F1, Mick Schumacher deve continuare a difendersi come se ogni gara fosse la gara della sua vita

Da due anni troviamo il cognome Schumacher tra i piloti di F1. Mick sta portando avanti quella che è la non facile eredità di papà Michael, sette volte campione del mondo.

Nel mondo delle quattro ruote si fece conoscere con il cognome della madre, Betsch, per non avere i riflettori puntati tutti su di sé. Ma dal 2015 in poi decise di essere rappresentato da quel cognome che porta con sé una pesantezza non indifferente. Si è preso la responsabilità di onorarlo e il costante pensiero di essere continuamente paragonato al padre è stato il motore che lo ha spinto a fare sempre meglio.

Dopo aver vinto i campionati di F3 e F2, nel 2021 approda in F1 al fianco di Nikita Mazepin nel team Haas, per il quale gareggia tutt’oggi con Kevin Magnussen. Si è trovato a dover guidare una macchina non particolarmente competitiva, che lo costringe ad essere quasi sempre tra le ultime posizioni e a lottare per lo più con il proprio compagno di squadra per ottenere qualche piazzamento.

In questi giorni è uno dei “protagonisti” del mercato piloti. Tre sono i posti rimasti ormai liberi, rispettivamente in Alpine, Williams e Haas. Il team principal di quest’ultima scuderia, Günther Steiner, ha lasciato intendere che il rinnovo del pilota tedesco non sia poi così scontato.

Tre i posti liberi, ma troppi piloti che vorrebbero assicurarsi un sedile per la prossima stagione: ed è proprio per questo motivo che il giovane Mick sta dando tutto se stesso per dimostrare di potersi meritare un anno in più nella categoria massima. E non è certo passato inosservato durante l’ultimo Gran Premio disputato a Singapore. Ha colpito molto una comunicazione radio del pilota Mercedes George Russell. Quest’ultimo, alle prese con un duello con il 23enne, si è aperto via radio con il proprio team affermando “Schumacher si sta difendendo come se fosse la gara della sua vita”. Per molti il tono del pilota britannico è risultato abbastanza polemico, quasi a voler sminuire la gara che Schumacher stava costruendo.

In quei giri, con quella battaglia per accaparrare anche solo un punticino, Mick cercava di dare un messaggio forte e chiaro a chi lo guardava. Ogni gara è la gara della vita e tutti i piloti guidano sempre al massimo delle loro capacità per dimostrare di meritarsi la permanenza in questo sport. La determinazione c’è, manca solo un volante per vedere questo ragazzo inseguire il mito del padre.

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