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    Ferrari, da oggi Hamilton è ufficiale: l’esilarante tweet di benvenuto

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    Ciclismo, il programma del 2025: Giri, Classiche e il primo Mondiale in Africa

    Introduzione
    Il 2024 è stato l’anno di Tadej Pogacar, dominatore incontrastato con i triofni a Strade Bianche, Liegi-Bastogne-Liegi, la doppietta Giro d’Italia-Tour de France, il trionfo al Mondiale e il successo di fine stagione al Giro di Lombardia. Nel 2025 ci sarà la riscossa di Vingegaard? Crescerà ancora Evenepoel, l’assoluto protagonista delle ultime Olimpiadi? Si rinnoverà il duello van Aert-van der Poel nelle classiche di un giorno? Ecco quando e dove arriveranno le grandi sfide tra protagonisti nuovi e annunciati, le date e il calendario delle corse più importanti della stagione nel nuovo anno

    POGACAR, IL PRINCIPE DIVENTATO RE: LO SPECIALE SU SKY LEGGI TUTTO

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    Hamilton in Ferrari, il casco giallo e quel mancato arrivo di Senna

    Il nuovo anno ci avvicina alla visione del casco di Ayrton Senna che albeggia dall’abitacolo di una Rossa, con quel che ciò potrebbe smuovere nel popolo della Ferrari. Quel brivido cui andammo vicini all’inizio degli anni Novanta potrebbe vibrare da domani, il Capodanno che sposa formalmente il pilota più vincente di sempre con la squadra più vincente di sempre. Lewis Hamilton come una nemesi del matrimonio mai celebrato della Ferrari con Ayrton, da lui sempre venerato, e con l’intenzione dichiarata di vincere l’ottavo Mondiale, elevandosi dalla posizione-record condivisa con Michael Schumacher.
    Senna-Ferrari, il mistero del matrimonio saltato
    Cosa abbia interrotto l’ultimo miglio di Senna verso la Ferrari non è mai stato del tutto chiaro. Almeno tre grandi personaggi della storia ferrarista hanno dichiarato di averlo praticamente preso, per poi inciampare in un destino baro: Cesare Fiorio nel 1991, Jean Todt nel 1993, Luca di Montezemolo nel 1994 pochi giorni prima della tragedia al Tamburello. Ognuno ha dato una sua lettura dei fatti (interessantissima quella dell’ex presidente Piero Fusaro, che a Tuttosport ha parlato di una garanzia ostativa concessa direttamente da Gianni Agnelli ad Alain Prost).
    Ferrari, ecco Hamilton
    Tra l’opzione Senna e la certezza di Hamilton, una grande differenza: se Ayrton e la Rossa assieme avrebbero potuto solo vincere – nell’immaginario collettivo resta impensabile il contrario – Hamilton e la Ferrari dovranno dimostrarsi reciprocamente qualcosa; il pilota di aver beffato i quarant’anni, la Scuderia di saper creare una macchina degna di un pluri-campione. Tutto questo col piccolo disturbo – si fa per dire – di Charles Leclerc, fuoriclasse finora scivolato sull’infausta definizione di Predestinato. Intanto, Hamilton alla Ferrari è ovunque. Nell’incontro prenatalizio con Fred Vasseur è stato citato trentatré volte, giurin giurello, contro le dodici di Leclerc e le otto di Sainz. Fisicamente sarà a Maranello dopo il 15 gennaio, e presto in pista a Fiorano su una Rossa.
    Hamilton, vacanze in Antartide
    Ora che Lewis s’è mostrato sui social a fare footing in Antartide tra i pinguini, ora che quella vecchia faina di Eddie Jordan lo ha definito un grande errore della Ferrari («l’ho detto a John Elkann: mandare via Sainz è stato un suicidio»), ora che Andrew Shovlin in nome della Mercedes s’è preso una parte di colpa sul fallimento di Hamilton nel 2024 (23-7 in qualifica e 20-10 in gara, Sprint comprese, sempre in favore di George Russell), ora che Günther Steiner ritiene di aver delicatamente tolto la maschera a Toto Wolff («che intenda tifare per Lewis nel 2025 è una stronzata buona per le telecamere»), ora che Christian Horner trova il pretesto per sbeffeggiare lo stesso Wolff («l’ultimo a scoprire che Hamilton s’era accordato con la Ferrari»), ecco, ora che tutto questo fermento attorno al Più Grande si smuove, rimane poco spazio per tutti gli altri temi, non pochi, che la Formula 1 è pronta a offrire.
    Ferrari condannata a vincere
    Anche quello ancora misterioso della rivoluzione tecnica 2026 viene declinato al tempo hamiltoniano: Ferrari condannata a vincere nel 2025, si dice, perché sarà la sua grande occasione e poi chissà, il 2026 sarà uno sparo nel buio, con la Mercedes che fa già di nuovo paura. Vincere nel 2025 con una macchina del tutto diversa dalla molto buona SF-24, per azzardare un grande salto in avanti. Macchina ibrida davvero, nel senso: tutta da capire, progettata dallo staff quando c’era Enrico Cardile al vertice, portata avanti orfana di padre con l’interim di Vasseur e poi, solo a ottobre, consegnata a Loic Serra, debuttante come direttore tecnico.
    Ferrari, le trappole della nuova stagione
    Puntare al Mondiale piloti con due leader, accettando le complicazioni che potrebbero derivare dal condominio. Essere consci che la superiorità di Hamilton sul compagno incrinerebbe la superficie smaltata di Leclerc mentre, al contrario, la superiorità di Charles metterebbe a nudo l’errore della Ferrari (che il sulfureo Jordan abbia ragione?). E Lewis potrebbe riuscire a declinare in un modo personale, molto a suo favore, la puntata secca della Ferrari sul Mondiale costruttori: dovesse garantirsi il pesante bonus riservato ai piloti che conducono al successo la squadra (quest’anno in McLaren 23 milioni di dollari in più per Norris e 17 per Piastri), Hamilton supererebbe il record dei 75 milioni (60 di salario e 15 di bonus) spettati quest’anno a Max Verstappen, one-man-band della Red Bull. LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Gianni Savio è morto all’età di 76 anni

    Lutto nel mondo del ciclismo: all’età di 76 anni è morto Gianni Savio, dopo una lunga malattia. E’ stato un direttore sportivo che nella sua lunga carriera – durata 40 anni – ha lanciato diversi corridori che hanno fatto la storia. Tra gli italiani ha scoperto corridori come Davide Cassani, Andrea Tafi, Michele Scarponi e Franco Pellizzotti. Era inoltre un grande conoscitore del movimento sudamericano. La sua più recente scoperta è stata Egan Bernal, primo colombiano capace di trionfare al Tour de France nel 2019 e poi vincitore del Giro d’Italia 2021. Fu anche Commissario tecnico della nazionale colombiana (con cui ha vinto il titolo mondiale a cronometro con Santiago Botero nel 2002) e successivamente di quella venezuelana. Savio era entrato nel mondo del ciclismo nel 1986 cominciando la carriera come direttore sportivo della Santini-Cierre, per poi passare all’Eurocar-Mosoca-Galli. Nel 1992 il passaggio alla ZG Mobili-Selle Italia, che nel corso degli anni ha cambiato diversi sponsor e nomi. Il suo ultimo team è stato la GW-Shimano. LEGGI TUTTO

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    Daniele Bagnoli, è morto lo storico allenatore della pallavolo italiana

    Il mondo della pallavolo italiana è in lutto. È morto a 71 anni Daniele Bagnoli, uno degli allenatori più vincenti del volley italiano a livello di club. Nato a Mantova il 25 ottobre 1953, Bagnoli ha scritto molte pagine storiche dellla pallavolo italiana, legando la sua carriera in particolare alle squadre di Modena, Roma e Treviso con le quali in totale ha vinto 8 scudetti, primato condiviso con Franco Anderlini. Ha vinto anche 5 Coppe dei Campioni e 7 Coppe Italia. Aveva girato il mondo vincendo anche in Russia, Turchia, Iran e Qatar. Nel corso della sua lunga carriera il tecnico mantovano ha fatto parte anche dello staff delle nazionali azzurre. Giuseppe Manfredi, presidente della Federvolley, ha ricordato così Bagnoli: “Apprendiamo con commozione la scomparsa di Daniele, un tecnico che lascia una grande grande eredità alla pallavolo italiana, e che con il suo lavoro ha contribuito in maniera importante alla crescita del nostro movimento. Da parte mia e della Federazione Italiana Pallavolo posso solo esprimere le più sentite condoglianze alla sua famiglia”. LEGGI TUTTO

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    Geraint Thomas annuncia il ritiro a fine 2025

    “Sarà molto bello disputare per un’ultima volta il Tour de France , e correre il giro di Gran Bretagna, casa mia. Poi a fine 2025 mi ritirerò”. Con questo messaggio diffuso tramite i canali social della sua squadra, la Ineos Grenadiers, il gallese Geraint Thomas, vincitore del Tour del 2018, annuncia che al termine della prossima stagione agonistica si ritirerà, a 39 anni di età.   

    La carriera
    Corridore particolarmente adatto alle corse a tappe, in cui è stato secondo e terzo al Giro (2023 e 2024) e terzo al Tour (2022), e ha vinto giro di Romandia, Delfinato e giro della Svizzera Thomas ha fatto anche sapere che la sua ultima annata da ciclista comincerà già il prossimo 21 gennaio con la partecipazione al Tour Down Under in Australia, poi sarà presente alla Volta de Algarve, alla Tirreno-Adriatico e al giro di Catalogna. Più in là si vedrà il resto, dando per scontate le partecipazioni al Tour e, come ha detto lo stesso Thomas, al giro di Gran Bretagna. Ma Thomas è stato anche un ottimo pistard, visto che nell’Inseguimento a squadre ha vinto due ori olimpici, a Pechino 2008 e Londra 2012, e tre titoli mondiali (2007, 2008 e 2012). LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Pascal Hervé è morto a 60 anni: fu maglia rosa al Giro 1996

    L’ex ciclista francese Pascal Hervé, che aveva indossato la maglia rosa al Giro d’Italia del 1996 prima di essere coinvolto nello scandalo doping Festina, è morto ieri sera all’età di 60 anni. Lo ha reso noto il sindacato ciclisti del suo paese (Uncp). Le circostanze del decesso non sono state precisate, ma lo scorso settembre Hervé aveva rivelato di essersi sottoposto a metà anno a un intervento chirurgico per un “tumore allo stomaco, con una rimozione completa dello stomaco stesso”. “Pascal era una figura emblematica e una voce essenziale nel nostro sport – ha scritto l’Uncp su X – La grande famiglia del ciclismo è in lutto. La famiglia del ciclismo è in lutto”.  

    Morte Hervé, le reazioni e il ricordo 
    L’annuncio della sua morte ha suscitato reazioni sui social network da parte degli ex compagni di squadra di Hervé. “Pascal, amico mio, sono sconvolto”, ha scritto il campione del mondo del 1997 Laurent Brochard su X, che ha corso con Hervé nella Festina. “Te ne sei andato la notte di Natale, amico mio, sei stato così rock’n’roll fino alla fine… Ho tanti ricordi, tanti bei momenti, avevamo tanti progetti per il futuro… non ho parole. Tu c’eri sempre, sempre una parola, anche nei momenti difficili. Ti voglio bene e ti abbraccio amico mio, ci rivedremo, mi mancherai”, ha aggiunto Brochard.   Campione del mondo dilettanti, Pascal Hervé ha concluso la sua carriera a 37 anni dopo essere risultato positivo al Giro d’Italia del 2001, tre anni dopo essere stato sospeso per due mesi per il suo coinvolgimento nell’affare Festina, in particolare al fianco di Richard Virenque, di cui era stato fedele ‘luogotenente’ per molti anni. LEGGI TUTTO

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    Giro d’Italia 2025, tappe e percorso: si parte in Albania e si arriva a Roma

    Introduzione
    All’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma è stata presentata l’edizione numero 108 del Giro d’Italia, in programma dal 9 maggio al 1 giugno 2025. Ci saranno la quindicesima partenza nella storia dall’estero, la prima in assoluto in Albania, e l’arrivo a Roma per il terzo anno consecutivo. In Albania si correrà nelle città di Durazzo, Tirana e Valona, con una cronometro nella seconda tappa e due frazioni di montagna che potrebbero già dare indicazioni sullo stato di forma dei favoriti. La Corsa Rosa ripartirà dalla Puglia il 13 maggio per offrire le prime opportunità ai velocisti fino a Napoli. Si proseguirà poi tra vette abruzzesi, muri marchigiani e sterrati toscani per arrivare ad affrontare le temute Alpi nell’ultima settimana. Attesa per Tonale e Mortirolo (tappa 17) e per il Colle delle Finestre, Cima Coppi di quest’edizione nella penultima tappa.

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