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Ciclismo, Nibali ricorda Giovanni Iannelli: “Mettete sempre le transenne”

Vincenzo Nibali sta lavorando sulle Dolomiti in vista della ripresa dell’attività agonistica. Il siciliano, con i compagni della Trek-Segafredo, è sul Passo San Pellegrino da circa una settimana. La costruzione della nuova stagione, che per lui prenderà il via ufficialmente con la Strade Bianche del 1° agosto, procede bene. “Pedalare con i miei compagni mi fa sentire più forte” ha scritto Nibali su Facebook, “mi mancava tantissimo questa sensazione. In ritiro, tra le Dolomiti, stiamo lavorando per creare il miglior meccanismo di squadra. Solo insieme riusciremo, nei prossimi mesi, a costruire qualcosa di importante #WeAreATeam. Con Nibali, sul San Pellegrino, ci sono anche il fratello Antonio, Giulio Ciccone, Gianluca Brambilla, Nicola Conci, Jacopo Mosca, Pieter Weening. Questa, con uno tra De Kort e Bernard, sarà la formazione che affronterà anche il prossimo Giro d’Italia (3-25 ottobre).“Per Giovanni Iannelli”In un altro post molto intenso, Nibali ha sposato l’iniziativa di Carlo Iannelli, papà di Giovanni, il 22enne toscano morto in corsa nell’ottobre 2019 durante una gara regionale a Molino dei Torti (Al). Iannelli ha chiesto alla Federciclismo di dedicare la maglia bianca di miglior giovane del prossimo Giro Under 23 al figlio. Sulla morte di Giovanni, Carlo Iannelli sta conducendo una battaglia giudiziaria: il figlio morì nell’ottobre scorso dopo lo scontro con una colonnina di mattoni non segnalata e non protetta, posta a bordo strada a meno di cento metri dall’arrivo, in un tratto non transennato. Il risultato del Circuito Molinese fu anche omologato. Così Nibali: “Paradossalmente la storia di Giovanni mi lega a una sottile linea… Nel mio caso meno grave, quando qualche anno fa, in una tappa del Tour de France, mi procurai una grave frattura. Nel secondo caso invece la situazione è stata molto più tragica, purtroppo costa cara la vita di Giovanni. Il mio pensiero è racchiuso in una semplice frase detta nel mio gergo !! Mettetele queste minchia di transenne, a pagarne maledettamente le conseguenze alla fine siamo solo noi e le nostre famiglie, e in alcuni casi anche il pubblico. Codeste sono l’unica cosa che ci protegge. Vi chiedo di poter condividere la richiesta di Carlo, affinché il ricordo di Giovanni resti vivo tra di noi”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml


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