Arriva dai media tedeschi una notizia importante sul tema tennis & scommesse. Ieri sera il canale “ZDF Sports” insieme al quotidiano “Welt” hanno riferito che è in corso un’indagine a livello internazionale per spezzare un’intricata rete di match fixing che opera a più livelli, includendo giocatori ed incontri truccati in tornei di primo piano.
Secondo i media, è trapelato che le indagini riguardano più di 135 giocatori in tutto il mondo, e si stanno concentrando in alcuni paesi europei come Belgio, Spagna, Francia e anche negli Stati Uniti. Tra i colpevoli sembra esserci un professionista di primissimo piano, un top 30 con tre titoli ATP vinti in carriera.
Eric Bisschop, vice procuratore generale del Belgio e investigatore coinvolto nell’indagine, ha dichiarato: “Questo caso riguarda una rete mafiosa di scommesse provenienti dall’Armenia, che si è diffusa in sette paesi in Europa con un sistema molto evoluto arrivando a larga scala, fino agli Stati Uniti”. Sembra che la truffa sia organizzata grazie a migliaia di piccole scommesse su match alterati, in modo da rendere più difficile rintracciare le partite manipolate. “Questa mafia è molto strutturata, ha personaggi che sono responsabili della gestione del betting a livello globale, altri che si occupano del gestire i guadagni e lavare i soldi ricavati investendoli in attività varie in tutto il mondo, altri che agiscono direttamente nei tornei entrando in contatto con i giocatori e corrompendoli” ha aggiunto Bisschop.
Gli esperti stimano che nel solo 2018 il giro di denaro illecito provocato da scommesse sportive su eventi truccati sia di 1,6 trilioni di euro, un mercato enorme governato da gruppi mafiosi di molti paesi tra loro connessi. L’inchiesta è ancora in corso e le sentenze saranno ufficializzate nei prossimi mesi. Quest’anno la Tennis Integrity Unit (TIU) ha bandito più di 20 giocatori, uomini e donne.
Andrea Petkovic, tennista tedesca e presentatrice della ZDF, ha dichiarato di conoscere alcuni professionisti che sono stati contattati dai truffatori. La rete dei malavitosi si focalizza in particolare su giocatori e giocatrici dei paesi più poveri, professionisti che non hanno sostegno da parte di sponsor e dalle proprie federazioni, e quindi “hanno difficoltà a sostenersi e viaggiare. La loro attività e sopravvivenza sul tour dipende dalla loro capacità di far soldi, tanto da diventare facili prede”.
Marco Mazzoni
@marcomazz
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