GP Australia F1 2022: 4 temi caldi, dopo la gara di Melbourne

LECLERC COMANDA IN AUSTRALIA E LA FERRARI BALZA, COME UN CANGURO, IN CLASSIFICA. IN MERCEDES, HAMILTON DEVE FARE ATTENZIONE A PRESERVARE IL TRONO. IN CASA ALPINE, ALONSO È UN LEONE INGABBIATO DALLA SFORTUNA, MENTRE LA MCLAREN E RICCIARDO TORNANO A RESPIRARE.

1) IL SALTO DEL CANGURO

Lì dove ha esordito con la Rossa nel 2019, ora comanda. Charles Leclerc, 71 punti in classifica, 34 lunghezze da George Russell, ora secondo nel mondiale.
Dopo due gare combattute, a Melbourne, la vittoria del monegasco non è mai stata messa in discussione. Ci ha provato Verstappen, costretto al ritiro nel corso del giro 39, poi Perez, ma nulla.

Pure la Safety Car, intervenuta due volte nel corso della gara, azzerando i distacchi, non è riuscita a placare la fuga del cavallino.

La Ferrari ha saltellato, per il porpoising, come un canguro all’Albert Park, ma ciò non le ha impedito di decollare e spiccare il volo in pista, ma soprattutto in in classifica.
104 punti nei costruttori, 2 vittorie, 2 pole position, 3 giri veloci e 5 presenze sul podio in sole tre gare. Un tesoretto straordinario per il team di Maranello da custodire gelosamente nel marsupio.
Il fiume di lacrime, versato negli ultimi due anni, scorre via dalle conche scavate sulle pance della F1-75, che sembrano mani pronte ad accogliere la marea d’entusiasmo che inonderà Imola.

2) MERCEDES: “RELIABILITY IS SO IMPORTANT”

L’affidabilità è molto importante”. Così aveva commentato Hamilton, in modo sarcastico, il podio ottenuto in Bahrain, grazie al doppio ritiro dei torelli della Red Bull.

Nulla di più vero. La Mercedes, nettamente inferiore in questa prima fase di campionato a Red Bull e Ferrari, ha sfruttato al meglio i problemi di affidabilità che stanno martoriando il team austriaco e ora si trova al secondo posto sia nella classifica costruttori che in quella piloti, con George Russell.

George, l’erede al trono di Brackley, punta già a detronizzare re Lewis. Il terzo posto in Australia non può far passare sonni sereni al pluricampione del mondo, che probabilmente tiene ancora incorniciata sul comodino la foto di Valtteri Bottas.
Attenzione Lewis, l’affidabilità è una cosa seria.

3) FRENANDO FERNANDO

Solo la sfortuna sta frenando il buon Fernando. In qualifica “ero da pole”, in gara “era il miglior weekend per Alpine”. Dispiace vedere Alonso raccogliere molto meno di quello che meriterebbe. All’Albert Park la sfortuna, i problemi di affidabilità della vettura e una strategia sbagliata da Alpine lo vedono arrivare lontano da Ocon (settimo) e fuori dalla zona punti. Ma il 40enne asturiano ci ha fatto divertire, a Melbourne è apparso in grandissima forma; inspiegabile il mancato pit stop durante la Safety Car, come i troppi problemi di affidabilità che affliggono il team francese.

Nonostante tutto l’Alpine esce da questo week end con una nuova consapevolezza, perché la vettura, a livello di performance, risponde meglio di quelle che erano le premesse dei test pre stagionali e anche il motore sembra vicino alle prestazioni della concorrenza.
Con un pizzico di fortuna in più e con una più accurata lettura strategica ai box, lo spagnolo potrebbe togliersi delle buone soddisfazioni nel corso del mondiale.

4) MCLAREN LEGO

La McLaren, che si è presentata in Australia con una versione Lego della vettura, è riuscita finalmente anche in pista a mettere insieme qualche mattoncino per la classifica costruttori.

Una vettura troppo brutta, quella dei primi due appuntamenti stagionali. Il team inglese, senza particolari acuti, è tornato per lo meno a respirare con il quinto posto di Lando Norris e il sesto di Daniel Ricciardo. Nota positiva proprio l’australiano, che ha chiuso il gran premio praticamente negli scarichi di Norris. Daniel, autore di una gara onesta, ha dato finalmente qualche segno di vita, ma come dichiarato dallo stesso al termine della gara:“c’è ancora tanto lavoro da fare”. Che l’aria di casa, dopo due lunghi anni, possa aver rinvigorito Daniel?

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