Siamo ai titoli di coda, all’ultimo giro di pallina di questa roulette impazzita che è stata la 112^ edizione del Tour con i suoi ritiri eccellenti, le cadute, le imprese di un giorno, la strabiliante sicurezza con cui Tadej Pogacar si presenterà a Parigi in Maglia gialla per celebrare il suo quarto trionfo nella Grande Boucle e Jonathan Milan la sua prima Maglia verde in carriera, che riporterà in Italia a distanza di 15 anni dalle imprese di Alessandro Petacchi. Si torna alla tradizione dopo la parentesi di Nizza che l’anno scorso aveva sostituito la capitale durante le Olimpiadi della scorsa estate. E non poteva essere altrimenti, nel 50° anniversario dell’arrivo sugli Champs-Élysées e della vittoria finale di Bernard Thévenet, capace di battere il grande Eddy Merckx nel 1975.
‘Passerella’ fino a un certo un punto, perché nei 132,3 km che separeranno Mantes-la-Ville (Yvelines) da Parigi non mancheranno le insidie: cinque Gran Premi della Montagna (tutti di 4^ categoria) e un circuito ‘olimpico’ finale con ben tre passaggi dalla collina di Montmartre e la Basilica del Sacro Cuore che potrebbero compromettere il più classico degli arrivi in volata. Sprint intermedio al km 75,9: Parigi-Haut des Champs-Élysées (al terzo ‘giro’). Dislivello di 1100 metri.
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