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Audi, cosa salvare dalla Dakar 2023 in ottica 2024

Oliver Hoffmann, Membro del Board per lo sviluppo tecnico di AUDI AG, ha fatto visita al Team Audi Sport durante l’ultimo weekend di gara in Arabia Saudita, riconoscendo i risultati ottenuti: “Il ritmo in prova speciale di Audi RS Q e-tron E2 è stato degno di nota dall’inizio alla fine della Dakar. Purtroppo, abbiamo avuto sfortuna nel deserto e siamo incappati in molteplici incidenti. Nonostante le battute d’arresto, la squadra ha festeggiato al traguardo, consapevole delle solide performance della vettura. Ora analizzeremo quanto accaduto nei minimi dettagli. Il podio era il nostro obiettivo originale. E resta tale, perché saremo nuovamente della partita nel 2024”.

Emozioni contrastanti anche per Rolf Michl, Amministratore Delegato di Audi Sport GmbH e Responsabile delle attività sportive internazionali del Brand: “Abbiamo vissuto alti e bassi durante questa edizione della Dakar. I risultati delle singole tappe dimostrano come Audi RS Q e-tron E2 sia tra le vetture più veloci. Oltretutto con emissioni sensibilmente inferiori ai competitor. Tuttavia, forature e problemi alle sospensioni lungo i terreni più accidentati hanno mortificato le ambizioni dei nostri equipaggi. Lavoreremo a fondo su questi aspetti”.

“Nei 15 giorni di gara, il Team ha sempre dato il massimo, specie durante le assistenze serali. Lo stesso dicasi per Michael Baumann, Philipp Beier e l’ingegnere Sebastian Lindner, in perenne movimento con il camion di supporto”, afferma Uwe Breuling, Responsabile Veicoli Speciali Audi Sport. “L’impegno congiunto di Audi Sport e del team Q Motorsport ha dato ottimi frutti. Diversamente, i risultati di tappa e il traguardo finale sarebbero stati irraggiungibili”.

Dopo il prologo, Mattias Ekström/Emil Bergkvist hanno guidato il rally raid più duro al mondo, mentre Carlos Sainz/Lucas Cruz hanno conservato la testa della gara nei due giorni successivi. Le piste pietrose caratteristiche delle fasi iniziali della Dakar hanno però provocato ben 14 forature in quattro tappe per i tre esemplari di Audi RS Q e-tron E2. Durante la terza frazione cronometrata, Sainz e Cruz hanno danneggiato una sospensione, mentre nel corso della sesta tappa hanno divelto la ruota anteriore sinistra atterrando da una duna. La riparazione, lunga e complessa, ha comportato oltre 18 ore di ritardo, relegando nelle retrovie i tre volte vincitori della Dakar. Parallelamente, nel corso della settima prova speciale, una pietra nascosta dalla sabbia ha provocato la rottura della sospensione posteriore sinistra della vettura di Mattias Ekström/Emil Bergkvist.

Arabia Saudita amara per Stéphane Peterhansel, soprannominato “Mister Dakar” grazie alle 14 vittorie assolute, atterrato da una duna con estrema violenza nel corso della sesta tappa. Episodio in seguito al quale il navigatore Edouard Boulanger ha accusato forti dolori alla schiena ed è stato elitrasportato in ospedale, dove i medici hanno diagnosticato una lesione vertebrale. Boulanger è stato quindi trasferito in Germania per ricevere le cure migliori e, fortunatamente, non si prevedono danni permanenti. “Le prime cinque frazioni cronometrate hanno dimostrato quanto fossimo competitivi – afferma Stéphane Peterhansel – poi siamo incappati in un incidente, di cui peraltro non ho alcun ricordo tanto è stato violento l’impatto, che ha infranto le nostre speranze”. Il giorno prima del ritiro, l’equipaggio francese occupava il secondo gradino in classifica generale, mentre Carlos Sainz/Lucas Cruz erano in quarta posizione. “Quest’anno la sorte non era dalla nostra parte” ha riassunto Sainz. “Il Team era pronto, la vettura competitiva, ma due incidenti hanno vanificato il lavoro fatto. A volte, il motorsport sa essere crudele”. Ciononostante, Carlos Sainz/Lucas Cruz sono saliti sul podio di tappa per cinque volte prima del ritiro.

Tutte le speranze erano quindi riposte in Mattias Ekström/Emil Bergkvist. Gli svedesi, alla terza Dakar della loro breve carriera nei rally raid, sono riusciti a portare a termine gli oltre 4.200 chilometri di prove speciali e i quasi 8.900 chilometri totali, risultando il miglior equipaggio Audi. “La gara è stata davvero dura, ma non ci siamo mai arresi, anche dopo molteplici inconvenienti”, ha dichiarato Ekström, due volte campione DTM e vincitore del Mondiale Rallycross. “Nei primi giorni, quando non avevamo totale fiducia nel roadbook, abbiamo alzato lievemente il piede dall’acceleratore, mentre per tutto il resto della competizione ci siamo misurati con i primi in classifica”. Tanto che, dalla nona tappa in avanti, gli scandinavi si sono posizionati nelle prime quattro posizioni per sei volte consecutive. Al cospetto delle dune dell’Empty Quarter, il più grande deserto di sabbia del mondo, Ekström/Bergkvist hanno addirittura ottenuto il terzo e il secondo posto nelle frazioni della tappa marathon, priva di assistenza serale. Complessivamente, l’equipaggio svedese ha conquistato sei podi alla Dakar 2023, chiudendo 14esimo in classifica generale.

“Sotto certi aspetti, quest’anno la Dakar è tornata alle origini”, ha affermato Sven Quandt, patron del team Q Motorsport che gestisce in gara i tre esemplari di Audi RS Q e-tron E2. “orte di un’esperienza trentennale nel deserto, Quandt ha aggiunto: “Il ritmo incalzante, le battute d’arresto per alcuni piloti di punta, la lunghezza delle tappe e il terreno impegnativo sono tutti elementi che evocano l’epico passato della Dakar. Sono orgoglioso, nonostante gli imprevisti, di come abbiamo gestito la competizione e mi complimento con Mattias ed Emil, al traguardo con prestazioni degne di un equipaggio di veterani nonostante questa disciplina sia per loro ancora relativamente nuova.? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ?


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori

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