More stories

  • in

    Zanardi e Simoncelli: 23 ottobre di auguri, speranza e ricordo

    ROMA – Il 23 ottobre non può mai essere un giorno banale, per gli amanti degli sport motoristici e non solo: è infatti il giorno del lutto, ma anche della speranza. Il 23 ottobre unisce indelebilmente due campioni italiani: 11 anni fa, infatti, Marco Simoncelli è rimasto vittima del tragico incidente che a Sepang lo ha strappato alla vita durante la gara di MotoGP. La stessa Malesia che proprio oggi ha di nuovo accolto il Motomondiale, stavolta con il sorriso degli italiani per la vittoria che avvicina Francesco Bagnaia al titolo iridato, ma anche la malinconia nel pensare alla carriera che avrebbe potuto fare SuperSic, che di talento ne aveva a pacchi.
    Ma questo velo di tristezza viene in un certo senso bilanciato dall’uomo Alex Zanardi e da ciò che rappresenta: campione, lui, delle quattro ruote, segnato irrimedibilmente dal primo incidente che nel 2001 lo hanno costretto all’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Ma Alex è coriaceo, e se non può utilizzare le gambe si reinventa nell’handbike, dove colleziona successi su successi. Nel 2020, l’ennesima mazzata, l’impatto violentissimo con un camion dopo una sbandata nel corso di una gara di beneficienza. Zanardi non molla ancora, e, tra il tempo passato attaccato ai macchinari a casa, l’incendio, e il nuovo ricovero in ospedale, il mese scorso è tornato nuovamente a casa in condizioni definite stabili per proseguire la riabilitazione. Oggi Alex compie 56 anni, e l’augurio di tutti è di poterlo rivedere e riabbracciare al meglio.

    Valentino Rossi e Mattia Pasini ricordano Simoncelli
    Nella beffarda casualità che, come ricordato, ha fatto coincidere il ricordo della morte di Marco Simoncelli con la gara in Malesia, tra i tanti, anche Valentino Rossi e Mattia Pasini hanno voluto rivolgere un saluto al compianto pilota. Il primo ha postato una foto di loro due in un abbraccio mentre festeggiavano il mondiale numero 8 del Dottore, quello del 2008. Nessuna parola, solo la melodia di “Wish you were here” dei Pink Floyd. “Uno di quei giorni che ogni anno vorresti saltare a piedi pari! Già 11 anni senza di te, ma nemmeno un giorno senza averti con me! Ciao Marco”, il post pubblicato su Instagram da Pasini.  LEGGI TUTTO

  • in

    Simoncelli immortale: 14 anni fa il titolo in 250

    ROMA – Sono passati ben 14 anni da quando Marco Simoncelli conquistò il titolo in 250. Il “Sic” rimane una di quelle figure mitiche, capace di scrivere pagine indimenticabili del motociclismo. Una di queste porta la data del 19 ottobre 2008: sono passati infatti 14 anni esatti da quando “Super Sic” vinse il suo primo e unico Mondiale, quello della 250 nel 2008. Una stagione magica, la sua, fatta di sei vittorie che lo portarono sul tetto del mondo della categoria della quarto di litro, anticamera per la MotoGP.
    Simoncelli e quel titolo mitico
    Con quel terzo posto di Sepang Marco si laureava campione del mondo 250 con una gara d’anticipo, davanti ad Alvaro Bautista, entrando fra i big delle due ruote e iniziando a scrivere la propria storia fatta di successi e condita da una guida sempre al limite. Un segno del destino quella vittoria, ottenuta sulla pista dove, qualche anno dopo, avrebbe perso la vita in un terribile incidente in pista, la stessa sulla quale un altro italiano, Francesco Bagnaia, potrebbe festeggiare il suo primo titolo mondiale, stavolta in MotoGP, compiendo la stessa grande impresa – seppur in uan categoria diversa – che rese immortale Simoncelli. LEGGI TUTTO

  • in

    Simoncelli e il Mondiale 250 vinto 14 anni fa: un trionfo indimenticabile

    ROMA – Marco Simoncelli rimane una di quelle figure mitiche, capace di scrivere pagine indimenticabili del motociclismo. Una di queste porta la data del 19 ottobre 2008: sono passati infatti 14 anni esatti da quando “Super Sic” vinse il suo primo e unico Mondiale, quello della 250 nel 2008. Una stagione magica, la sua, fatta di sei vittorie che lo portarono sul tetto del mondo della categoria della quarto di litro, anticamera per la MotoGP.
    Simoncelli nella storia
    Con quel terzo posto di Sepang Marco si laureava campione del mondo 250 con una gara d’anticipo, davanti ad Alvaro Bautista, entrando fra i big delle due ruote e iniziando a scrivere la propria storia fatta di successi e condita da una guida sempre al limite. Un segno del destino quella vittoria, ottenuta sulla pista dove, qualche anno dopo, avrebbe perso la vita in un terribile incidente in pista, la stessa sulla quale un altro italiano, Francesco Bagnaia, potrebbe festeggiare il suo primo titolo mondiale, stavolta in MotoGP chiudendo così il cerchio. LEGGI TUTTO

  • in

    Rivoluzione Minimoto, la favola visionaria di Vittoriano Orazi

    MISANO – Qui dove tutto ha avuto inizio. Per Valentino Rossi come per Andrea Dovizioso. E mille e mille altri. Motor Land, la terra dei sogni a motore. Cattolica, Misano, Tavullia: il triangolo delle due ruote, declinate in tutti i modi. E altezze finanche, fino al sogno della MotoGP, che oggi celebra il 13° atto del Motomondiale. Per arrivarci, però, Pecco Bagnaia e tutti gli altri sono passati e cresciuti partendo da quello che possiamo chiamare la “materna” delle due ruote, un’intuizione nata da Vittoriano Orazi, il visionario e fondatore della Vittorazi Motors a metà degli Anni’80, quando erano ancora sconosciute nel resto del mondo, portò una minimoto giapponese in Italia e ne avviò la produzione, cambiando il destino di una generazione di motociclisti. E del Made in Italy delle due ruote.
    Vale e Dovi, ma anche Marco Melandri e Marco Simoncelli… tutti hanno vissuto la loro prima esperienza sulle due ruote proprio sulle minimoto. Una storia italiana raccontata in “Minimoto Revolution – La Genesi dei campioni”, un docufilm voluto dall’azienda leader mondiale nel settore dei motori per paramotore e prodotto da “Respiro Produzioni” per la regia di Manuele Mandolesi, che tutti gli appassionati potranno vedere stasera (appuntamento alle 21,15) su Sky Documentaries, nonché in streaming su Now.
    Il documentario non descrive solo la nascita di un gioiellino con telaio a traliccio di tubi, motore a due tempi derivato da una motosega, impianto frenante solo al posteriore e zero sospensioni (la prima minimoto marcata Vittorazi), ma racconta la sua esplosione con piloti, pubblico, tifosi. Un campionato insomma. Quello che Vittoriano Orazi inventa iniziando a riempire con balle di fieno le piazze e i parcheggi di diverse regioni d’Italia, fino a creare a Cattolica la prima pista dedicata alle minimoto. Nasce un club di 5.000 adepti e una generazione di ragazzi che scalerà le vette del motociclismo mondiale.
    Interviste esclusive e filmati inediti dell’epoca ci portano dentro al clima magico di quegli anni. Sfide all’ultima curva in piste improvvisate, intere famiglie che giungono in camper da tutta Italia. Oltre alle interviste il film vive delle scene “live” che raccontano la vita dei protagonisti di quella irripetibile stagione: le famiglie Pasini e Simoncelli, ma anche Orazi e Orioli, Melandri e Rossi, Manuel Poggiali e Mauro Sanchini, Loris Reggiani. E tanti altri. La nostra storia delle due ruote. LEGGI TUTTO

  • in

    Valentino Rossi: “La morte di Simoncelli fu uno shock”

    ROMA – “Sono trascorsi 10 anni, eppure mi sembra che sia successo ieri”. È un Valentino Rossi con il cuore in mano quello che, in un’intervista concessa al giornalista americano Graham Bensinguer, parla della morte di Marco Simoncelli. Il pilota italiano fu vittima in un grave incidente a Sepang, il 23 ottobre 2011, dove fu coinvolto anche lo stesso Rossi che ricorda: “È stato uno shock perché c’ero anch’io. Fu devastante. Quando ho visto le immagini ho pensato al disastro e dopo un’ora e mezza ci hanno detto che era morto”. Allora Valentino Rossi correva per la Ducati e ripercorre quegli attimi dopo l’annuncio della perdita del “Sic”, che ieri avrebbe compiuto 35 anni: “Sono rimasto in silenzio per un’ora circa, piangevo solamente non sapendo cosa dire”.
    Sul futuro
    Due anni dopo la morte di Simoncelli, Rossi accolse sotto la propria ala Franco Morbidelli, che aveva da poco perso suo padre. Ma da un grande dolore è nata anche una grande avventura: “Volevo solo aiutare Morbidelli e mio fratello Luca Marini. L’Academy – ha spiegato il Dottore – è nata così: all’inizio era solo per divertirsi. Poi abbiamo iniziato a raccogliere risultati incredibili e l’anno prossimo avremo quattro piloti in MotoGp”. Soddisfazioni anche nella vita personale di Valentino Rossi, che diventerà papà in primavera: “Se fosse stato un maschio, avrebbe subito pressioni affinché salisse in sella. Ma sarà una bambina e quindi potrà fare quello che desidera”. Il nove volte campione del mondo però vuole il fiocco azzurro: “Vediamo come andranno le cose, poi ci piacerebbe avere un maschio”.  LEGGI TUTTO

  • in

    Valentino Rossi sul Sic: “Fu uno schock, piansi a dirotto”

    ROMA – Nello studio del giornalista americano Graham Bensinguer, Valentino Rossi rievoca la tragedia che costò la vita a Marco Simoncelli: “Sono trascorsi 10 anni, eppure mi sembra che sia successo ieri”. Il pilota italiano fu infatti vittima in un grave incidente a Sepang, il 23 ottobre 2011, dove fu coinvolto anche lo stesso Rossi che ricorda: “È stato uno shock perché c’ero anch’io. Fu devastante. Quando ho visto le immagini ho pensato al disastro e dopo un’ora e mezza ci hanno detto che era morto”. Allora Valentino Rossi correva per la Ducati e ripercorre quegli attimi dopo l’annuncio della perdita del “Sic”, che ieri avrebbe compiuto 35 anni: “Sono rimasto in silenzio per un’ora circa, piangevo solamente non sapendo cosa dire”.
    Morbidelli e l’Academy
    Due anni dopo la morte di Simoncelli, Rossi accolse sotto la propria ala Franco Morbidelli, che aveva da poco perso suo padre. Ma da un grande dolore è nata anche una grande avventura: “Volevo solo aiutare Morbidelli e mio fratello Luca Marini. L’Academy – ha spiegato il Dottore – è nata così: all’inizio era solo per divertirsi. Poi abbiamo iniziato a raccogliere risultati incredibili e l’anno prossimo avremo quattro piloti in MotoGp”. Anche sul fronte della vita privata Valentino Rossi sorride, visto che in primaverà diventerà papà: “Se fosse stato un maschio, avrebbe subito pressioni affinché salisse in sella. Ma sarà una bambina e quindi potrà fare quello che desidera”. Dopo il fiocco rosa però ce ne sarà anche uno azzurro? Rossi risponde: “Vediamo come andranno le cose, poi ci piacerebbe avere un maschio”.  LEGGI TUTTO

  • in

    In coma dopo l'incidente, al risveglio rivela: “Mi è apparso Marco Simoncelli”

    Di storie simili se ne sentono poche, e proprio il fatto di non essere inflazionate le rende quasi preziose, a prescindere dal fatto che uno ci possa credere o meno. Perché è una vicenda che ha dell’incredibile, quella capitata a Marco Sias, un ragazzo di soli 20 anni di Iglesias, in Sardegna, che, operato lo scorso novembre alla testa per emorragie cerebrali causate da un gravissimo incidente in monopattino, ha passato un mese nell’inferno del coma, e che al suo risveglio ha poi ha rivelato l’inimmaginabile: “Mi è apparso Simoncelli e mi ha detto di non preoccuparmi, perché stavo bene e mi sarei risvegliato”.
    “Ecco cosa mi ha detto il SIC”
    All’Unione Sarda Marco ha raccontato la sua esperienza: “Ho fatto delle ricerche sulla moto che ho visto mentre ero incosciente e ho riconosciuto il mezzo, il numero e il viso del ragazzo che mi ha parlato, era Marco Simoncelli. Sono rimasto molto colpito perché non sapevo chi fosse, non seguo lo sport e non avevo mai sentito parlare di lui. Mi ha detto che stavo bene e di non preoccuparmi, perché mi sarei risvegliato”.
    Lo aveva descritto come un ragazzo dai capelli ricci biondi, un cerotto sul setto nasale e una moto con il numero 58. Tutto torna, tutto tranne Sic, anche se racconti come questi fanno ben sperare che ci sia davvero qualcosa oltre il buio. Marco Sias ce l’ha fatta, si è risvegliato per continuare a vivere la lunga vita che un ragazzo di soli 20 anni ha davanti, e l’ha fatto tornando con una bellissima storia da raccontare.
    MotoGp, un film per Marco Simoncelli LEGGI TUTTO

  • in

    MotoGp, Rossi: “A volte sogno Marco Simoncelli, ci penso tanto”

    MISANO ADRIATICO – Prosegue lo speciale weekend di Valentino Rossi a Misano. Domani il ‘Dottore’ saluterà i propri fan nella sua ultima gara in Italia. Proprio sulla pista dedicata a Marco Simoncelli, per il quale il pesarese ha speso parole importanti nel decennale della sua scomparsa: “Bellissima l’idea di piantare una quercia sulla pista di Misano per il Sic, quell’albero ricorda i capelli di Marco, è un bellissimo simbolo. Sono passati dieci anni, ma a me sembra come se avessi visto il Sic per l’ultima volta due mesi fa. A volte lo sogno, a volte ci penso tanto ed è una sensazione davvero bella”, le sue parole. 
    Sulle sensazioni in pista
    “È stato molto difficile perché le condizioni erano pessime e molto dure per noi – spiega invece su quanto avvenuto in pista a Misano nella giornata di sabato -. Non avevo un buon feeling con la moto e con le gomme, ero abbastanza lento. La posizione è brutta per la gara, ma le previsioni per domani sono buone e avremo una gara asciutta. Spero che sia così perché se abbiamo condizioni normali, dove è completamente asciutto, allora penso che possiamo essere competitivi. Questo fine settimana è molto emozionante per me. Un normale weekend a Misano è comunque emozionante, ma in questa situazione lo diventa ancora di più. Inoltre è difficile perché ci sono un sacco di cose da fare e un sacco di richieste. Penso che sarà molto emozionante domani dopo la gara, quando avrò la possibilità di dire “ciao” ai tifosi. Però mi sento bene“. LEGGI TUTTO