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Volkswagen Italia, Alessi: “Pazienza, poi la Golf 8”

?La serietà prima di tutto. Il rispetto, subito dopo. In Casa Volkswagen, il profilo scelto per affrontare questo momento di emergenza totale, sanitaria, civile e produttiva, si fonda esattamente su questi pilastri. Razionalità applicata alla responsabilità nei confronti di un Paese che sta vivendo giorni difficili, senza dimenticare l’urgenza, la necessità di andare avanti per tenere il motore acceso, in un’azienda che di motori (e carrozzerie) vive. ?  

Andrea Alessi, Direttore di Volkswagen Italia, vista la situazione, intanto guarda al presente: «Siamo strutturati e organizzati per lavorare con tutti gli effettivi da casa in smart-working, mentre le concessionarie come sapete sono chiuse, a differenza di alcuni centri assistenza, i service aperti esclusivamente per la manutenzione straordinaria. Un servizio di utilità pubblica anche con una mobilità ridotta, perché bisogna essere sempre pronti a tutto».?   

Una rivoluzione, a tutti gli effetti, per ogni singola operazione di un meccanismo che funziona bene da anni: «Lavorare al buio, è davvero complicato. In passato, avevamo vissuto diversi momenti di crisi e di emergenza, ma mai come questa volta».

L’idea di ripartenza, insomma, è ancora prendere in considerazione: «Noi siamo pronti per fare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, ma non abbiamo certezze, nè elementi per fare proiezioni di un concreto rilancio. Lo stesso blocco della produzione ha generato problemi di logistica a catena. Una situazione davvero surreale».?  

A maggior ragione considerando che questa doveva essere la primavera dedicata al lancio del gioiello di famiglia più pregiato, di quella ottava generazione di Golf che tutti stavano aspettando in concessionaria dopo le anteprime degli ultimi mesi: «Questa situazione che stiamo vivendo ha cambiato profondamente lo stile di vita, personale e professionale, di tutti noi. Quanto, probabilmente, ce ne renderemo conto quando ne usciremo. Per il momento, noi abbiamo deciso di richiamare tutte le campagne dedicate a Golf (e non solo) che avevamo pianificato, proprio per rispettare il delicato momento collettivo. Un qualcosa che a che fare con la psicologia: non ci andava di essere percepiti dal fruitore ultimo, cioè dal cliente come qualcosa di inutile o magari di inopportuno, in mezzo a problemi decisamente più importanti. E non è stata certo una scelta facile, vista la situazione che parla di fatturati drasticamente ridotti. Ma ci premeva pensare alla sostenibilità complessiva del sistema».? 

Come se lo immagina il ritorno alla normalità? «Come tutte le crisi, anche questa passerà, nella speranza di essere riusciti a ridurre al minimo possibile i danni. E quando avremo la certezza, o almeno uno spiraglio di chiarezza, ricominceremo ad alimentare il rapporto tra costruttore e cittadini. Tra l’altro, in calendario, dopo l’estate, avevamo il lancio della ID.3, la “cugina” elettrica della Golf e, a seconda dei tempi di ripartenza, possiamo immaginare qualsiasi soluzione che saremo in grado di gestire». Magari un lancio doppio, Golf e ID.3


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori


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