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    F1, Andretti riceve l’ok della FIA per l’iscrizione ma non è finita

    La candidatura di Michael Andretti alla partecipazione al Mondiale di F1 con un suo team supera il secondo importante step in vista dell’approvazione finale. A comunicarlo è stato direttamente il presidente della Fia Mohammed Ben Sulayem evidenziando che l’Andretti Formula Racing LLC è stata “l’unica entità che soddisfaceva i criteri di selezione stabiliti sotto tutti gli aspetti materiali”. L’iter è iniziato lo scorso febbraio con la manifestazione d’interesse. Successivamente soltanto quattro candidati hanno avuto accesso alla seconda fase. A questo punto la scelta da parte della Federazione Internazionale è stata operata valutando sostanzialmente quattro diversi aspetti: 1) le capacità tecniche e sportive; 2) la capacità di disporre dei necessari finanziamenti; 3) la gestione sostenibile per raggiungere l’obiettivo zero emissioni nel 2030 e 4) l’incidenza positiva a livello sociale che la presenza del team in F1 possa produrre.

    Criteri piuttosto rigidi superati brillantemente dal sodalizio di Michael Andretti che adesso è atteso alla prova del 9 per formalizzare definitivamente l’iscrizione. Si tratta della famigerata fase 3 in cui il figlio del campione del mondo di F1 ’78 dovrà superare le barriere frapposte da Liberty Media ad un’ulteriore spartizione tra i team della ricca torta dei diritti commerciali con minori entrate per ciascuno. Sarà, questo, l’ostacolo più duro da superare per la famiglia Andretti prima di tagliare il traguardo e diventare l’undicesima scuderia del Mondiale di F1. Il progetto sportivo, interamente a stelle e strisce, è supportato dalla General Motors. LEGGI TUTTO

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    Parla Andretti: la risposta a Marko e il 2025, che sta succedendo in F1

    ROMA – Settembre. Manca sempre meno al momento in cui verranno dichiarati i nuovi ingressi nel Circus – a partire dal 2025 – da parte di Stefano Domenicali e la FIA. Diretto interessato Mario Andretti che ha risposto a Helmut Marko, il quale ha dichiarato che fosse più utile rilevare l’Alpine che aggiungere un nuovo team in F1. “Un’idea già esplorata negli anni passati, ma non andata a buon fine. – ha dichiarato a RacingNews365 – Noi comunque siamo aperti a ogni possibilità”. Il campione del mondo del 1978 si riferisce alla tentata scalata in Sauber di due anni fa, oltre a altri tentativi rimasti vani.
     
    “Tutto nelle loro mani”
    Sicuramente, quella di Andretti, alleatosi con General Motors e Cadillac è la candidatura più importante. Ora bisogna solo attendere il verdetto finale. “In questo momento stiamo attendendo, ma a breve sapremo qualcosa di certo. Non esiste ancora una tempistica specifica, ma ci è stato detto che la decisione arriverà verso l’inizio di settembre. Noi pensavamo di entrare in F1 già dal 2024, ma penso che esserci dal 2025 rappresenti per noi un fattore-chiave”, conclude. LEGGI TUTTO

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    Dennis si prende la pole della domenica nell’ePrix di Roma

    “Mi servivano davvero questi punti, è stato un confronto serratissimo tra noi tre, me, Nick e Mitch. 
    Oggi mi serve vincere la gara, la macchina è competitiva e dobbiamo recuperare dopo l’errore di ieri”, dice a caldo Dennis.
    Pole per la Andretti
    Non è riuscito il bis a Mitch Evans, eliminato in semifinale da un giro velocissimo di Cassidy. Dennis, invece, ha superato Norman Nato, per una Nissan che si conferma veloce a Roma.
    I 3 punti della pole avvicinano ulteriormente Dennis a Cassidy, mentre Evans resta a 151 punti. Saranno 24 giri di gara, quelli del secondo ePrix romano, intensissimi. Andretti dovrà dimostrare di aver risolto le difficoltà di gestione dell’energia viste in gara-1. Correre su una distanza inferiore 24 giri anziché i 27 giri sui quali si è, alla fine, sviluppata gara-1, sarà d’aiuto. 
    Il giro di qualifica di Dennis lo ha visto aumentare il vantaggio su Cassidy nel primo e secondo settore, i più rapidi, arrivando a superare i 3 decimi. Poi, il recupero del pilota di Envision, che chiude ad appena 71 millesimi.
    Semifinale

    Cassidy (Envision) 1’38″056 – Evans (Jaguar) 1’38″322
    Nato (Nissan) 1’38″203 – Dennis (Andretti) 1’38″087

    Quarti di finale

    Cassidy (Envision) 1’37″536 – Ticktum (NIO) 1’38″720
    Bird (Jaguar) 1’38″445 – Evans (Jaguar) 1’37″946
    Dennis (Andretti) 1’38″179 – Guenther (Maserati) 1’38″655
    Buemi (Envision) 1’51″464 – Nato (Nissan) 1’38″613

    Griglia di partenza Top 8

    Dennis (Andretti) 1’37″986
    Cassidy (Envision) 1’38″057
    Nato (Nissan) 1’38″203
    Evans (Jaguar) 1’38″322
    Bird (Jaguar) 1’38″445
    Guenther (Maserati) 1’38″655
    Ticktum (NIO) 1’38″720
    Buemi (Envision) 1’51″464

    La cronaca dei Gruppi
    Dal primo Gruppo accedono alla fase a Duelli le due Jaguar, la Envision di Cassidy e, a sorpresa, la NIO di Ticktum. Bird gira in 1’38″434, miglior tempo della sessione. Macchina ricostruita nel corso della notte, la Jaguar del pilota inglese, protagonista in gara-1 di un incidente spettacolare. Come molte altre monoposto sono state oggetto di profondi interventi e operazioni di ricostruzione.

    A monumental team effort #RomeEPrix pic.twitter.com/UYDw383nqG
    — Envision Racing (@Envision_Racing) July 16, 2023

    Restano fuori dalla top 4 la Porsche di Da Costa e le due DS di Vergne e Vandoorne. Nessun giro di qualifica per la Nissan di Fenestraz, buon protagonista in gara-1 per ampi tratti dell’ePrix: problemi alla batteria e la necessità di sostituirla hanno tenuto fuori il pilota francese.
    Dal Gruppo B si segnala l’esclusione di Pascal Wehrlein, solo ottavo crono degli 11 piloti in azione e staccato di oltre 6 decimi dal riferimento 1’38″214 realizzato da Jake Dennis su Andretti. Dennis la cui prestazione resta sub judice – verrà esaminata dopo la qualifica -, insieme al giro di René Rast, per aver ostacolato un altro pilota nel corso del giro veloce. 
    Buemi, Nato e Guenther passano alla fase a Duelli, dalla quale sta fuori la seconda Maserati, quella di Mortara: quinto e autore di un tempo a 384 millesimi da Dennis.
    Gruppo A

    Bird (Jaguar) 1’38″434
    Cassidy (Envision) +0″113
    Ticktum (NIO) +0″263
    Evans (Jaguar) +0″267
    Da Costa (Porsche) +0″542
    Vergne (DS) +0″694
    Di Grassi (Mahindra) +0″884
    Sette Camara (NIO) +0″931
    Vandoorne (DS) +0″932
    Frijns (ABT Cupra) +1″102
    Fenestraz (Nissan) s.t.

    Gruppo B

    Dennis (Andretti) 1’38″214
    Buemi (Envision) +0″257
    Nato (Nissan) +0″324
    Guenther (Maserati) +0″361
    Mortara (Maserati) +0″384
    Hughes (McLaren) +0″463
    Rast (McLaren) +0″611
    Wehrlein (Porsche) +0″628
    Lotterer (Andretti) +0″718
    Mueller (Abt Cupra) +0″911
    Mehri (Mahindra) +2″075 LEGGI TUTTO

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    F1, l’avvincente richiamo di Andretti e dei piloti iridati che diventano costruttori

    Il nuovo accostamento alla F1 di un vero e proprio nome-brand iconico del motorsport a quattro ruote come quello di Andretti emana fascino ed emozioni succulente. Ma non solo. Fa risuonare nelle corde di una memoria mai sopita tutti i tentativi compiuti dalle supreme glorie del circus di mettere in piedi un team di F1 di successo. Dal 1950 ad oggi i piloti campioni del mondo che hanno tentato l’avventura di mettersi in proprio come costruttore passando dall’abitacolo al muretto sono stati in 6: Jack Brabham, Graham Hill, John Surtees, Jackie Stewart, Emerson Fittipaldi ed Alain Prost.
    Tra i membri di questo club molto esclusivo, il più vincente/consistente è stato proprio il primo ad averci provato: “Black Jack” Brabham. La sua omonima scuderia, fondata nel 1962, non solo è stata la più longeva (trent’anni di vita agonistica dal 1962 al 1992) in questo esclusivo scenario. Ma ha vinto la bellezza di 35 Gran Premi nel Mondiale di F1 issandosi sul tetto del mondo ben 6 volte con le vittorie di 4 titoli Piloti nel ’66, ’67, ’81 e ’83 e di 2 campionati Costruttori nel 1966 e 1967. Risultati che hanno fatto della Brabham un nome leggendario di questo sport.
    Inoltre, Jack Brabham è stato l’unico ad essersi finora aggiudicato l’iride a bordo di una vettura tutta sua nelle insolite vesti di pilota-costruttore. Ed ancora, caso più unico che raro in questo contesto del tutto speciale, il marchio Brabham ha trionfato con proprietà diverse spiccando per l’eccezionale versatilità di adattamento ai tempi. Alle affermazioni negli anni Sessanta con lo storico patron Jack sono susseguite infatti le imprese dei primi anni ’80 con Bernie Ecclestone a capo della squadra.

    Molto più ridimensionati, invece, i risultati degli altri colleghi campioni del mondo cimentatisi in questo progetto avvincente. Solo la Stewart di Jackie e del figlio Paul è riuscita a vincere un gara del Campionato del Mondo di F1. Gli altri non ce l’hanno fatta nonostante la buona volontà e gli sforzi compiuti. In alcuni casi, poi, la storia avrebbe potuto prendere una piega diversa se non fosse accaduta la tragedia. Ci si riferisce al fatale incidente aereo del 1975 che pose fine dramaticamente alla vite di Graham Hill, del pilota Tony Brise, di altri membri del team e che, di fatto, decretò la fine della stessa squadra. LEGGI TUTTO

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    Dennis vince l'ePrix Città del Messico, l'esordio Maserati in Formula E da rifare

    Vince Jake Dennis, con ampissimo margine sulla Porsche di Pascal Wehrlein. Terzo, Lucas Di Grassi, scattato dalla pole affiancato dall’inglese di Andretti. Due powertrain Porsche sul podio, uno Mahindra. 
    Lotterer all’assalto della McLaren
    Un ePrix di Città del Messico interrotto da tre safety car, due nei primi 10 giri, per una neutralizzazione in totale di 9 tornate. 5 passaggi sono stati recuperati dalla direzione gara, così l’ePrix si è chiuso al giro 41. L’ultimo è stato decisivo per scrivere il piazzamento ai piedi del podio. Lotterer corre incollato a un ottimo Jake Hughes, su McLaren. Manca lo spunto per conquistare il podio, passare Di Grassi, all’inglese. Subisce, così, l’attacco in staccata di Lotterer, che porta la seconda Andretti Porsche al quarto posto.

    The moment our GEN3 cars made their race debut ?#MexicoCityEPrix pic.twitter.com/Jyh42SV6p1
    — ABB FIA Formula E World Championship (@FIAFormulaE) January 14, 2023

    Difficile innescare il duello
    Il successo di Dennis è limpido, vince con 7″8 su Wehrlein, distacchi abissali fino alla Formula E Gen2 dello scorso anno. È una categoria che, sebbene su un circuito permanente e veloce, ha mostrato un volto diversissimo dal solito. Servirà verificare la tendenza su circuiti cittadini, a cominciare tra due settimane. I sorpassi, è vero, sono stati parecchio inferiori al solito, così come le bagarre ruota a ruota. I duelli visti, però, sono parsi molto più azzardati e “sudati”. 
    “Partire dalla prima fila, finire con un uno-due Porsche, è stata una gara incredibile”, racconta Dennis. “Sono macchine difficilissime da guidare fisicamente, hanno pochissimo grip”.
    Porsche aiutate dal circuito?
    Porsche clienti sul primo gradino del podio, con Andretti, poi la prima ufficiale di Wehrlein – Da Costa ha chiuso al settimo posto -; “E’ un gran modo di iniziare, il passo è stato ottimo. Partire dal sesto posto e finire secondo è un ottimo risultato. Ringrazio tutti nel team per il duro lavoro fatto negli ultimi mesi e dopo i test di Valencia. Abbiamo un obiettivo chiaro quest’anno e questo è il modo migliore di iniziare”, commenta Wehrlein. “Speriamo che non sia un risultato sporadico questo, anche lo scorso anno andammo bene in Messico; vogliamo lottare per il campionato”.
    Guarda alla specificità del circuito, Lucas Di Grassi: “È stata una gara durissima. Sapevamo che qui le Porsche sarebbero state fortissime: era impossibile tendere Jake e Pascal dietro, ho corso in deficit d’energia e ho provato a difendermi al meglio”.

    Di Grassi resiste a Hughes e Lotterer
    L’attacco decisivo avviene al 12° giro, Dennis passa Di Grassi nel primo settore e si invola verso il successo. Wehrlein completa il recupero, con l’attacco su Di Grassi, al giro 29, sfruttando il coasting di Di Grassi, a corto di energia. Con i primi due a distanziare Di Grassi, il pacchetto di piloti a battagliare per il podio è rimasto con Lotterer e Hughes dietro Di Grassi. Nel finale, il recupero di Buemi e Da Costa, rimasti però alle spalle di Hughes. Chiudono la top ten Evans ottavo, Cassidy e Vandoorne con la prima DS.
    Male l’esordio Maserati. Mortara è finito contro le barriere al giro 18 (terzo ingresso della Safety Car). Gunther non è andato oltre l’11° posto.
    Prossimo ePrix, tra due settimane, a Riad: con gara-1 e gara-2, al venerdì e al sabato.
    Ordine d’arrivo ePrix Messico

    Dennis
    Wehrlein
    Di Grassi
    Lotterer
    Hughes
    Buemi
    Da Costa
    Evans
    Cassidy
    Vandoorne
    Gunther
    Vergne
    Rowland
    Muller
    Fenestraz
    Sette Camara
    Ticktum
    Rast
    Mortara
    Bird
    Nato
    Frijns LEGGI TUTTO

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    F1, Cadillac punta all'ingresso: “Mostreremo cosa possiamo portare di buono”

    ROMA – Dopo le parole entusiaste del presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem, desideroso di accogliere nuovi team nel Circus, la dichiarazione rilasciata dalla F1 è stata più tiepida e attendista. Nonostante questo la Cadillac, pronta all’ingresso insieme all’Andretti Global, è fiduciosa sul futuro in Formula Uno. “Non avremmo annunciato la nostra intenzione di presentare una manifestazione di interesse se non avessimo ritenuto che la proposta soddisfacesse i requisiti e ci desse la possibilità di avere successo. – ha detto Rory Harvey, vicepresidente globale di Cadillac – Da questo punto di vista, la strada da percorrere è ancora lunga. Dovremo presentare la nostra manifestazione d’interesse e poi vedere come si svolgerà il processo”.
    “Possiamo fare bene”
    Proprio la partnership con Andretti potrebbe essere il vero punto di forza per la Cadillac. “So che dal punto di vista dell’organizzazione Andretti sono molto eccitati, faremo il massimo e saremo in grado di mostrare ciò che crediamo di poter portare in Formula 1. La partnership con Andretti di cui abbiamo discusso la scorsa settimana è ciò che ci darà la possibilità di fare bene – ha concluso Harvey – perché riteniamo di avere un mix di competenze in tutte le organizzazioni per mettere insieme un pacchetto che ci garantisca di essere competitivi”. LEGGI TUTTO

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    Cadillac non molla: si punta in maniera chiara all'ingresso in F1

    ROMA – L’apertura del presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem, sull’ingresso di nuovi team nel Circus, non ha trovato lo stesso entusisasmo nella dichiarazione rilasciata dalla F1, sicuramente più attendista. Nonostante questa momento di standby la Cadillac, è pronta all’ingresso in Formula Uno insieme all’Andretti Global. “Non avremmo annunciato la nostra intenzione di presentare una manifestazione di interesse se non avessimo ritenuto che la proposta soddisfacesse i requisiti e ci desse la possibilità di avere successo. – ha spiegato Rory Harvey, vicepresidente di Cadillac – Da questo punto di vista, la strada da percorrere è ancora lunga. Dovremo presentare la nostra manifestazione d’interesse e poi vedere come si svolgerà il processo”.
    “Giuste competenze per F1”
    Sempre secondo Harvey sarà la partnership con Andretti a fare la differenza. “So che dal punto di vista dell’organizzazione Andretti sono molto eccitati, faremo il massimo e saremo in grado di mostrare ciò che crediamo di poter portare in Formula 1. La partnership con Andretti di cui abbiamo discusso la scorsa settimana è ciò che ci darà la possibilità di fare bene  perché riteniamo di avere un mix di competenze in tutte le organizzazioni per mettere insieme un pacchetto che ci garantisca di essere competitivi”, queste le parole del vice presidente.

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    F1, Andretti punta all'ingresso nel Circus con Cadillac Racing

    ROMA – Si parla da diversi giorni di un possibile ingresso in F1 di nuovi team, soprattutto dopo le ultime parole del presidente FIA Mohammed Ben Sulayem e trapela sempre più in maniera prepotente l’interesse dell’Andretti Global, fresco di accordo con General Motors. “Il presidente ha dimostrato di volere un undicesimo team in griglia di partenza – ha spiegato lo stesso Andretti a motorsport.com – quando siamo molto fiduciosi che grazie alla nostra partnership con Cadillac avremo una possibilità molto alta di essere presto in griglia di partenza”.
    Il tweet di Ben Sulayem
    “Abbiamo spuntato tutte le caselle necessarie per l’ingresso in F1 e sento di essere decisamente in vantaggio rispetto alla concorrenza”, spiega Andretti su un futuro nel Circus, con il benestare di Mohammed Ben Sulayem arrivato tramite un tweet. “Ho accolto con piacere la notizia della partnership tra il team Andretti e la Cadillac, la FIA non vede l’ora di approfondire il processo in corso che punta proprio a valutare l’interesse su nuovi ingressi in Formula 1”, un’ipotesi che potrebbe divenire reale forse a partire dal 2026 quando entreranno in vigore le nuove normative sulle power unit. LEGGI TUTTO