Mancano sempre meno chilometri all’ultima bandiera a scacchi della stagione e nell’ottica di sfide così combattute come quelle del mondiale di centro gruppo, ogni dettaglio può rivelarsi determinante. Se a Città del Messico la situazione nelle posizioni più avanzate si è congelata dopo poche tornate, non si può dire lo stesso delle sfide che hanno coinvolto il resto della griglia.
Sul fronte della lotta per il quarto posto, in Messico ad avere un ruolo determinante è stato Daniel Ricciardo. L’australiano è andato nel verso opposto rispetto al trend della stagione, disputando la sua miglior gara dell’anno. Ha colpito per la costanza che è riuscito a mostrare grazie alla perfetta gestione degli pneumatici. Non possiamo usare lo stesso termine per indicare la sua gara nel complessivo, visto che una sbavatura ha messo fine alla gara di Yuki Tsunoda.
Impressionante però è stata la tenacia messa in pista dopo l’errore, riuscendo ad accumulare un vantaggio tale da neutralizzare la penalità ricevuta. Guardando alla sfida con l’Alpine, sorge quasi spontaneo chiedersi quale sarebbe la situazione attuale se solo avessimo visto un Ricciardo così per tutta la stagione. Ciò anche perché la scuderia transalpina anche nell’ultima tappa ha visto nuove occasioni andare in fumo, proprio come il motore di Fernando Alonso.
Il volto sconcertato dello spagnolo al termine del GP, da misura di quanto l’affidabilità sia un tallone di Achille per la squadra. Senza pensare a quale sarebbe potuto essere il quadro della situazione dal punto di vista di Ricciardo stesso. Un feeling di questo livello lo avrebbe probabilmente tolto dalla scomoda posizione di un pilota che si prepara a salutare il Circus iridato.
Con il fiato sul collo firmato Aston Martin, l’Alfa Romeo lo scorso weekend è restata a galla riuscendo ad estrarre il massimo potenziale su tutti i fronti. Il protagonista è stato Valtteri Bottas che confida di ripetere anche il Brasile un fine settimana da prestazioni di alto livello di sessione in sessione. Ha colpito per quanto sia riuscito a fare da collante fra la monoposto e il tracciato. Un qualcosa a cui non eravamo più abituati, visto che prima del Messico gli ultimi punti collezionati dal finlandese risalivano al round di Montreal.
Anche nel confronto fra Alfa ed Aston non è detta quindi l’ultima parola, visto che oltre ad una classifica che vede soltanto due punti fra le squadre, c’è anche il fattore legato ai dettagli. Lo scorso weekend si è rivelata anonima, ma sulla carta le prestazioni dell’Aston Martin sono più rilevanti di quelle dell’Alfa. D’altro canto però bisogna riconoscere quanto le sbavature siano tutt’altro che un qualcosa di sconosciuto per i ragazzi vestiti di verde. E così, proprio come nella sfida fra Alpine e McLaren, il fatto che la bilancia delle performance penda da una parte potrebbe non bastare. La prontezza nell’approfittare di ogni occasione che si presenta alla porta potrebbe rivelarsi la chiave di volta dei confronti del midfield.
Il fatto che la McLaren abbia colto un’importante occasione lasciata dall’Alpine lo so si può notare anche dalla graduatoria che esclude Red Bull, Ferrari e Mercedes dall’assegnazione dei punteggi.
Fonte: https://www.circusf1.com/2022/11/f1-2022-il-mondiale-di-centro-gruppo-a-due-gare-dal-termine-della-stagione.php
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