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    Djokovic salta Danimarca-Serbia di Coppa Davis per infortunio

    Niente Coppa Davis per Novak Djokovic. Dopo il ritiro in semifinale agli Australian Open per via di uno strappo muscolare, il serbo ha dato forfait per il tie di primo turno tra Danimarca e Serbia, in programma venerdì 31 gennaio e sabato 1 febbraio sul cemento indoor della Royal Arena di Copenhagen. Capitan Troicki, dunque, non potrà contare sul suo n. 1 contro la selezione danese guidata da Holger Rune. La Serbia schiererà Kecmanovic, Medjedovic, Djere e i fratelli Sabanov. La Danimarca, invece, punterà tutto su Rune, ma avrà in squadra anche Moeller, Holmgren e Ingildsen. 

    Il calendario di Djokovic

    Il forfait per Djokovic era nell’aria dopo i problemi fisici accusati in Australia, con tanto di foto dell’ecografia postata sui social che evidenziava l’infortunio. “Tornerò a casa per fare gli esami e capire come recuperare nel minor tempo possibile” aveva detto Nole in conferenza stampa dopo il match con Zverev. Djokovic è attualmente iscritto all’Atp 500 di Doha che inizierà lunedì 17 febbraio, da seguire in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW. Se il serbo non dovesse recuperare in tempo, a quel punto potrebbe rientrare per il Sunshine Double di marzo, cioè i Masters 1000 di Indian Wells e Miami.  LEGGI TUTTO

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    Jannik Sinner non sarà al Quirinale: domani i tennisti da Mattarella

    Jannik Sinner domani non sarà presente al Quirinale per l’incontro tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Federtennis per celebrare i successi del 2024. Il gruppo azzurro sarà ospite domani mattina alle 10:30 al Quirinale per celebrare la vittoria della Coppa Davis e della Billie Jean King Cup 2024. Il numero 1 del mondo però ha preferito declinare l’invito per riposare dopo le intense settimane che lo hanno portato a difendere il titolo agli Australian Open. Sempre in un’ottica di gestione della programmazione, Sinner ha già annunciato di rinunciare anche all’ATP 500 di Rotterdam, ritorno in campo previsto dunque a Doha in programma dal 17 al 22 febbraio e in diretta su Sky Sport.

    Italtennis al Quirinale: come seguire la cerimonia

    Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà in udienza la Federazione Italiana Tennis e Padel alle ore 10.30. La cerimonia sarà in diretta su Sky Sport 24 e in streaming sul canale YouTube di Sky Sport Tennis. LEGGI TUTTO

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    Ducati Multistrada: tecnologia e guida evoluta

     Per il 2025 la Multistrada V4, la maxi crossover di casa Ducati, si aggiorna diventando ancora più turistica, confortevole e facile da guidare, ma non sacrifi cando le sue caratteristiche di sportività. È stato rinfrescato il design, soprattutto la parte frontale, ora in linea con gli ultimi dettami visti sulla Panigale. A livello tecnico c’è qualche novità da segnalare. Il motore è pressoché invariato, sempre 1.158 cm3, con 170 CV a 10.750 giri e 124 Nm di coppia, ma per omologarsi all’Euro 5+ adotta un nuovo scarico e diverso asse a camme. Altra novità: ora è prevista la deattivazione dei cilindri della bancata posteriore anche in movimento (a bassa velocità), per ottimizzare i consumi (che Ducati dichiara essere migliorati).

    A livello di elettronica, si segnala il sistema DVO che, grazie a 70 sensori virtuali, permette di avere controlli elettronici più raffi nati e capaci di auto-regolarsi in base alla situazione. Abbiamo anche il debutto del nuovo riding mode Wet (oltre ai già presenti Sport, Touring, Urban ed Enduro), della mappa motore Off -Road (114 CV), dei tre livelli di freno motore, dei nuovi livelli di riscaldamento per manopole e selle, del nuovo sistema Forward Collision Warning (grazie al radar anteriore avvisa il pilota tramite un segnale luminoso del pericolo di impatto frontale), delle nuove e più effi caci cornering lights (illuminano meglio la strada) ma soprattutto della frenata integrale che interviene anche quando si agisce sul freno posteriore. Altra novità è l’abbassatore con la moto si “acquatta” automaticamente quando si scende sotto i 10 km/h. Infi ne, il cruscotto TFT a colori di 6,5 pollici è stato aggiornato nell’interfaccia utente. Il telaio rimane un monoscocca in alluminio con forcellone bibraccio, ma quest’ultimo ora è montato su un perno posizionato 1 mm più in alto, per ridurre l’eff etto anti-squat. Sulla S sono confermate le sospensioni semi-attive Marzocchi con tecnologia Skyhook, ma grazie a un nuovo sensore montato sulla forcella e a una funzionalità predittiva dell’elettronica (Ducati la chiama bump detection), la centralina dovrebbe adeguare in pochi millisecondi la risposta delle sospensioni alle asperità. Non mancano un nuovo disco freno posteriore (280 mm Ø, prima era 265), una sella pilota più confortevole a livello di schiumato e un posto passeggero più spazioso.

    Cambia l’ergonomia con la nuova seduta più confortevole e spaziosa. E poi l’abbassatore, che di fatto rende una moto da oltre 260 kg (con valigie e pieno di benzina) più accessibile. Il resto dell’ergonomia è confermato, quindi: schiena eretta, manubrio largo e basso (forse un po’ lontano dal busto), pedane centrali e correttamente distanziate dal piano seduta. Le vibrazioni sono contenute e la protezione aerodinamica è ottima: quella garantita dal serbatoio alle gambe è eccellente, quella del plexi solo buona.

    SUPERPOTERI

    Una moto dunque più accessibile e amichevole, grazie anche a un’elettronica veramente allo stato dell’arte. La risposta del gas alle piccole aperture è incredibilmente ben gestita, sembra un comando collegato direttamente alle sinapsi del pilota. Soltanto ai bassissimi regimi, sotto i 2.500 giri, il V4 non è ancora il riferimento di elasticità, e al pilota arriva qualche leggero scuotimento. Discorso valido anche per il quickshifter, morbidissimo a basse andature e rapido a innestare marce, e per i freni, dal comando molto modulabile.

    Convince meno, invece, il sistema di frenata integrale, in particolare la funzione rear-to-front: se avete una discreta esperienza di guida, probabilmente vi infastidirà il fatto che, utilizzando il freno posteriore per aiutarvi in curva, qualcuno in vostra vece decida di azionare anche il freno anteriore. Non è qualcosa che ti coglie alla sprovvista, sia chiaro, ma è comunque un comportamento un po’ strano. Poco male però, perché scrollando nei menù si può facilmente disattivare. Oltre che per l’elevato livello di tecnologia, però, la Multi V4 la acquisti prima di tutto per come si guida, per provare quel brivido che soltanto gli oggetti più esclusivi possono trasmettere. C’è qualcosa di primitivo nella forza del suo V4, dai 4.000 ai 9.000 giri e anche oltre (ma davvero servono quegli ultimi 2.000 giri?) spinge con un’energia paragonabile solo alle moderne superbike; eppure, è come se tutto fosse controllato, semplice. Come se si fossero acquisiti degli speciali superpoteri per gestire le altissime velocità.

    LA MOTO IN MANO

    Anche la ciclistica è superlativa. Pur essendo una moto pesante, l’ottima distribuzione dei pesi e la taratura azzeccata delle sospensioni riescono a darti quella fi ducia per guidare come ti pare. Ti senti la moto in mano, da subito. Le sospensioni semi-attive poi riescono nel compito per cui sono state progettate, ovvero allargare il range di versatilità (rigide o morbide quando serve), senza restituire sensazioni artifi ciali.

    L’impressione è di guidare una moto con un cervellone incredibilmente evoluto, capace di “leggere” la strada davanti a sé e darvi esattamente quello che vi serve. Attenzione, non è un modo per dire che la nuova Multi si guida da sola; anzi, il piacere di guida è più che mai al centro dell’esperienza. Ma il fatto di poter contare su una moto morbida e confortevole oppure rigida e sportiva all’occorrenza, è forse il vero valore aggiunto. Prezzo? Per la Multistrada standard si parte da 20.690 euro, per la S ne servono almeno 24.990.

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    Simonetta Avalle, morta ex allenatrice della Roma volley femminile

    “Robbè, damose del tu eh, perché alla pallavolo siamo una grande famiglia”. Ci mise cinque secondi Simonetta a farmi sentire uno, appunto, della grande famiglia della pallavolo italiana. Era una delle mie prime interviste da bordocampista del volley e quando Marco Nosotti, che faceva la telecronaca, mi disse di sentire Simonetta tra un set e l’altro, fu lei a rompere il ghiaccio mettendo me, allora giovane cronista, a mio agio. Oggi, che Simonetta non c’è più, resta un grande vuoto nel cuore della pallavolo italiana e nei cuori di chi l’ha conosciuta. Per lo spessore umano della persona e per aver fatto del volley la sua ragione di vita. Perché Simonetta è stata “la” pallavolo italiana, formando decine di ragazze con la sua esperienza, con i suoi insegnamenti, con le sue parole mai fuori posto. Con dedizione ed altruismo, con fermezza e dolcezza, scoprendo e imparando sempre, prima di insegnare agli altri. Lezioni di vita, prima che di sport. E non è un caso che una delle campionesse da lei forgiate, Manuela Leggeri, avesse alzato al cielo di Berlino, in quell’indimenticabile Mondiale del 2002, la Coppa del Mondo, primo grande trofeo dell’Ital volley femminile, prima dell’oro olimpico di Parigi. Grazie Simonetta, per tutto quanto hai fatto per la pallavolo italiana e grazie per avermi fatto sentire sin dal nostro primo incontro, uno della grande famiglia del volley. Ora regala i tuoi sorrisi ed i tuoi abbracci tra gli angeli della pallavolo, noi qui cercheremo di portare avanti le tue idee, i tuoi progetti, il tuo amore per questo bellissimo sport. LEGGI TUTTO

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    Sinner salta l’Atp Rotterdam: “Il mio corpo ha bisogno di riposo”

    Niente Rotterdam per Jannik Sinner. Poche ore dopo il trionfo a Melbourne, il secondo consecutivo, il n°1 del mondo ha infatti annunciato il forfait per il torneo Atp 500 in programma da lunedì prossimo sul cemento olandese. Sinner aveva trionfato nel 2024 battendo in finale Alex De Minaur. Con l’assenza di Jannik, sale prima testa di serie lo spagnolo Carlos Alcaraz. Niente Rotterdam nemmeno per Grigor Dimitrov: al posto dei due assenti entrano in tabellone Jakub Mensik e Roberto Bautista Agut.  LEGGI TUTTO

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    Sara Piffer, l’appello di Federciclismo dopo l’incidente di Mezzocorona: “Basta tragedie”

    “L’ennesima tragedia della strada che ha coinvolto una ciclista è un problema non solo del nostro sport, ma di civiltà, legato alla cultura del rispetto, all’educazione civica, alla realizzazione di infrastrutture, alla realizzazione di città più a misura d’uomo”. Così il presidente della federciclismo, Cordiano Dagnoni, sulla giovane ciclista Sara Piffer, morta ieri investita da un’auto mentre si stava allenando con il fratello. “Lavoriamo da tempo per migliorare la sicurezza in gara, ambito di nostra competenza – ha aggiunto il n.1 da poco riconfermato alla guida federale -. Abbiamo invece meno strumenti per intervenire quando si parla di sicurezza in allenamento, se non attraverso la continua formazione del personale che accompagna i nostri ragazzi sulle strade. Il problema è soprattutto legato alla realizzazione di infrastrutture in grado di garantire l’uso sicuro della bicicletta. Non esistono segreti, se non quelli di prendere ispirazione da quanto accade nei paesi da questo punto di vista più avanti di noi. Per questo negli scorsi anni la Federazione Ciclistica Italiana, al pari di altre organizzazioni in rappresentanza degli utenti della bicicletta, ha presentato una serie di proposte la maggior parte delle quali sono state disattese. E’ arrivato il momento di dire basta – conclude Dagnoni -. Non avendo avuto riscontro in questi anni, come organismo sportivo non ci resta che appellarci al nostro referente presso il Governo, ovvero il Ministro Abodi, affinché almeno lui riesca dare concretezza alle tante richieste che arrivano dalla società civile per fermare questa continua carneficina”.

    Sara Piffer, 19 anni, è morta venerdì 24 gennaio a soli 19 anni dopo essere stata investita da un’auto mentre era in sella alla sua bicicletta in via Cesare Battisti tra Mezzocorona e Mezzolombardo in Trentino. Ferito in maniera lieve il fratello che si trovava su un’altra bici. Stando alla prima ricostruzione dell’incidente, l’autovettura che ha investito Sara, guidata da un 70enne, stava procedendo dalla direzione opposta e, nel superare un altro veicolo, ha impattato con Piffer che è stata sbalzata a terra restando priva di sensi. Sara Piffer era nata a Trento il 7 ottobre del 2005, era originaria di Palu’ di Giovo e gareggiava per la società Mendelspeck. Sara aveva gareggiato sia su strada che su pista laureandosi nel 2021 vicecampionessa italiana nella Madison. LEGGI TUTTO

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    Harley-Davidson presenta la sua gamma 2025

    Nuove Cruiser 2025

    La rinnovata collezione Cruiser 2025 comprende sei motociclette molto distinte, ognuna infusa di nuove tecnologie, prestazioni elevate e uno stile rinnovato. Ogni modello Cruiser è dotato di un nuovo propulsore Milwaukee-Eight® 117 e di sviluppi tecnologici e utilizza il telaio Harley-Davidson® Softail® con sospensione posteriore mono ammortizzata a scomparsa. La linea Cruiser 2025 comprende i seguenti modelli, ognuno dei quali rappresenta una specifica personalità stilistica, dal nostalgico alle alte prestazioni fino al custom audace: Low Rider® S, Low Rider® ST, Breakout®, Heritage Classic, Fat Boy® e Street Bob®.

    Nuovo modello Street Glide® Ultra 2025

    La strada chiama. Il nuovo modello Street Glide® Ultra eleva l’esperienza del touring a lunga distanza. Questo nuovo modello combina il comfort, la tecnologia, le prestazioni e gli elementi di design introdotti sulla Street Glide 2024 con nuove caratteristiche pensate per supportare viaggi in coppia e di lunga durata per motociclisti alla ricerca di libertà e avventura. Si tratta della moto Grand American Touring di serie più performante offerta da Harley-Davidson.

    Nuovo modello Pan America® 1250 ST 2025

    Il nuovo modello Pan America® 1250 ST è una moto sport adventure dinamica, ideale sia per gli spostamenti quotidiani che per le escursioni più avventurose, diventando un’affidabile compagna nei viaggi del fine settimana. Progettata per attirare i motociclisti pronti a scambiare una moto sportiva o una streetfighter con una moto agile più confortevole e adatta alle lunghe percorrenze, il modello Pan America 1250 ST offre una posizione di guida eretta e dominante, l’erogazione di potenza flessibile del motore Revolution® Max 1250 raffreddato a liquido, una ruota anteriore da 17″ e sospensioni e freni di alta qualità.

    NUOVO modello Sportster® S 2025

    Dotato di sospensioni appena riviste, il modello Harley-Davidson® Sportster® S è progettato per offrire un’esperienza di guida straordinaria basata sull’emozione di scatenare la coppia a richiesta per un’esplosione di spinta e adrenalina. Il suo peso leggero, le caratteristiche tecnologiche e il design audace si rivolgono a motociclisti esperti, nuovi e a coloro che sono pronti a distinguersi dalla massa su una moto che si allontana dai canoni stilistici tradizionali. Le sospensioni anteriori e posteriori appena riviste offrono un aumento del 60% dell’escursione della ruota posteriore senza influire sull’altezza della sella, per migliorare il comfort del pilota su alcuni fondi stradali. Entrambe le sospensioni sono completamente regolabili per compressione/estensione del ritorno e del precarico.

    Nuovi modelli Harley-Davidson® Custom Vehicle Operation™ 2025

    Per la sua 26° edizione annuale, i modelli Harley-Davidson® CVO™ offrono a motociclisti esigenti quattro modelli di moto super premium a produzione limitata. Ognuno di essi rappresenta una dichiarazione audace di potenza e prestigio e incarna il massimo dello stile e del design Harley-Davidson con nuove finiture e dettagli di design per il 2025.

    I modelli CVO™ Street Glide® e CVO™ Road Glide® elevano design, tecnologia e prestazioni per soddisfare le aspettative dei motociclisti “bagger” più esigenti e raffinati.

    Il modello CVO™ Road Glide® ST, ispirato alle moto Screamin’ Eagle® Factory Team Road Glide® che competono per il campionato MotoAmerica® Mission Foods King of the Baggers, combina l’esclusivo motore Milwaukee-Eight® 121 H.O. con una serie di componenti ad alte prestazioni.

    Il modello CVO™ Pan America®, la moto adventure touring (ADV) di punta della gamma, è equipaggiata con una serie di robusti accessori originali Harley-Davidson® Genuine Motor progettati per esaltare ogni viaggio. Il CVO™ Pan America® è pronto a cercare l’avventura su qualsiasi percorso, sia asfaltato che sterrato.

    Harley-Davidson rappresenta la ricerca senza tempo dell’avventura e della libertà per lo spirito. Visita H-D.com per scoprire di più sulla gamma completa di motociclette Harley-Davidson® Grand American Touring, Sport, Adventure Touring, Cruiser e Trike, sulle moto usate certificate Harley-Davidson Certified™, sui ricambi e accessori originali Harley-Davidson® Genuine Motor Parts & Accessories, sull’abbigliamento e gli accessori Harley-Davidson® MotorClothes® e sui servizi finanziari Harley-Davidson Financial Services. 
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    Sara Piffer morta la promessa del ciclismo azzurro investita da un’auto: aveva 19 anni

    La promessa del ciclismo italiano Sara Piffer è morta oggi a soli 19 anni dopo essere stata investita da un’auto mentre era in sella alla sua bicicletta in via Cesare Battisti tra Mezzocorona e Mezzolombardo in Trentino. Ferito in maniera lieve il fratello che si trovava su un’altra bici. Stando alla prima ricostruzione dell’incidente, l’autovettura che ha investito Sara, guidata da un 70enne, stava procedendo dalla direzione opposta e, nel superare un altro veicolo, ha impattato con Piffer che è stata sbalzata a terra restando priva di sensi. Sul posto ambulanza, vigili del fuoco di Mezzocorona, polizia locale della Rotaliana e l’elicottero con il medico d’urgenza. Sara Piffer era nata a Trento il 7 ottobre del 2005, era originaria di Palu’ di Giovo e gareggiava per la società Mendelspeck.

    La carriera
    Aveva iniziato a gareggiare per il Velo Sport Mezzocorona, poi era transitata al Team Lady Zuliani, al Team Willer-Chiara Pierobon, e dallo scorso anno indossava la maglia della societa’ altoatesina di Laives, Team Mendelspeck Ge-Man vincendo il 12 maggio il Gran Premio Citta’ di Corridonia e si era classificata seconda il 21 settembre nella cronoscalata ‘Festa dell’Uva’. Sara aveva gareggiato sia su strada che su pista laureandosi nel 2021 vicecampionessa italiana nella Madison. LEGGI TUTTO