TORINO – Dice di non guardarli i numeri. Difficile credergli, nessun fenomeno dello sport non è legato a numeri. Perché, pur non raccontando tutto, disegnano la grandezza di una carriera. Lewis Hamilton domenica a Le Castellet taglierà il traguardo dei 300 GP disputati in Formula 1, un muro superato finora solo da cinque piloti (Kimi Raikkonen 349, Fernando Alonso 344, Rubens Barrichello 322, Michael Schumacher e Jenson Button 306), uno solo in attività (lo spagnolo).
«Non sapevo neppure che questo fosse il mio 300° GP, ma non mi fa nessuna differenza, perché mi sento alla grande» il commento dell’inglese della Mercedes nella conferenza stampa di lancio della corsa francese, penultima prima della sosta estiva. E a chi gli ha chiesto quale consiglio darebbe all’Hamilton del 2007, quello del movimentato e polemico esordio come compagno proprio di Alonso in McMaren (una coppia rissosa che alla fine regalò il titolo alla Ferrari (l’ultimo piloti per la Rossa) di Raikkonen, per ancora 5 gare il capolista dei più presenti: 349 GP), Lewis ha risposto così: «Avrei una conversazione profonda con lui, gli direi di divertirsi e di sfruttare al meglio il tempo, che è così prezioso. Quando sei giovane pensi di vivere in eterno, ma devi stare con chi ti vuole bene, creare ricordi e non stressarti troppo».
Quello che Hamilton ha vissuto questo inverno, attanagliato dai dubbi se continuare dopo il durissimo (da accettare, per lui) finale della scorsa stagione, con Max Verstappen a strappargli nell’ultimo giuro dell’ultimo GP (con un sorpasso agevolato da una safety car e dalla contestata gestione del problema da parte dell’orrore direttore di gara Michael Masi). Sarebbe stato l’ottavo titolo mondiale, uno in più di Michael Schumacher. L’obiettivo che resta nella testa di Hamilton, che a 37 anni “suonati” spera nel rilancio della Mercedes («ogni weekend speriamo di progredire») e di infrangere anche il tabù dei trecentenari (nei GP): nessuno finora, tagliato quel traguardo, è riuscito a vincere una gara. Neppure Schumacher. Quello che ci è arrivato più vicino è stato Raikkonen, 3° un anno fa in Qatar prima di ritirarsi. Unico ad essere riuscito a salire sul podio dopo il 300° GP. E pure quello che ha vinto da più longevo (Usa 2018, al 289° GP). Numeri che Hamilton, dichiarazioni a parte, vuole cambiare.
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