F1, la forza dei nervi distesi nel binomio Ferrari-Leclerc

TORINO – “La potenza è nulla senza controllo” diceva una pubblicità della Pirelli di qualche anno fa. Frase divenuta famosa e, soprattutto, di innegabile verità. In qualifica a Barcellona, la potenza ce l’ha messa la Ferrari; il controllo ce l’ha messo Charles Leclerc. Controllo mentale, soprattutto. Padronanza di nervi, sicurezza nei propri mezzi, ottimismo, giusta dose di spavalderia. Perché in qualifica, a Barcellona, Charles Leclerc ha commesso un errore nel primo tentativo di giro veloce. Non dovrebbe accadere, ma può accadere. E a quel punto bisogna trovare rimedio. Nonostante la pressione psicologica che, in momenti così, diventa quasi insostenibile; nonostante il rischio di aggiungere errore a errore. Invece il monegasco, con la forza che solo i grandi posseggono, ha “pennellato” un giro spettacolare, da ricordare. Potenza, appunto. E controllo.

Punti di forza

Certo, non ci si può più stupire di Charles Leclerc in qualifica. Posto che il monegasco ha la stoffa dei grandi, come tutti i piloti ha dei punti di forza e qualche punto debole (o meno forte…). E non c’è dubbio che il cosiddetto “giro secco” in qualifica sia un suo punto forte. La scommessa, per lui in questa fase della sua carriera, è restare costante e costantemente al vertice anche in gara, così da arrivare al primo, agognato titolo iridato. Ma pensare oggi al Mondiale sarebbe sbagliato, per lui come per la Ferrari. Vincere il Mondiale è correre una maratona, i 100 metri c’entrano poco, sono solo dei passaggi. E (purtroppo per la Ferrari, per Leclerc, i tifosi del Cavallino in Italia e nel mondo) lo si è già visto quest’anno.

Livello stellare

Lo si è visto non per demerito della eccellente F1-75 – efficiente e potente – o di Leclerc o di Carlos Sainz, che nonostante gli errori è sempre andato a podio quando è riuscito a finire le corse. Lo si è visto perché la Red Bull è mostruosamente veloce, soprattutto in condizioni da gara. Ma intanto, proprio aspettando la corsa, è bello sapere che Ferrari cresce e che al volante ci sia un pilota di questa caratura, di questo talento. Poi, poco per volta, quel che deve arrivare arriverà. Siamo a un confronto di livello stellare.

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