Il Pagellone di Paolo Cozzi – Bruno torna decisivo, Brizard non convince

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I quarti di finale dei Play Off Scudetto partono nel segno delle Big Four, che fanno valere il fattore campo e soprattutto dimostrano ancora una volta quanto sia ampio il divario fra loro e le altre. L’unica squadra che riesce a portare via un set è Cisterna che, dopo essersi presentata a Perugia a ranghi ridotti causa Covid e infortuni, mette in campo una prova maiuscola che fa venire un bel po’ di “strizza” alla squadra di Grbic.

Foto Lega Pallavolo Serie A

E partiamo proprio dalla partita in Umbria, con i padroni di casa che probabilmente hanno caricato molto in settimana visto l’imminente impegno in semifinale di Champions League, ma hanno rischiato di farsi sorprendere da una Top Volley mai doma, ottimamente gestita da Baranowicz ().

Perugia riceve bene e attacca bene, senza essere troppo fallosa, ma rispetto ai suoi standard trova poca fortuna dalla linea dei 9 metri e a muro. Leon () è il solito mattatore in attacco e risulta discreto anche in ricezione, ma al servizio è molto falloso con più del 50% di errori. Bene Anderson (), soprattutto alla luce del fatto che era di ritorno dagli USA, e Solé (), come sempre potente al centro della rete. Discreta la prova di Rychlicki (), ma costellata da troppi errori.

Cisterna riceve peggio degli avversari, attacca con percentuali basse, ma è nell’atteggiamento che trova il suo punto di forza, con Maar, Saadat e Raffaelli ( al trio) che provano fino all’ultima palla a portare la capolista al tie break. Di più l’ottimo coach Soli () non può chiedere alla sua squadra, in una stagione che ha visto la Top Volley perdere subito il suo opposto ed essere perseguitata da infortuni e problemi legati al Covid.

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Rischia nel primo set anche Civitanova, osservata speciale dopo aver mancato l’accesso alle semifinali di Champions. 15 ace danno il senso della forza fisica messa in campo dai marchigiani, con Zaytsev () pressoché perfetto anche in attacco. Perfetta la regia di De Cecco () che fa attaccare i suoi uomini come fossero senza muro per tutta la gara. Bene anche il progressivo recupero di Juantorena () che, dopo il lungo stop per infortunio, ritrova colpi in attacco, anche se appare ancora indietro in ricezione, dove viene bersagliato per tutta la partita.

Monza, alle prese con una sbornia di emozioni (e stanchezza) post conquista della CEV Cup, pur spingendo con battuta e attacco sprofonda in ricezione e a muro. Manca l’apporto di Grozer () e a salvarsi del trio di palla alta è il solo Davyskiba (), apparso ancora “on fire” dopo la strepitosa finale di mercoledì scorso. Reggono i centrali, fatica ancora una volta Dzavoronok () che subisce ben 8 ace.

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Ci si aspettava un match più tirato in quel di Trento, dove Piacenza perde il primo set ai vantaggi e anziché ripartire da li si scioglie come neve al sole. Michieletto () è l’MVP del match, ma mi piace sottolineare la prova di Pinali () che, partito con il freno a mano tirato, ha saputo rimettersi in carreggiata e chiudere con un’ottima prova. Di grande impatto anche la prestazione di Sbertoli (), molto bravo a tenere tutti i suoi 5 attaccanti su percentuali mostruose e ad alternare il gioco al centro della rete con palle veloci in banda.

Piacenza, pur chiudendo con numeri discreti nei vari fondamentali, sbaglia tanto, troppo, e come spesso le accade inizia con un sestetto e poi si perde in una girandola di cambi. Prova a trascinare la squadra Lagumdzija (), ma Rossard (), pur ricevendo bene, non riesce a trovare spazi in attacco. Non convince la regia di Brizard (), che ignora per lunghi tratti del match un Recine () positivo in attacco, ma letteralmente in balia dei battitori trentini per tutto il match.

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Infine, una bella Modena si fa guidare da un Bruno () finalmente tornato sui suoi standard migliori. A trarne beneficio è tutto l’attacco, con Ngapeth () e Leal () che alternano diagonali strettissime a pregevoli mani e fuori in parallela. Bene anche Nimir (), che magari in attacco non spacca la partita, ma lo fa più e più volte dalla linea dei 9 metri, soprattutto dopo due settimane di stop e un infortunio alla mano che ancora gli provoca dolore.

Milano, senza Chinenyeze e con Patry a mezzo servizio, prova ad appoggiarsi a Jaeschke (), ma per il resto in attacco è notte fonda con Ishikawa () in grosse difficoltà sia in ricezione che in attacco e Romanò () che spreca l’occasione e non riesce ad incidere nel match. Con Piano a sua volta sottotono, si salva solo il giovane Mosca (), che in attacco dimostra di saper sfruttare bene tutti i suoi centimetri.


Fonte: http://www.volleynews.it/feed/

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