ROMA – Jorge Martin ed Enea Bastianini sono stati tra i protagonisti principali della scorsa stagione di MotoGP, non solo per la loro classe ed esplosività, ma anche (e soprattutto) perché si sono ritrovati a “lottare” per un posto nella Ducati ufficiale, al fianco di Francesco Bagnaia. Alla fine, come ben noto, è stato il riminese a spuntarla, grazie ad una maggiore costanza nei risultati rispetto allo spagnolo, rimasto in Pramac. Nonostante rimanga alla guida di un team privato, comunque, il nativo di Madrid potrà disporre della stessa Desmosedici GP23 del team ufficiale. Sarà ancora lotta alla pari, quindi, come confermato da Paolo Ciabatti in un’intervista a Motorsport.com: “Martin avrà tutto il sostegno necessario da parte di Ducati per essere campione del mondo con Pramac; avrà le stesse possibilità di Enea. L’anno scorso, Pecco si è giocato il titolo ma non siamo mai intervenuti e questo penso sia risultato molto chiaro”. Insomma, Martin avrà tutto il necessario per provare ad entrare nella storia: infatti, sono ormai passati 22 anni dall’ultima volta che un pilota “privato” arrivò a vincere il mondiale: era il 2001, e a raggiungere l’impresa fu un certo Valentino Rossi.
“Se Ducati volesse evitare che ciò succeda, non gli darebbe lo stesso materiale dei team ufficiali, con esattamente lo stesso supporto tecnico”, ha sottolineato Ciabatti. Che ha poi concluso evidenziando le doti dello spagnolo: “Penso che Jorge sarà uno dei piloti che lotteranno per questo titolo. L’anno scorso ha corso con una moto che inizialmente bisognava sviluppare più di ciò che pensavamo. Inoltre, l’introduzione delle Sprint Race darà beneficio alla sua esplosività”.
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