Seat Tarraco, la prova

In viaggio verso i quartieri più alti della produzione automobilistica, la Seat si regala con la Tarraco un Suv di dimensioni superiori a quelle della compatta Arona e dell’ormai conosciuta Ateca. L’obiettivo dichiarato di coprire l’80% dei segmenti del mercato sarà dunque raggiunto a partire dal mese di febbraio con un modello che, come logico, decolla sulla piattaforma MQB a passo lungo del gruppo Volkswagen.

Da tipica Seat, si riconosce per la forma della calandra e per il disegno caratteristico dei fari a led. Una linea dal carattere forte veste un modello che ha nello spazio interno uno dei punti forti. Chi siede dietro sta decisamente comodo, con un bagagliaio che oltretutto ha un volume minimo di 760 litri, che possono aumentare sino a 1920 con l’abbattimento degli schienali posteriori. 

Come optional è disponibile la variante a 7 posti, in listino a 815 euro. Il design della plancia e degli interni è moderno e funzionale, con la strumentazione digitale personalizzabile abbinata a un touchscreen centrale da 8” con tanto di comandi gestuali aggiunti per la prima volta su una Seat. Si nota qualche plastica un po’ dura nelle finiture di bordo, secondo una tendenza comunque comune a molti modelli prodotti all’interno del gruppo. La prima ondata di Tarraco è composta da una formazione di quattro cilindri 1.5 TSI da 150 cavalli a benzina, affiancati dal 2.0 TDI in configurazione da 150 oppure 190 cavalli. Il 70% delle vendite dovrebbe essere per le TDI, con la trazione integrale 4Drive disponibile solo sulle varianti a gasolio e obbligatoriamente in abbinamento con il cambio a doppia frizione DSG a 7 marce.

Su tutte non mancano dispositivi come Front Assist, assistenza pre-crash, sterzo progressivo e in opzione il Dynamic Chassis Control, di fatto le sospensioni a controllo elettronico in opzione a 815 euro. Una prima presa di contatto con la 2.0 TDI da 150 cavalli a trazione integrale ci ha permesso di apprezzare il prevedibile comportamento della Tarraco anche impegnata vicino al limite delle possibilità.

L’ottima precisione dell’avantreno e la discreta, ma non eccessiva, sensibilità al rilascio in curva permettono di disegnare traiettorie precise. L’assetto a controllo elettronico DCC è fortemente raccomandabile, su un modello che è in listino a partire da 39.165 euro, per la preziosa riduzione del rollio in curva. Grazie ai controlli elettronici ci si può inoltre disimpegnare bene pure nel fuoristrada, specialmente con le versioni dotate di quattro ruote motrici.

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