Il veterano schiacciatore bianconero, alla quarta stagione a Perugia, parla da leader: “Lo sport non guarda indietro, quanto fatto in passato nessuno te lo toglie ma non ti aiuta per il dopo. Ora ci aspetta un mese e mezzo di duro lavoro per essere al passo, quando arriveranno, dei nostri compagni che ora sono in nazionale” –
Nella Sir Safety Conad Perugia che ieri ha cominciato il suo percorso di preparazione alla nuova stagione, è il giocatore della rosa più “anziano” (“E per il secondo anno consecutivo”, precisa lui sorridendo).
Lui è naturalmente Dore Della Lunga, schiacciatore di lungo corso arrivato da Falconara, come ogni anno, tirato a lucido per l’inizio della preparazione:
“Sto bene, sto bene”, dice Dore. “Fa caldo dentro al palazzetto, ma in estate ho la fortuna di tenermi in forma giocando un po’ al mare quindi sono abituato a queste temperature”.
“È stato bellissimo e incredibile vedere tutti quei tifosi. Non lo avrei pensato, ma è il segnale che l’entusiasmo è, se possibile, ancora aumentato rispetto agli anni passati. Se penso che ad un allenamento dove non abbiamo fatto nulla c’erano trecento persone, mi immagino quando giocheremo”.
“Per noi che siamo qua a Perugia questa prima parte di lavoro è importantissima e fondamentale. I compagni che ora non ci sono arriveranno pronti e preparati, ma anche stanchi avendo una competizione importante da giocare come il Mondiale. Noi qui invece abbiamo un mese e mezzo prima che arrivino gli altri per metterci al loro pari perché già se sono in nazionale vuol dire che sono più bravi e se poi rimaniamo anche indietro non va bene. Quindi dobbiamo lavorare tanto e fare quello che si può compatibilmente al numero di giocatori che sono ora a disposizione”.
Si chiude con un concetto importante dove Della Lunga dimostra tutta la sua esperienza e le sue doti morali. L’incipit è il taraflex tricolore dell’impianto di Pian di Massiano.
“Questo campo tricolore non è per niente male. È la prima volta che lo vedo dal vivo, è molto figo e sicuramente dà un bel colpo d’occhio. Ma ci si allena come su quell’altro e poi ci tengo a dire una cosa. Questo campo ci ricorda che abbiamo vinto, cosa che ci ricorderemmo lo stesso anche senza. Però da domani è bene dimenticarselo. Lo sport non guarda indietro, quanto fatto in passato nessuno te lo toglie ma non ti aiuta per il dopo, anzi se possibile vincere ti penalizza perché confermarsi è sempre più difficile. Quindi bisogna staccarsi dalla passata stagione perché se continuiamo a parlarne è facile che poi non si combini niente”.
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UFFICIO STAMPA SIR SAFETY CONAD PERUGIA
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