Gp Austria F1: exploit della Haas, Alpine e McLaren a pari punti

Quello visto nella tappa in Austria è un centro gruppo che sorprende sempre di più. Questo perché si è arricchito di ulteriori ingredienti che hanno nutrito il fazzoletto dei contendenti per posizioni di non poco conto. Uno su tutti, la competitività della Haas, che si è inserita con prepotenza nella lotta. Il risultato? Una battaglia serrata che si è scatenata in pista, che ha coinvolto numerosi piloti, tutti a caccia di piazze importanti in ottica campionato.

Al Red Bull Ring abbiamo osservato una Haas in forma smagliante, che sessione dopo sessione ha maturato la certezza di poter costruire un risultato importante. E così è stato, dopo aver sperimentato le buone sensazioni con la loro monoposto, nelle sessioni che contavano i due piloti non si sono mai schiodati dalla top ten. Il team a stelle e strisce si è sempre trovato nelle condizioni di poter lottare per le posizioni più importanti del midfield. Ciò ha dato grande fiducia ai piloti, soprattutto a Mick Schumacher, che dopo i primi punti ottenuti a Silverstone è cresciuto ulteriormente. Il disappunto del tedesco al termine della gara sprint, chiusa appena fuori dai primi otto, da la misura di quanto le sensazioni fossero positive. Disappunto che 24 ore dopo si è trasformato in emozione e soddisfazione, al termine di una gara che ha confermato l’apertura di un nuovo capitolo per la sua stagione e non solo.

In termini di sensazioni, i ragazzi di casa Alpine lasciano Spielberg in maniera simile rispetto a quanto era avvenuto una settimana prima in Gran Bretagna. Perché se da un lato è indubbio che la striscia di risultati utili consecutivi prosegue ormai da sette gare, dall’altro c’è del rammarico per aver lasciato altri punti per strada. Se a Silverstone la sfortuna aveva colpito Esteban Ocon, questa volta ad essere penalizzato dai problemi è stato Fernando Alonso. Lo spagnolo si era qualificato in top ten per il via della sprint race. Gara alla quale però non ha preso nemmeno parte, visto che le fatiche si sono presentate ancor prima del giro di formazione. Alla domenica lo spagnolo è comunque riuscito a concretizzare il buon ritmo espresso dalla sua monoposto, risalendo il gruppo e strappando un punto.

Chi invece non trova spunti per strappare un sorriso è l’Aston Martin. Un weekend faticoso a dir poco per il team inglese, in cui è emerso con prepotenza un gap importante nei confronti di diversi avversari diretti. I piloti hanno dovuto remare non poco, peraltro senza cavarne il ragno dal buco. Dopo i punti ottenuti a Silverstone, per Sebastian Vettel un fine settimana in cui si è trovato a fare i conti anche con situazioni che non sono andate a suo favore. Al sabato si è trovato in ghiaia dopo un contatto con Alexander Albon; destino simile anche alla domenica in seguito ad un avvicendamento con Pierre Gasly.

Continua a diminuire invece la fiducia fra le fila di AlphaTauri, dopo l’ennesimo fine settimana caratterizzato da prestazioni di poco conto. Non sappiamo se quei pochi millesimi che hanno tenuto Pierre Gasly fuori dal Q3 al venerdì avrebbero potuto dare una piega più dolce al suo weekend. Quel che è certo è che il ritmo espresso non era all’altezza dei competitors. Il contatto al via della sprint non ha fatto che aggravare il suo bilancio, compromettendo definitivamente le sue speranze di risalita.

Può tirare qualche sospiro in più la McLaren, che chiude la tappa austriaca con un doppio piazzamento a punti che aiuta il morale di squadra e non solo. Il team inglese ha potuto giovare del format con la doppia gara, visto che il ritmo espresso sul giro secco aveva lasciato presagire scenari peggiori. Al venerdì infatti Daniel Ricciardo era rimasto escluso in Q1, Lando Norris non era andato oltre il quindicesimo tempo. Ciò da misura di quanto Zak Brown e la sua brigata non si possano permettere di sedersi sugli allori, quantomeno però il ritmo che ha permesso ai due piloti di rimontare può essere un punto da cui partire. Punti, che da qui in avanti saranno sempre più rilevanti ai fini del campionato. La graduatoria dei costruttori vede infatti McLaren e Alpine appaiate al quarto posto con 81 lunghezze.

Nel mondiale che esclude Red Bull, Ferrari e Mercedes dall’assegnazione dei punteggi, il gran colpo della Haas si riflette in entrambe le classifiche. Fra i costruttori invece emerge la frenata dell’Alfa Romeo, che perde terreno nei confronti di Alpine e McLaren.

Classifica piloti

  1. Esteban Ocon Alpine 160
  2. Lando Norris McLaren 155
  3. Valtteri Bottas Alfa Romeo 144
  4. Fernando Alonso Alpine 112
  5. Daniel Ricciardo McLaren 71
  6. Kevin Magnussen Haas 71
  7. Pierre Gasly AlphaTauri 70
  8. Sebastian Vettel Aston Martin 68
  9. Lance Stroll Aston Martin 59
  10. Yuki Tsunoda AlphaTauri 50
  11. Mick Schumacher Haas 47
  12. Guanyu Zhou Alfa Romeo 43
  13. Alexander Albon Williams 43
  14. Nicholas Latifi Williams 12
  15. Nico Hulkenberg Aston Martin 8

Classifica costruttori

  1. Alpine 272
  2. McLaren 226
  3. Alfa Romeo 181
  4. Aston Martin 135
  5. AlphaTauri 120
  6. Haas 118
  7. Williams 55

Classifica giri veloci

  1. Lando Norris McLaren 3
  2. Fernando Alonso Alpine 2
  3. Valtteri Bottas Alfa Romeo 1
  4. Mick Schumacher Haas 1
  5. Yuki Tsunoda AlphaTauri 1
  6. Guanyu Zhou Alfa Romeo 1

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