Jannik Sinner, Wada fa ricorso sul caso doping: ricostruzione e cosa può succedere

Dopo l’assoluzione dell’ITIA, che non aveva riscontrato colpa e negligenza sul caso della contaminazione da Clostebol, l’agenzia mondiale antidoping ha fatto ricorso al TAS chiedendo per il numero 1 del mondo uno stop che può andare da uno a due anni. La sentenza non dovrebbe arrivare prima del 2025 e nel frattempo Sinner può continuare a giocare. La cronaca di quello che è successo e di quello che può accadere ora

SINNER, IL RICORSO E LA VERITA’: IL COMMENTO DI FEDERICO FERRI

Il ricorso ora c’è, toccherà al TAS, il tribunale arbitrale dello sport emettere una sentenza definitiva sul caso Sinner, positivo al clostebol in due controlli del marzo scorso e assolto dall’ITIA, il tribunale internazionale per le controversie sul tennis, perché esente da colpa o negligenza. La Wada, l’agenzia mondiale antidoping, vuole andare fino in fondo. Lo ha fatto annunciando di aver presentato appello il 26 settembre perché ritiene che la conclusione di nessuna colpa o negligenza del giocatore non sia corretta secondo le norme applicabili al caso. 

La possibile squalifica di 1 o 2 anni

Se avesse ragione la Wada, Sinner potrebbe essere squalificato per un periodo compreso tra uno o due anni. È la pena prevista in caso di contaminazione involontaria con questa sostanza dopante. Due anni se c’è una significativa negligenza di Sinner, si può scendere fino al minimo di un anno se non è significativa. Il codice richiede la massima cautela da parte dei giocatori, anche per quanto riguarda il loro entourage, richiede che non ci sia alcuna consapevolezza di un rischio e di avere fatto il possibile per evitare ogni rischio anche da parte di un membro dello staff. Questo sarà il centro della questione del nuovo procedimento davanti al TAS.

La contaminazione da Clostebol: com’è avvenuta

In primo grado la difesa di Sinner si è avvalsa del parere di tre esperti estremamente qualificati e con ruoli di primo piano nella stessa agenzia antidoping in passato, che hanno ritenuto plausibile che una quantità così piccola di clostebol riscontrata sia stata assunta per contatto involontario. Si tratta di meno di 0,1 milionesimi di grammo per litro. La sostanza era presente sulle mani del fisioterapista Giacomo Naldi che si era curato un taglio a un dito con un farmaco contenente il clostebol. Il passaggio è avvenuto durante i massaggi. Sinner, tra l’altro, soffre di una dermatite che avrebbe facilitato il passaggio della sostanza attraverso lesioni presenti su schiena e piedi del giocatore.

Sinner, risultati non in discussione

In nessun altro controllo prima o dopo i due che hanno dato esito positivo, è stata trovata traccia di clostebol. Il quadro emerso non corrisponde alla volontà di alterare le prestazioni sportive, o anche ad una mancanza di lealtà da parte di Sinner. La Wada questo lo riconosce, e in effetti non ha chiesto di cancellare i risultati acquisiti da Sinner in questi mesi, salvo quanto già stabilito per Indian Wells. Ritiene che non è venuto meno un senso di correttezza e giustizia, per cui i risultati sono validi. Una eventuale squalifica scatterà in futuro, solo dopo il pronunciamento del Tas. La posizione di Sinner nella vicenda rimane solida, l’assoluzione in primo grado è ben argomentata, sarà difficile da attaccare.

Sinner, i tempi per la sentenza

Sinner può continuare a giocare, almeno fino alla sentenza, non è sospeso di fatto se non nell’animo perché dovrà sopportare un’altra attesa, un’altra incertezza sul suo futuro. Ci vorrà tempo, almeno un mese per le deposizioni delle memorie della Wada e della difesa, ci sarà la nomina dei tre arbitri del Tas, e la convocazione dell’udienza. Facile che passi l’inverno e che la parola fine di questa vicenda sia scritta con l’arrivo della primavera.

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