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    Il Presidente Pippo Callipo “alza la palla” per i giovani di San Luca: “Ora tocca a voi fare punto e vincere la partita”.

    Una trasferta diversa da tutte le altre per la Tonno Callipo Volley che stamattina ha fatto tappa a San Luca, piccolo centro in provincia di Reggio Calabria, per incontrare i giovani del posto e omaggiarli di un kit di materiale tecnico per l’attività sportiva.
    Era stato proprio il Presidente Pippo Callipo ad impegnarsi pubblicamente, qualche mese fa, nel corso di un evento organizzato dalla Fipav a Vibo Valentia, esprimendo la volontà di supportare il progetto avviato dai dirigenti della stessa Federazione insieme all’Amministrazione Comunale e al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Emanuele Mattia e da un’ampia rete di istituzioni, gruppi e singoli. Un progetto dedicato ai ragazzi del centro della Locride, al fine di prevenire la devianza criminale, creando una valida e concreta alternativa nella pratica della pallavolo.
    Detto fatto: è stato proprio il massimo dirigente del Club calabrese in persona, insieme al vicepresidente, Filippo Maria Callipo, ad incontrare le giovani e i giovani sanluchesi rendendo speciale un ordinario giorno di scuola.
    L’incontro, ospitato nell’aula magna della Scuola Secondaria di I Grado intitolata a Don Giuseppe Signati, è stato introdotto dal sindaco del paese aspromontano, Bruno Bartolo, che ha illustrato i dettagli di quella che potrebbe essere definita la “primavera rosa” di San Luca. Un comitato composto da sei donne, sei mamme, è all’opera per mettere in piedi una squadra femminile di volley garantendo così alle ragazze dai 6 ai 12 anni di potersi impegnare in ambito sportivo. “I ragazzi hanno già come riferimento la squadra di calcio locale che viene da una lunga tradizione mentre le ragazze – ha affermato il primo cittadino – hanno sempre avuto molto poco. Adesso anche loro hanno l’opportunità di esprimersi attraverso lo sport che rappresenta un valido e riconosciuto strumento per la formazione e l’educazione dei giovani”.
    Dal canto suo il presidente Pippo Callipo, da trent’anni alla guida dell’omonima squadra vibonese di massima serie, ha spiegato: “Con spontaneità ed entusiasmo abbiamo accordato il nostro supporto a questa iniziativa in quanto siamo convinti che una squadra che milita nei massimi campionati nazionali non deve concentrarsi solo sull’agonismo ma ha anche il dovere di prestare attenzione alle questioni sociali e alle esigenze del territorio. Per dare un segnale forte dell’impegno della mia Società verso questo paese ho voluto essere presente di persona con l’auspicio che sia un nuovo inizio per San Luca. Mi auguro che anche altre persone seguiranno questa strada”.
    Il Presidente Pippo Callipo parla agli studenti di San Luca (RC)
    Di grande impatto le parole che l’imprenditore calabrese ha rivolto agli studenti:“Ognuno di noi ha uno scopo nella vita. Io sono stato richiamato da mio padre ai tempi degli studi universitari per seguire da vicino l’azienda e da allora ho sempre lavorato. Nello sport mi sono ritrovato per caso in quanto sono stato coinvolto da un gruppo di giovani pallavolisti che mi hanno chiesto di essere supportati. Mi ha convinto la loro determinazione e non sicuramente il calcolo di un utile per l’immagine del mio marchio visto che si trattava di sponsorizzare una squadra di Serie C. La passione è subentrata dopo. Il nostro obiettivo non è fare sport fine a se stesso e poter vantare solo vittorie e riconoscimenti sportivi. Anche dopo la recente retrocessione, nonostante il naturale dispiacere, il mio pensiero è stato fin da subito rivolto alla ripartenza con gli occhi puntati al futuro. Lo sport infatti insegna che si può cadere, come nella vita. Ciò che conta è trovare la forza per rialzarsi”.E poi in maniera diretta è passato a spronare gli studenti a prendere in mano il proprio destino cogliendo questa occasione, come anche tutte le altre che si presenteranno lungo la loro strada:
    “Voi sarete i protagonisti di questo progetto che avrà un senso solamente se sarete voi ad abbracciarlo. Vi servirà per la vita perché l’attività sportiva vi abituerà al rispetto delle regole. Vi consentirà di organizzare le vostre giornate. Per la mia Società si tratta di un’iniziativa sociale in cui crediamo al punto da voler investire in termini di tempo oltre che economici. Lo spirito con cui stiamo agendo è quello di creare un servizio. Ognuno di noi, nelle proprie possibilità, ha l’obbligo verso il prossimo di creare qualcosa, un’utilità. Non vanificate tutto quello che vi è stato dedicato.
    Credo fermamente nelle capacità delle donne e sono convinto che le sei dirigenti della neo associazione riusciranno ad ottenere ottimi risultati. Tornerò tra un anno per farmi raccontare l’esperienza maturata. Adesso tocca a voi. Dimostrate di essere forti, tenaci e che quanto fatto per la vostra crescita non andrà sprecato”.All’iniziativa hanno preso parte anche i due referenti Fipav Carmelo Sestito (Presidente regionale), Domenico Panuccio (Presidente comitato territoriale Reggio Calabria), la Dirigente dell’Istituto scolastico Margherita Sergi, il Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Città metropolitana Mattia Emanuele, Monsignor Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace, il referente dell’associazione Libera Mimmo Nasone, autorità militari e civili.
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    Il Presidente Pippo Callipo guarda al futuro: “Continueremo a portare alto il nome di Vibo”

    Il massimo dirigente giallorosso ritrae con una pennellata obiettiva, quanto realistica, il percorso compiuto dalla sua squadra nell’ultima stagione culminata con la retrocessione per poi voltare pagina puntando a nuovi obiettivi: “Vogliamo disputare un Campionato entusiasmante in A2 con l’auspicio che il pubblico che avevamo prima della pandemia si riaffezioni e torni a popolare il palazzetto”. 
    Volto segnato dalla delusione e dal dispiacere per il triste epilogo dopo quindici anni di Superlega, di cui gli ultimi sei consecutivi in A1. È questa l’espressione del presidente Pippo Callipo al termine della gara con Piacenza di domenica 20 marzo che ha decretato la retrocessione in A2 della sua squadra.
    A distanza di qualche ora però si proietta già al prossimo futuro, rilanciando le ambizioni del sodalizio giallorosso. Da esperto del settore analizza quanto accaduto negli ultimi otto mesi che raccontano di una stagione in chiaroscuro, contrassegnata da troppe negatività, e non manca di individuare anche qualche errore commesso. Il suo tono è, come sempre, quello del buon padre di famiglia, che non addossa colpe ai suoi ragazzi, siano essi dirigenti o giocatori, ma piuttosto indica la strada per ripartire, facendo però tesoro di ciò che non è andato per il verso giusto.
    Presidente Pippo Callipo cosa prova dopo un’annata che ha purtroppo decretato la retrocessione in A2?
    Siamo molto rammaricati perché, per svariati motivi, l’ultima partita, quella di domenica scorsa con Piacenza, ha segnato il nostro destino sportivo. È stato un campionato molto duro per tanti aspetti: pronti via ed abbiamo avuto l’infortunio del giocatore più importante della rosa ovvero l’opposto giapponese Nishida, assente per quattro gare. Basti pensare che anche nell’ultima gara persa ha siglato 21 punti ottenendo anche la palma di MVP. Poi c’è stato il Covid che ha interessato quasi tutti i nostri atleti. Il calendario è stato rimodulato più volte, tra stop forzato, rinvii e ripartenze possiamo dire che è stato un campionato anomalo. Tuttavia, dal canto nostro, non siamo riusciti a fare i punti necessari per mantenere la categoria per cui è giusto essere penalizzati. Tutto ciò ha lasciato un velo di tristezza nella nostra Società, così come nel pubblico vibonese che io ho salutato a fine gara. Ed in tutti gli appassionati ed i sostenitori dei colori giallorossi, tra cui i tanti calabresi che vivono fuori e che hanno sempre seguito la squadra nelle città del Nord durante le nostre trasferte.
    Cosa significa per Vibo e per la Calabria perdere la Superlega dal punto di vista sociale ed economico?
    Non avrà una grande ripercussione in negativo perché disputeremo il torneo di A2 e la nostra squadra si esibirà nei palazzetti delle principali provincie del Nord. Quindi il nome di Vibo continuerà ad essere veicolato in Italia, ed avendo intenzione di fare un buon campionato, continueremo a dare lustro alla nostra identità e ai nostri colori. L’auspicio è che il pubblico che avevamo prima della pandemia si riaffezioni e ci segua trasmettendo la necessaria carica ai giocatori in campo per fare bene. Sappiamo che il sostegno dei tifosi è indispensabile.
    Dalla sua esperienza perché una squadra molto forte sulla carta non ha reso sul campo?
    I risultati non sono sempre consequenziali all’ “assemblaggio” di giocatori di livello. Quest’anno è successo proprio a noi. La squadra era composta da atleti forti individualmente ma è mancato il legame del gruppo. È mancato quello spirito di coesione e quel pathos che può trascinare nei momenti di difficoltà. Dall’esterno si avvertiva una sorta di distacco, di freddura. Ciò dovrà servirci da lezione per il futuro.
    Come si affronta la Serie A2?
    È un campionato difficile. Speriamo soprattutto di fare scelte oculate, che possano dare un risultato positivo. L’importante è prendere buoni giocatori che siano anche brave persone fuori dal campo, che possano condividere i nostri valori e contribuire alla nostra causa. Valuteremo con calma. Abbiamo diversi mesi fino all’iscrizione di giugno. Il direttore sportivo Ninni De Nicolo è confermato. A mio avviso è un ottimo conoscitore di volley ed un bravo dirigente. Insieme a mio figlio Filippo Maria prenderanno sicuramente ottime decisioni, naturalmente – sorride il presidente – con la supervisione del “vecchio Pippo”. A nostra disposizione abbiamo un bagaglio di conoscenze accumulato nell’arco dei nostri trent’anni di storia: i primi sono serviti per rodarci e prepararci alla scalata prima in A2 e poi nella massima serie. Siamo scesi di categoria due volte, solo in un caso si è trattato di una retrocessione maturata sul campo. Proprio nella stagione successiva, la 2006-2007, abbiamo disputato un campionato avvincente in A2 e vinto anche la Coppa Italia. Grandi emozioni per una stagione indimenticabile che ci ha riportato nuovamente nell’Olimpo del volley.
    Avrà senso continuare ad accollarsi la gestione di due impianti sportivi?
    Continueremo a tenere aperti e funzionanti sia il PalaValentia, la nostra “bomboniera”, ed anche il PalaMaiata, struttura più grande e che soprattutto dopo gli ultimi lavori realizzati a nostre spese si presenta più accogliente e funzionale. Magari ci tornerà utile per ospitare anche le maglie in…rosa… .
    E l’ambiente come sta vivendo l’attuale retrocessione?
    Ci sono persone che hanno compreso i nostri sforzi ed altri meno. Nel senso che c’è chi in maniera ragionevole ha capito che ci sono stati dei motivi che hanno influito negativamente sul nostro percorso agonistico e di conseguenza ci ha dimostrato vicinanza, dandoci anche parole di incoraggiamento, consapevoli che a soffrire maggiormente sono stato proprio io. E poi non sono mancati i super-critici che hanno manifestato pensieri negativi che forse covavano da tempo. Sappiamo che i social danno parola a tutti e purtroppo chi offende gratuitamente resta impunito. Naturalmente chi legge, è in grado di capire da chi provengono certi commenti. Queste persone si sentono appagate dal nostro momento di difficoltà. Noi non le consideriamo e cercheremo di allontanarle il più possibile.
    E le Istituzioni? 
    Nessun rappresentante istituzionale si è fatto sentire, ahimè. Ormai regolarmente assenti come sempre, non comprendendo cosa significhi avere una squadra in A1. È davvero strana la loro reazione che di fatto non c’è: né gioia l’anno scorso per un quinto posto storico, né quest’anno un sentimento di dispiacere per la retrocessione, tutto passa inosservato. Insomma nessuna attenzione verso di noi, né morale né economica. Per amore verso questa città abbiamo continuato invece a far scorrere gratuitamente i loghi istituzionali sui ledwall a bordo campo, per tutte le partite. Eppure ci sarebbero tante città pronte ad accogliermi se solo facessi un cenno di voler spostare la squadra, diciamo pure che mi farebbero ponti d’oro, ma siccome sono legato alla mia terra continuo a rimanere a Vibo Valentia. Chissà, magari il “tappeto rosa” verrà steso in qualche altra città…
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    La Tonno Callipo ritorna in palestra: obiettivo-vittoria contro Piacenza!

    A prendere la parola è il vicepresidente Filippo Maria Callipo: “Domenica abbiamo un’unica possibilità: fare 3 punti e noi faremo di tutto per raggiungere questo obiettivo. Io ci credo, la squadra ci crede e l’ambiente deve crederci”.
    La Tonno Callipo oggi pomeriggio, martedì 15 marzo, ha ripreso ad allenarsi in vista di un’altra delicata e decisiva settimana di lavoro in vista poi della gara casalinga di domenica alle ore 18.00 contro Piacenza (valida per la ventiseiesima e ultima giornata di Superlega).
    Un match che rappresenta di fatto una seconda possibilità in ottica salvezza. Non basterà però soltanto la vittoria dei giallorossi per riuscire a mantenere la categoria bensì servirà il concorso dei risultati dai campi di Modena e Verona dove saranno impegnati rispettivamente Padova e la squadra scaligera contro Monza.
    Dunque un’ultima possibilità per la squadra del presidente Pippo Callipo. C’è da pensare solamente a vincere contro Piacenza, prestando attenzione anche ai campi delle altre due concorrenti – che attualmente sopravanzano in classifica la squadra vibonese di due punti –  in questa infuocata lotta per la salvezza.
    Sul piano tecnico occorre evidenziare la conferma di due pilastri del roster di questa stagione. In primis il centrale Flavio Gualberto, autore a Padova di un’ottima prestazione condita di ben 14 punti realizzati. Il nazionale brasiliano conferma così il secondo posto, alle spalle di Simon con 249 punti, nella relativa classifica generale dei centrali raggiungendo quota 231 punti e 8 ace. Flavio stupisce anche a muro: con i quattro alzati domenica alla Kioene Arena raggiunge quota 55 ed anche qui è secondo con davanti soltanto Piano (69) di Milano. Conferma i suoi standard elevati di rendimento anche il giapponese Yuji Nishida: a Padova per lui 22 punti (di cui 3 ace) che gli fanno guadagnare la 19esima posizione nella relativa classifica generale degli schiacciatori. In totale l’opposto nipponico è a quota 285 punti di cui 38 ace. Contro Piacenza però non servirà soltanto l’apporto di Flavio e Nishida ma di tutto il collettivo giallorosso, per ottenere una vittoria decisiva per la salvezza.
    INSIEME, FINO ALLA FINEUn ruolo altrettanto fondamentale domenica spetta ai supporters giallorossi. Davvero encomiabile, infatti, la rappresentanza presente alla Kioene Arena di Padova: un gruppo di tifosi della ‘Fossa Giallorossa’ ha sostenuto Saitta e compagni dal primo all’ultimo pallone di gioco. Anche contro Piacenza, dunque, servirà il consolidato connubio squadra-pubblico. Entrambi dovranno remare all’unisono verso il traguardo auspicato da tutti.A lanciare un messaggio chiaro e diretto è il vicepresidente Filippo Maria Callipo che esordisce esprimendo gratitudine alla tifoseria: “Prima di tutto vorrei ringraziare la Fossa Giallorossa che è stata vicina alla squadra nella difficile trasferta di Padova“.Passa poi ad esortare l’ambiente ad avere ancora fiducia rimanendo uniti fino alla fine: “Domenica contro Piacenza abbiamo un’unica possibilità: fare 3 punti e noi faremo di tutto per raggiungere questo obiettivo. Io ci credo, la squadra ci crede e l’ambiente deve crederci. Tutto il pubblico vibonese e calabrese deve stringersi intorno alla squadra ed accompagnarla in questa partita che varrà un’intera stagione. Una stagione rocambolesca, a volte complessa da vivere e da gestire ma che deve essere ancora guidata da una luce di speranza e noi a questa luce dobbiamo aggrapparci con tutte le nostre forze. Dovremo fare il possibile ed anche l’impossibile. Io ci credo fino alla fine“.
    TICKETSPer la gara contro Piacenza, valida per l’ultima giornata della Superlega Credembanca 2021/2022 la Società giallorossa ha messo in vendita già da ieri i biglietti al prezzo di 5 euro, acquistabili online su sito di Liveticket o presso i rivenditori autorizzati. Un modo per premiare i tifosi che non hanno mai mancato di far sentire il loro supporto ed un incentivo per chiamare a raccolta tutta Vibo Valentia, la Calabria intera e gli appassionati di volley per spingere la squadra a difendere con determinazione la massima serie.
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    La Tonno Callipo cede nello scontro diretto con Padova. Pratica-salvezza rimandata al match con Piacenza

    Nel delicato match-salvezza disputato alla Kioene Arena la Tonno Callipo perde 3-1 (22-25, 25-22, 25-21, 25-22) contro Padova e rinvia così tutto tutto all’ultima gara di domenica prossima con Piacenza al PalaMaiata, mentre la squadra veneta giocherà a Modena. Ai fini della classifica bisognerà fare attenzione anche al match del Verona Volley contro Monza, essendo la formazione scaligera appaiata con 24 punti proprio a Padova, entrambe a +2 su Vibo.Riguardo alla gara di oggi pomeriggio Saitta e compagni avevano iniziato con il piede giusto, vittoriosi nel primo set, con grande autorevolezza. Infatti i giallorossi dopo un iniziale equilibrio (9-9) riescono a prendere il largo grazie sfruttando la buona serata di Fromm ben supportato da Flavio e Nishida. Così dopo aver acquisito 3-4 punti di vantaggio, la Callipo si impone per 25-22.L’equilibrio della prima parte del set continua anche per gran parte del secondo, Padova infatti si mostra più determinata ben consapevole di giocarsi molto per la sua permanenza in Superlega, al pari ovviamente della Callipo. I suoi martelli, Weber e Loeppky in primis, premono sull’acceleratore e si mostrano più lucidi nel finale di set. Dopo la parità fino al 22-22, sempre i due attaccanti patavini martellano la difesa giallorossa e pareggiano i conti (25-22). Preoccupante calo di Vibo ad inizio terzo set (6-1), che poi condizionerà l’intero parziale non riuscendo più a ritrovarsi (17-10) sotto i colpi veneti. Timido risveglio calabrese solo nel finale, con Nishida alquanto prolifico (7 punti di cui 2 ace), e quando la rimonta della Callipo sembrava concretizzarsi ecco fermarsi a -1 (21-20 con un attacco di Basic). Qui sempre Weber e Loeppky picchiano forte e operano il sorpasso (25-21) sul 2-1. Nel quarto set la Callipo rientra in campo col giusto piglio ed il gioco si trascina in perfetto equilibrio fino al 21-21. Purtroppo gli attaccanti di Vibo mostrano segni di stanchezza e si conta qualche errore di troppo: Padova passa avanti sul 22-21. Baldovin tenta con un time out ma Padova è ormai lanciata e la chiude con tre punti di fila di Weber.Ad inizio gara coach Baldovin presenta la novità Basic per Borges, la diagonale Saitta-Nishida, al centro Candellaro e Flavio, l’altro schiacciatore è Fromm, libero Rizzo. Risponde Cuttini con Zimmermann in regia, Weber opposto, centrali Canelli e Vitelli, schiacciatori Bottolo e Loeppky, in seconda linea conferma per il giapponese Tahakashi.
    PRIMO SETS’inizia in equilibrio con le due squadre che viaggiano punto a punto (4-4, 9-9) fin quando Vibo aumenta i colpi e trova un primo break di +3 grazie alla buona mano di Fromm che infila due punti consecutivi (in totale 5 a fine set), oltre ad un muro di Flavio su Weber (9-12). Padova ovviamente non ci sta ed accorcia (10-12) col tedesco di posto-2, già 4 punti fino a questo punto del set. Nishida (4 punti totali con un ace) però dimostra anche lui di essere in buona serata e con un delizioso pallonetto porta al massimo vantaggio 10-14. Cuttini chiama tempo ed i suoi rientrano più carichi sfruttando anche il servizio (due ace) dell’ex Vitelli (13-15). Padova alquanto concentrata dai nove metri con quattro ace. Stavolta è Baldovin a chiamare time out ed i giallorossi riprendono la marcia anche con il primo ace di Nishida (13-17) che subito dopo subisce il muro di Bottolo, ma Vibo è letale con Fromm e Candellaro portandosi al massimo vantaggio di +5 (14-19). Baldovin chiama Borges in ricezione per Fromm e la Callipo riesce comunque a mantenere 2-3 punti di vantaggio. Nel finale di set (20-23) entra anche Nelli per Flavio che sbaglia il servizio e tiene accese le speranze di Padova, subito però azzerate da una diagonale potente di Fromm per il primo dei tre set-point per Vibo. Time out di Cuttini ed al rientro dopo una pipe vincente di Loeppky è un errore al servizio di Weber a consegnare il primo set (22-25) a Vibo, alquanto produttiva in attacco col 62% contro il 56% patavinoSECONDO SETAncora più equilibrio nella parte iniziale di questo secondo parziale (8-8, 12-12), con Padova che sa di non poter sbagliare e appare più determinata. Vibo dal canto suo non molla la presa e sospinta dal solito Nishida cerca di portarsi sul doppio vantaggio. Al di là della rete però Weber e Bottolo picchiano forte, anche dai nove metri (14-14), al pari di Loeppky che realizza il 20-19 con un ace che mette in difficoltà la ricezione calabrese. La squadra calabrese cerca di staccare i patavini ma Weber in attacco sbaglia poco (22-21), così Baldovin richiama Borges in difesa e Nelli al servizio dopo un primo tempo di Flavio che vale la parità 22-22. Sempre il tedesco di Padova è inarrestabile, a fine set saranno ben 7 punti per Weber e 6 per Loeppky, e proprio un attacco del posto-2 porta avanti Padova con Baldovin che ricorre al time out. Ma Loeppky diventa letale da posto-4 e sfruttando ancora il muro giallorosso ottiene il primo set-point per il pareggio, che Weber concretizza al primo tentativo, giocando sempre sul muro ospite. Così subito parità di Padova col 25-22. Vibo sembra calare in concentrazione, mostrando lacune nel muro-difesa (32% di ricezione positiva rispetto al 60% di Padova). Così il solo Nishida, 4 punti per lui, oltre i 3 di Fromm e Flavio, poco incidono, anche perché i giallorossi sono lacunosi non riuscendo a trovare le contromisure all’attacco di Padova (59% contro il 41% di Vibo).TERZO SETPartenza negativa di Vibo che subisce l’assalto di Padova (3-0, 6-1), qui Baldovin chiama time out. Trascinata dai muri di Flavio la Callipo riesce a riportarsi sotto (7-4). Il resto lo fa Nishida che riprende a martellare da posto-2, accorciando a 8-6. Padova però continua ad essere aggressiva e non lascia alcuna possibilità di recupero a Vibo. I soliti martelli di Padova aumentano il distacco, così un ace di Weber porta i suoi a +5 (11-6). Ancora dentro Borges per Fromm in difesa, ma non si accende la scintilla di Vibo come accaduto invece nel primo set. I giallorossi faticano a rientrare anche perché Padova non si ferma, riuscendo a trovare i giusti varchi nel muro-difesa di Vibo. Così il vantaggio dei locali passa anche a +7 (17-10) quando poco dopo Baldovin chiama il secondo time out. Entra anche Nelli al servizio che mette pressione alla difesa di Padova, fin quando Nishida (7 punti) fornisce il suo piatto forte, ovvero infilando due ace (18-14) e costringendo Cuttini al tempo. Nishida si ripete, Vibo dimostra di voler restare attaccata al set e con un parziale di 8-3 si riporta ad una sola lunghezza da Padova con un attacco di Basic che sfrutta il mani fuori dei locali (21-20). Poco prima dentro anche Nicotra per Candellaro a mettere pressione ai veneti. Dopo il time out di Cuttini però Padova si risveglia e diventa un rullo. Subito l’opposto Weber fa 22-20 ed un errore di Basic che non tocca il muro patavino aumenta il distacco a +3 per i locali. Ancora l’inarrestabile Weber conquista il primo set-point (24-20), Vibo lo annulla, ma al secondo è l’altrettanto ottimo Loeppky a chiudere il set (25-21) ed a condurre avanti i suoi avanti 2-1. Vibo alquanto fallosa con 10 errori totali, di cui ben 8 dai nove metri (contro i 4 di Padova). A poco servono i 4 punti di Flavio, oltre i 7 di Nishida, anche perché dall’altra parte fanno meglio i martelli patavini infilando sempre il muro giallorosso, così Weber (6) e Loeppky (5) trascinano Padova che completa la rimonta.QUARTO SETRiprende l’equilibrio di primo e secondo set in questo gioco (4-4, 9-9) con Vibo che mostra di essere rientrata nel match, sia mentalmente che sul piano del gioco. Certo c’è sempre il ‘problema’-Weber: l’opposto di Padova diventa di fatto immarcabile da Vibo, e quando lui si infrange sul muro dei giallorossi, ecco Loeppky a supplire con la stessa intensità e più precisione. Dopo il 12-12 però, la Callipo riprende a macinare gioco e punti, portandosi a +2 (13-15) con un primo tempo di Candellaro e poco dopo con un muro di Fromm (14-16). Padova non molla, così si prosegue poi punto a punto (17-17, 19-19). Quindi il break di due punti del solito Nishida che porta avanti Vibo (19-20). Altro vantaggio con Flavio (20-21) ma Padova è dura a cedere, anzi con un muro dell’ex Vitelli su Nishida porta avanti i suoi (22-21). Qui sale in cattedra Weber con tre punti consecutivi, chiudendo così set (25-22) e partita.DICHIARAZIONE POST-GARAMarco Rizzo (libero Tonno Callipo Calabria): “Quella di oggi era una partita fondamentale per noi: sapevamo che sarebbe stata una vera battaglia ma alla fine a fare la differenza sono stati i dettagli. Purtroppo siamo calati in concentrazione e lucidità in alcuni momenti della partita e sicuramente potevamo gestire meglio alcuni contrattacchi. Onore a Padova che ci ha creduto fino alla fine nonostante fosse sotto di 1-0. Noi finché non cadrà l’ultima palla non molleremo un centimetro: sarà il campo a dare il verdetto finale di questa stagione. Certo ora la sconfitta brucia ma dobbiamo resettare subito e da domani, appena rientrati a Vibo, ci aspetta una settimana intensa di lavoro per preparare il match contro Piacenza“.
    IL TABELLINOKioene Padova – Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia 3-1(22-25, 25-22, 25-21, 25-22)
    PADOVA: Zimmermann 2, Weber 24, Vitelli 10, Volpato 6, Bottolo 10, Loeppky 17, Takahashi (L pos 53%, pr 33%), Schiro, Zoppellari, Bassanello (L). Ne: Canella, Petrov, Gottardo, Crosato. All. CuttiniVIBO: Saitta, Nishida 22, Candellaro 5, Flavio 14, Fromm 12, Basic 9, Borges, Nicotra, Rizzo (L pos 43%, pr 7%), Nelli. Ne: Gargiulo, Partenio, Condorelli (L). All. Baldovin.Arbitri: Cesare e Simbari.NOTE – Padova: ace 9, bs 20, muri 6, errori 28, ricezione 56%-25%, attacco 55%. Vibo: ace 4, bs 20, muri 6, errori 28, ricezione 46%-26%, attacco 47%. Durata set: 24’, 28’, 30’, 31’. Totale minuti 113.MVP: (Loeppky – Padova)
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    Spettacolo Padova-Vibo: primo faccia a faccia in Superlega tra i giapponesi Nishida e Takahashi

    C’è anche il “derby” del Sol Levante nel delicato confronto tra Padova e Vibo. Quella in programma domani pomeriggio (ore 18.00) alla Kioene Arena infatti, sarà una partita davvero a “tinte forti”. Non solo perché metterà di fronte due dirette concorrenti nell’infuocata lotta salvezza a due giornate dal termine della Regular Season, quanto anche per il confronto tutto asiatico al di là della rete. Curiosità e attenzione sono infatti focalizzate sulla sfida tutta giapponese tra Ran Takahashi e Yuji Nishida, che ancora una volta vedrà gli occhi dei numerosi tifosi nipponici puntati sul nostro “Bel Paese”, per questo avvincente scontro diretto che vede protagonisti due dei loro amati beniamini.Dopo le Olimpiadi estive in casa, Nishida e Takahashi che sono anche compagni di Nazionale, si ritrovano da avversari per il loro primo faccia a faccia nella Superlega italiana. Un match che, a conti fatti, vale un’intera stagione per i rispettivi Club.Un anno più grande (22) Nishida, finora è stato costretto a saltare sei partite di regular season a causa di un infortunio, ma comunque capace di confermare tutte le aspettative che l’avevano segnalato in Patria come uno degli astri nascenti della pallavolo mondiale. Nonostante le contingenze negative, l’opposto di Vibo è attualmente ventesimo nella classifica dei bomber del torneo con 263 punti (di cui 35 ace)in 17 gare (14,61 di media punti realizzati in ogni singola partita, con 54 set giocati, 4.87 di media punti/set e 90 break point). Il giapponese volante Nishida ha finora impressionato per le sue pregevoli doti tecniche, unite ad un’elevazione davvero eccezionale che gli permette di variare i suoi colpi letali.Dal canto suo Ran Takahashi (21 anni) è arrivato a Padova sabato 11 dicembre, quindi a fine del giro di boa. Ha esordito proprio all’ultima di andata, contro Modena, giocando un set. Finora per il giovane schiacciatore numero 14 sono stati 23 i set giocati (il picco, 4, con Trento alla 4/a di ritorno) con 3 punti totali realizzati. Takahashi avrebbe dovuto già arrivare a Padova l’anno scorso, ma la pandemia ha bloccato tutto. Atleta abbastanza completo a livello tecnico, Ran ha nella ricezione uno dei suoi punti di forza, tanto che coach Cuttini di recente lo ha schierato anche come libero al posto di Gottardo. Del suo talento ci si è accorti soprattutto alle Olimpiadi di Tokyo e alla Nations League. Ed anche a livello social Takahashi ha visto aumentare i suoi fans tanto da sfiorare un milione di followers su Instagram, 931mila contro i 791mila di Nishida.Dunque si preannuncia grande spettacolo domani alla Kioene Arena di Padova, con un altro match nel match, quello tra i due giapponesi Nishida e Takahashi su cui si accenderanno i riflettori di tutti i media nazionali e non.
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    Michela Messina Gabrielli, la super-tifosa: “Mai discriminata, dagli uomini solo rispetto”

    Parole e musica, verrebbe da titolare questo nuovo capitolo dedicato a “Il Rosa della Tonno Callipo Volley”. La protagonista è Michela Messina Gabrielli, di professione insegnante e nel tempo libero super-tifosa, gioca la sua partita sugli spalti, cantando a squarcia gola fino all’ultima palla che cade a terra, nel bene e nel male. “La passione per questa Società è nata per caso. Ho scoperto che Vibo Valentia aveva una squadra maschile fortissima e ho proposto a mio marito di andare insieme ad assistere alle partite. Da allora non ne ho perso più una. Erano i primi anni 2000. Portavo con me i bambini che al suono del tamburo si addormentavano”. Il classico patto d’amore, finché morte non ci separi… “Ho conosciuto il gruppo della tifoseria organizzata, mi è piaciuto il modo in cui sostenevano la squadra e mi sono avvicinata a loro. Non mi bastava solo vedere le partite da semplice spettatrice ma avevo il desiderio di scendere in campo con i ragazzi, giocare in qualche modo al loro fianco. Avevo capito che la mia seconda pelle era a tinte giallorosse. Così dal 2005, il primo anno in A1, ad oggi sono stata presente a tutte le partite da tifosa protagonista”. Michela trasmette emozioni, ci racconta della Tonno Callipo Calabria come se fosse un qualcosa che le appartiene. “Viviamo in un contesto del Sud dove la donna continua ad essere vista come mamma e moglie. In realtà una donna ha molte più responsabilità e impegni in famiglia, nel lavoro, nella società. Nel contesto del tifo organizzato non mi sono mai sentita discriminata. In passato ho anche fatto parte del direttivo. Oggi la presenza femminile nel Volley Club “G. Callipo” è maggiore rispetto al passato e il rapporto con gli uomini è basato sul rispetto reciproco”. Poi si sofferma a spiegare il suo ruolo all’interno del gruppo: “Mi sono sempre occupata prevalentemente di curare i rapporti con le altre tifoserie. Questo sport è in grado di far instaurare ottime relazioni umane. È un ruolo che mi sono ritagliata con la determinazione e costruendo la mia credibilità nel corso del tempo. Sono riuscita a intavolare un bellissimo dialogo con tante tifoserie e con componenti di tutte le età. Inoltre credo di aver dato un pizzico di creatività, di brio alle coreografie, sempre insieme ad altre donne. C’è da apprezzare che siamo molto pragmatiche, che siamo infaticabili e agiamo subito. Le donne sono anche in grado di smorzare le reazioni più drastiche degli uomini, facciamo da mediatrici. La diplomazia è delle donne”. Infine ci racconta la sua esperienza di sport e famiglia: “Lo sport è molto utile ad educare al rispetto delle donne. Aiuta i ragazzi a sviluppare la propria identità. Prima ci sono la famiglia che dà l’esempio concreto e poi la scuola. Nel mio caso avvicinarmi all’ambiente giallorosso mi è servito per migliorare la mia autostima. Sono sempre stata molto timida e riservata quindi essere in prima linea con queste attività mi ha stimolata ad alzare l’asticella della qualità del mio apporto”. Poi la chiusura con un pensiero al mondo delle donne nel contesto sportivo: “Auspico di vedere sempre più donne ai vertici delle Società e dei gruppi della tifoseria organizzata. Sarei felicissima se a ricoprire il ruolo di Presidente della Fossa Giallorossa un giorno ci fosse una figura femminile. Oggi 8 marzo è la giornata internazionale della donna. Ogni anno viene celebrata per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche ottenute dalle donne e per respingere le discriminazioni e le violenze che ci vedono spalle al muro. Molte sono le domande a cui troviamo pochissime risposte. Mi auguro che sia la giornata della riflessione e non solo della velata ipocrisia del politicamente corretto”.
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    Cinzia Ieracitano, testa e cuore per la Callipo: “Io donna manager, una vita spesa tra azienda e pallavolo”

    Il Rosa della Tonno Callipo Volley ha di certo il sorriso e l’impronta di Cinzia Ieracitano, la signora Callipo. 
    Cinzia Ieracitano non è solo la first lady della Giacinto Callipo Conserve Alimentari ma anche la memoria storica del progetto pallavolo sul territorio. È il trait d’union tra Società, gruppo squadra e tifoseria portando esperienza, carisma e quel tocco di femminilità in chiave manageriale. Il Rosa della Tonno Callipo Volley ha di certo il sorriso e l’impronta di Cinzia Ieracitano, la signora Callipo. “Erano i primi anni novanta – ha spiegato – e lavorando in azienda ho avuto modo di conoscere i giocatori della squadra. Avevo assistito ad una partita casalinga ed andando al palazzetto mi sono resa conto quanto fosse importante il ruolo della tifoseria. In quel periodo ho avuto la possibilità, durante un pranzo, di parlare con il capitano Alexandre Della Nina. Fu una chiacchierata che mi permise di guardare la Società con altri occhi e compresi che il sostegno dei tifosi fuori casa era fondamentale. Quelle sue parole mi colpirono tanto da voler trasmettere i contenuti di quella conversazione ad alcuni nostri collaboratori. Da qui l’idea di organizzare un pullman per la successiva trasferta di Bronte, in Sicilia. Nel giro di pochi giorni siamo riusciti a coinvolgere molti dipendenti della Callipo Conserve. Era aprile e attorno alla squadra si era creato un bel clima familiare. Nel palazzetto dello sport di Bronte abbiamo conquistato una bella vittoria. Tutti ci rendemmo conto di quanto fosse entusiasmante e determinante seguire la nostra squadra. Da quel momento organizzammo una serie di trasferte e, come spesso accade, in azienda si creò un gruppo di sostenitori appassionati che insieme alle famiglie partivano al seguito della squadra in ogni dove. Questo è stato decisivo per la scalata sportiva. I giocatori si sentivano supportati, coccolati, sentivano il nostro affetto”. Legame e passione. Cinzia è una donna modello, impegnata su più fronti sia in Società sia nelle aziende del Gruppo Callipo, con l’attitudine alla cura dei particolari. “Non solo la promozione del tifo. Negli anni a seguire lavorando nell’Ufficio marketing – continua – abbiamo cercato di dare un volto, un’immagine alla squadra e al valore che aveva per il nostro territorio. Orgogliosi di quello che stavamo costruendo anche perché in Calabria non c’erano molte altre realtà sportive importanti. Nei primi dieci anni di vita della Società tutti noi in azienda avevamo a cuore le sorti della squadra e ognuno dava il proprio contributo sia a livello personale sia professionale. Mi occupavo dell’abbigliamento, incluse le divide ufficiali di gioco, con l’accortezza per i dettagli e di mostrare a chiare lettere il logo della Tonno Callipo. Una buona immagine avrebbe permesso ai nostri ragazzi di rappresentare la Calabria e anche di far sviluppare un buon senso di appartenenza”.
    Alla domanda se il contesto quasi completamente al maschile l’abbia mai spaventata, Cinzia risponde in maniera decisa: “No, non mi è mai accaduto. Forse perché ero già abituata ambito lavorativo a rapportarmi di più con gli uomini. Nel nostro contesto aziendale è stato sempre riconosciuto ampio spazio alle donne lavoratrici e professioniste. Ho sempre riscontrato una grande forma di rispetto nei nostri confronti sia da parte dei giocatori che dei dirigenti”. E ci racconta un aneddoto curioso: “In panchina sedeva Ljubomir Travica, la squadra perdeva da qualche partita. Ho chiesto il permesso al Presidente e all’allenatore di poter parlare ai giocatori e motivarli. In quell’occasione ho parlato loro, insieme ad una mia collaboratrice, cercando di trovare le parole migliori per arrivare al loro cuore e alla loro anima. Dovevano cambiare atteggiamento per svoltare la stagione. Tutto il discorso era puntato sull’attaccamento alla maglia, sul marchio Callipo. Abbiamo cercato di far capire loro quanto fosse importante scendere in campo con rabbia, con la giusta cattiveria agonistica. Dopo di quella chiacchierata abbiamo vinto”. Donna di polso, dai modi gentili ed affabili, Cinzia ci racconta di non aver mai provato la sensazione di sentirsi discriminata dal mondo maschile. “Anzi ho sempre notato una grande accortezza nei miei confronti. Anche quando per lavoro mi capitava di andare in giro per curare le attività dell’Area Commerciale della Conserve. Anche prima che io diventassi la compagna di Pippo. È possibile che il mio carattere mi abbia aiutato molto nella mia affermazione professionale. Il livello della propria autostima che una donna ha di sé è fondamentale per farsi rispettare dagli altri. Ho avuto la fortuna di avere un padre che ha riposto in me sempre grande fiducia, mi ha concesso massima libertà nel rispetto delle regole. Non mi sono mai sentita inferiore agli altri, soprattutto agli uomini”.  Uno sguardo agli anni dell’infanzia e dell’adolescenza trascorsi nella sua Pizzo Calabro per spiegare quali elementi hanno forgiato la sua personalità: “Alla base di tutto c’è il modo, il contesto sociale in cui sono cresciuta, l’ambiente, il quartiere, gli amici, la comunità di cui ho fatto parte. Sono nata a Pizzo in un quartiere attivo, propositivo, dove c’era un circolo culturale ricreativo e sportivo e noi ragazzi eravamo in prima linea. Quindi oltre all’educazione familiare ha influito l’esperienza maturata da giovanissima che mi ha portato a diventare una donna forte e decisa”. Sulla funzione educativa dello sport verso il rispetto della donna, Cinzia ha spiegato: “Tutte le discipline sportive hanno una grande potenzialità. La prima agenzia educativa è sicuramente la famiglia dove si assimilano comportamenti ed esempi. Lo sport detta delle regole precise che sono anche il rispetto degli altri, anche dell’avversario, del diverso”. Sul ruolo della donna, intesa come figura materna e figura femminile di riferimento nella crescita di un figlio e nel delineare la propria identità la manager non ha dubbi: “Noi mamme abbiamo la qualità di vedere tutto con occhi più dolci, con un affetto diverso rispetto a quello di un padre. Siamo più accondiscendenti, anche più propense a giustificare i figli. Non è un ruolo facile. Ho avuto la fortuna di avere una mamma che si è occupata tanto di mio figlio. Ed era una nonna severa e determinante nell’educazione del nipote che reputo sia cresciuto con valori sani tra cui anche quelli che gli permettono di sapersi rapportare alla donna con il giusto riguardo e considerazione”.
    Quella dell’azienda Callipo è una realtà lavorativa che non può fare a meno delle ‘quote rosa’: “Sono qui da quarant’anni e sono stata la prima impiegata. Nel tempo il Presidente ha sempre affidato ruoli chiave a delle donne dimostrando di credere e voler puntare su di loro. Donne preparate e capaci. Siamo stati tra i primi ad avere questa apertura. Non bisogna dimenticare che il 50% delle maestranze sono donne. Storicamente il reparto produttivo ha avuto bisogno della cura maniacale che appartiene alle figure femminili”. Poi conclude con pensiero sempre di grande attualità: “Le donne hanno un’ambizione diversa rispetto agli uomini. Il fatto di essere state sempre considerate inferiori ci ha dato la spinta di voler dimostrare il nostro valore. Di affermarci e di far capire che abbiamo talento, carisma e grandi potenzialità”.
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    Gessica Tavella, l’allenatrice: “Zero pregiudizi sul ruolo della donna, siamo un gruppo unico e speciale”

    La prima ospite del format “Il rosa della Tonno Callipo Volley” è la giovane allenatrice Gessica Tavella. 
    Da sempre affacciata al mondo dello sport e con l’attitudine all’insegnamento. Gessica Tavella, 23 anni, una laurea in Scienze Motorie, è uno degli allenatori di punta del settore giovanile giallorosso diretto da coach Nico Agricola. Calabrese, Gessica è una ragazza solare che guarda al suo futuro con grande speranza. “Mi sono avvicinata alla Tonno Callipo per svolgere un tirocinio universitario. Per me si trattava della mia prima volta con una disciplina sportiva stimolante come la pallavolo. Fin da subito ho cercato di dare il massimo perché ho trovato una Società seria e con grandi professionisti. Al termine del tirocinio mi è stata proposta una collaborazione e non ho esitato a cogliere l’occasione. Il corso di allievo allenatore a cui ho partecipato negli ultimi mesi mi ha permesso di completare la mia formazione professionale e migliorare le mie competenze”. L’allenatrice lavora in armonia all’interno della Tonno Callipo, nonostante una forte presenza maschile: “All’inizio ero timorosa ma allo stesso tempo stimolata dal poter lavorare in un contesto maschile dove la presenza di manager preparati mi avrebbero permesso di crescere professionalmente. Non nascondo che ero alla mia prima esperienza in un contesto legato alla pallavolo maschile ma la Società già ben strutturata ha permesso che il mio inserimento in organico potesse avvenire gradualmente. Non ho avvertito mai pregiudizi nei miei confronti. Anzi il mio Responsabile e i miei colleghi si sono sempre prodigati nel motivarmi e fornirmi informazioni utili alla mia crescita professionale.  Si è creato un rapporto di stima e rispetto reciproco con i colleghi e spesso abbiamo confronti sulle idee e condivisione delle attività da svolgere”. Gessica poi si sofferma sull’affermazione della donna nel mondo dello sport: “Non è semplice. Per questo motivo serve ancora di più dimostrare di essere competenti, preparate, professionali. Bisogna andare avanti per la propria strada e non fermarsi ai pregiudizi degli altri perché possono nuocere al morale, alla propria autostima e condizionare anche il rendimento sul posto di lavoro. Da donna posso dire che sia nel contesto universitario sia lavorativo ho sempre avuto la sensazione di dover faticare il doppio rispetto ad un uomo per potermi affermare. Sono stata una studentessa lavoratrice e ho fatto molti sacrifici. Eppure ho raggiunto il mio obiettivo e sono orgogliosa di me stessa”. Infine ci ha raccontato di come viva il rapporto con i suoi allievi in palestra: “Il mio responsabile è un uomo, ha sempre creduto in me e mi ha spronata ad andare avanti e a continuare a formarmi senza pormi dei limiti. Mi ha coinvolto in tanti progetti. Attualmente alleno il gruppo del minivolley (dai 6 ai 12 anni) e l’under 13 maschile e femminile. Con i ragazzi si è creato un bellissimo rapporto. Con quelli più piccoli mi sento come una sorella maggiore, con quelli più grandi si alza notevolmente il livello di difficoltà nella gestione del gruppo ma penso sia normale considerando anche l’età dei ragazzi e la fase di trasformazione adolescenziale. Ammetto che mi danno tante soddisfazioni e sono tutti molto educati”. Sul discorso legato alla discriminazione delle donne, l’allenatrice precisa: “Lo sport può aiutare a valorizzare la figura femminile e a non fare discriminazioni. Anche una donna può allenare un gruppo di atleti di sesso maschile e può ottenere buonissimi risultati. Siamo in grado di dare accoglienza, di avere un approccio più familiare, più sensibile, di maggiore comprensione”.
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