al Tokyo Motor Show come un concept scooter che sarebbe stato in grado di promettere praticità e guida di qualità superiore rispetto quella offerta degli scooter convenzionali, l’E01 non aveva però brillato in quanto a design. Eppure, ecco che a distanza di pochi anni Yamaha ha rinvigorito l’ipotesi di un suo debutto sul mercato, depositando il suo nome sotto la dicitura “motocicli elettrici e loro parti e accessori” e senza neanche troppo discostarsi dalle linee che aveva già presentato.
    Secondo le immagini trapelate, infatti, il nuovo scooter elettrico firmato Yamaha non è poi così diverso da quello già visto nel 2019 in Giappone. Il gruppo ottico anteriore, i piccoli specchietti retrovisori e la particolare pinna posteriore a ridosso del pneumatico sembrerebbero ancora in linea con quelli già osservati.

    BATTERIA AGLI IONI DI LITIO
    L’incognita resta, però, ancora sulla potenza. Quando vennero tolti i veli al concept E01 di Tokyo, Yamaha dichiarò solamente la presenza di un pacco batterie agli ioni di litio e un motore brushless CC raffreddato ad aria con una potenza paragonabile a quella di un motore da 125 cc.
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