Le sfide del circuito di Silverstone, dal punto di vista strategico

Il Mondiale di Formula 1 torna in Europa dopo la doppia trasferta in Azerbaigian e Canada per dare il via alla serie dei Gran Premi più classici, iniziando da quello di Silverstone, dove l’avventura di Formula 1 è cominciata 72 anni fa.

Con Ravin Jain, Race Strategist della Scuderia Ferrari, andiamo alla scoperta di quali siano le sfide che propone la pista di Silverstone, dal punto di vista della strategia.

“Il quadro strategico in una gara di Formula 1 a Silverstone è molto complesso – ha detto Jain -. A causa delle caratteristiche della pista, Pirelli porta a Silverstone le tre mescole più dure di cui dispone: C1, C2 e C3. Ciò nonostante ci aspettiamo che, come sempre, il degrado possa giocare un ruolo rilevante nell’economia della corsa determinando il numero di soste che ci saranno domenica. L’ingresso della pit lane è molto particolare, perché permette di saltare le ultime curve limitando molto la perdita di tempo in corsia, e le due zone DRS favoriscono i sorpassi: anche per questo è verosimile attendersi differenti scenari strategici in corsa. A questo bisogna aggiungere l’estate britannica, che spesso propone condizioni meteo capricciose e mutevoli, al punto che non è inconsueto assistere a un alternarsi di sole, pioggia e altri fenomeni atmosferici nel giro dello stesso pomeriggio… Considerato questo quadro complesso, squadre e strateghi devono sempre essere pronti a reagire a quello che gli dei della pioggia possono decidere di scaricare su di noi”.

Il Race Strategist della Ferrari ha poi descritto anche le caratteristiche della pista inglese: “Silverstone è una pista estremamente tecnica e veloce, caratterizzata soprattutto da velocissimi cambi di direzione, come la famosa sequenza Maggotts-Becketts-Chapel, tra le più rapide di tutto il Mondiale. Le tante curve veloci e la mancanza di tratti lenti rendono questa pista molto impegnativa per le gomme e poco stressante per i freni. Il circuito è stato costruito su un terreno piuttosto piatto ma si trova nel mezzo della campagna inglese, ed è quindi molto esposto alle correnti d’aria. Per questo, quando si viene a gareggiare qui, non si può mai sottovalutare il ruolo del vento, che può rendere le vetture più complicate da guidare. Il nuovo asfalto, steso circa tre anni fa, è liscio e caratterizzato da un grip molto elevato che regala ai piloti la piena fiducia per spingere al massimo le proprie vetture”.

Il giovane ingegnere inglese, classe 1994, lavora per un team italiano e vivrà il weekend come la sua gara di casa: “Sono orgoglioso di lavorare per la Scuderia Ferrari, una vera icona del motorsport ma anche una squadra nella quale persone di varie nazionalità lavorano insieme per portare in alto il nome del Cavallino Rampante. Come giovane ingegnere britannico, tornare a Silverstone è sempre speciale visto che è in questo luogo che ho visto dal vivo per la prima volta una vettura di Formula 1, ormai parecchi anni fa. C’è una lunga storia di britannici che hanno lavorato in Ferrari, a cominciare proprio dal primo campione del mondo della Gran Bretagna, Mike Hawthorn, che nel 1958 vinse il titolo proprio con la Scuderia. Per me è un grande onore aggiungere il mio nome a questa lista di piloti e di ingegneri e posso dirvi che sarei molto molto felice di sentire l’inno italiano suonare da sotto al podio, domenica pomeriggio!”.

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