Nell’incessante rituale del giro d’opinioni sulla Ferrari del 2022 si inserisce anche una vecchia conoscenza del Cavallino. Si tratta dell’ingegnere inglese Rob Smedley, a Maranello dal 2004 al 2013. Il 48enne ha rilasciato un’intervista per La Gazzetta dello Sport nella quale si è parlato di presente e di passato, suo e della Ferrari. Lo ricordiamo tutti per il suo ruolo come ingegnere di pista di Felipe Massa. Oggi, invece, ricopre il ruolo di consulente tecnico della Formula One Group, con lo scopo di analizzare informazioni su informazioni per migliorare la godibilità di questo sport.
Il suo gruppo di lavoro ha aiutato allo sviluppo delle macchine 2022, soprattutto per quanto riguarda la facilitazione nei sorpassi. Il tutto partendo da alcuni sondaggi tra gli appassionati che hanno evidenziato la volontà di assistere a più duelli in pista. Smedley, poi, si esprime anche in merito al tema porpoising, una questione molto calda al momento:
“E’ un fenomeno più accentuato su alcune macchine e meno su altre, quindi non è un problema che dipende dal regolamento. Noi abbiamo il dovere di trovare una soluzione che prediliga la sicurezza del pilota, considerando che i team tendono a sacrificarla per guadagnare in termini di performance”.
La direzione intrapresa, quindi, è chiara. Dopo alcuni aspetti tecnici, arriva il capitolo Ferrari. Ecco le sue parole a riguardo:
“Sono contento che abbiano sfruttato il cambio di regolamento per tornare al vertice. Hanno la macchina globalmente più veloce. I problemi di affidabilità? Normale se spingi per vincere”.
Poi, ecco un suo parere sia sul team principal Mattia Binotto che su Charles Leclerc:
“Mattia è bravissimo nel gestire gli uomini: è la sua migliore qualità. Ecco perché è perfetto per fare il team principal. Leclerc? Lui, Verstappen ed Hamilton hanno la capacità di essere leader di una squadra ed elevarne il livello. La stessa cosa che riusciva a fare uno come Michael Schumacher. Max e Charles sono fenomenali: Leclerc è amato perché è normale, non è figlio di una famiglia ricca di Montecarlo”.
Infine, l’ultimo ma non meno importante pensiero sulla Ferrari del presente e del prossimo futuro:
“Percepisco la spinta di tutta la squadra per tornare a vincere come ai tempi d’oro”
Breve, ma decisamente incisivo. Le parole di Rob Smedley sono quelle di un uomo d’esperienza, che ha vissuto diverse generazioni di vetture e di persone, di vittorie e di fallimenti. Un giudizio autorevole che non va sottovalutato.
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