More stories

  • in

    Djokovic giocherà l’ATP 500 di Astana

    Novak Djokovic

    La notizia circolava da qualche giorno, ma adesso è ufficiale. Novak Djokovic prenderà parte all’ATP 500 di Astana in Kazakhstan (nella capitale Nur Sultan), al via il prossimo 3 ottobre. Nella stessa settimana si giocherà anche un 500 in Giappone, a Tokyo. A comunicare la presenza del campione serbo lo stesso torneo attraverso i propri canali social.

    It’s going to be a pleasure to see you in Astana, @DjokerNole
    Новак Джокович по специальному приглашению президента федерации тенниса Казахстана Булата Утемуратова выступит на турнире #AstanaOpen! pic.twitter.com/p4SDSQqzNJ
    — Astana Open • Kazakhstan Tennis Federation (@ktf_kz) September 23, 2022

    Il torneo kazako, dotato di un montepremi di oltre 2 milioni di dollari, avrà come stelle anche Tsitsipas, Hurkacz, Monfils, Khachanov e sopratutto il nuovo n.1 del ranking Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. LEGGI TUTTO

  • in

    Paris-Bercy: confermata la presenza di Berrettini, Alcaraz e Djokovic

    Novak Djokovic

    Mancano ancora diverse settimane all’ultimo ATP Masters 1000 in stagione, quello di Paris-Bercy, ma intanto il canale social ufficiale del torneo annuncia la presenza di tre big all’edizione di quest’anno: Matteo Berrettini, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic.
    Il classico appuntamento indoor della capitale francese potrebbe essere decisivo in ottica ATP Finals, visti i 1000 punti in palio.

    🔜📍 PARIS
    🎟️ https://t.co/M6nMxgM9ui #RolexParisMasters pic.twitter.com/ScAuppxvFi
    — ROLEX PARIS MASTERS (@RolexPMasters) September 15, 2022 LEGGI TUTTO

  • in

    Lo zio di Djokovic “allunga” la carriera al nipote

    Novak Djokovic, campione a Wimbledon 2022

    Chi immagina solo altri 2-3 anni di carriera per l’ex n.1 Novak Djokovic si sbaglia di grosso. A dirlo è lo zio del campionissimo serbo, Goran Djokovic, nel corso di intervista rilasciata al media nazionale The Pavlovic Today, nel quale ha parlato dei propri vini, alla presenza del nipote.
    Questa la sibillina dichiarazione dello zio: “Se Novak è in procinto di ritirarsi? Quello che gli è capitato quest’anno, soprattutto a gennaio in Australia, gli ha allungato la carriera. Invece di smettere fra tre o quattro anni, ha avuto molto più tempo a disposizione per riposare e curare il suo corpo. Potrebbe giocare per altri cinque o sei anni ancora”.
    Dopo l’assenza a US Open per i noti problemi di visto per i non vaccinati negli Stati Uniti, e quindi aver saltato la Davis per il matrimonio del fratello minore, Novak è atteso al rientro in campo alla Laver Cup a Londra. LEGGI TUTTO

  • in

    Sorteggio Roland Garros maschile: ottimo per Sinner, con i favoriti tutti nella parta alta

    Jannik Sinner

    Provare a giocare uno Slam partendo dal sorteggio ipotizzando vittorie e sconfitte sino alla finale è uno degli passatempi più noti per gli appassionati di tennis. Un vecchio adagio afferma che “non ci sono sorteggi facili”, o che “i sorteggi vanno presi con le molle”. Verissimo. Altrimenti che divertimento ci sarebbe se tutto filasse sempre liscio, con i favoriti che avanzano spediti verso i match decisivi. Nel tennis la faccenda è spesso più complicata. Per fortuna. Di sicuro il draw maschile sorteggiato a Parigi ieri è stato sorprendente e molto particolare.
    Partendo da casa azzurri, inutile negare che Jannik Sinner e Lorenzo Musetti siano davvero i due lati della medaglia. Sfortunatissimo “Muso”, un percorso potenzialmente allettante per “Jan”. Non facile, ma allettante si per l’altoatesino. Nel suo slot c’è Basilashvili, tennista potente e assai adatto a giocare su terra battuta, ma è un tennista che tira forte e non ha grandi variazioni, esattamente il tipo di giocatore sul quale Sinner può entrare e scatenare la sua progressione. Poi dalla sua parte c’è Rublev, tennista contro il quale ha già dimostrato di poter fare molto bene, e Medvedev, che a Parigi probabilmente farà poco più di una scampagnata, troppo indietro di condizione e mai amante di questi campi. Tanto che alla fine i tennisti più pericolosi sulla strada di Sinner potrebbero essere Carreno e un Kecmanovic in netta ascesa. Tirando le somme, per Sinner aver evitato incroci pericolosissimi con Nadal, Djokovic, Alacarz e Tsitsipas è già un bel passo avanti.
    L’altra faccia della medaglia è il “povero” Musetti, a cui è andata malissimo. Come sopra: da evitare c’erano assolutamente Nadal, Djokovic, Alacarz e Tsitsipas… e chi trova il toscano? Il finalista di Roma, di Parigi dello scorso anno e due volte vincitore a Monte Carlo. Davvero uno di quelli da evitare. Musetti l’anno scorso fece paura a Djokovic, ma quest’anno arriva a Parigi appena recuperato da un problema fisico e senza match sulle gambe. Era auspicabile non un primo turno facile ma almeno uno giocabile. È andata davvero male.
    Cecchinato se la giocherà contro lo specialista Andujar, match in cui parte sfavorito, mentre Sonego può sperare in un buon ingresso nel torneo contro Gojowczyk, uno che sul rosso non è al top. Ma tutto dipende dalla fiducia e condizione del piemontese. Fognini è nella parte alta, dopo Popyrin (non facilissimo come esordio) potrebbe trovare Van de zandschulp, tennista caldo nelle ultime settimane, e poi eventualmente Nadal. Non proprio la posizione di tabellone che sogni prima dell’avvio insomma.
    A livello generale, impossibile non notare un terribile squilibrio tra parte alta e parte bassa. Tutti i grandi favoriti sono di sopra! Incredibile come Djokovic – Nadal potrebbe essere un quarto di finale, memorie del 2015, quando il serbo distrusse lo spagnolo (non al massimo) proprio nei quarti, non riuscendo però ad alzare la coppa, stoppato in finale da un monumentale Wawrinka. Di sopra anche Alcaraz, che potrebbe ritrovare nei quarti Zverev. Ma di mine vaganti ce ne sono eccome, da Korda a Norrie, passando per Davidovich Fokina. Anche nel primo settore del tabellone troviamo giocatori di primissimo livello: Dimitrov, Schwartzman, Krajinovic e soprattutto Auger-Aliassime, che a Roma ha convinto con tennis molto interessante anche su terra battuta. Come sopra: la parte alta è la più qualificata, nettamente. Nadal? Dipende da come starà. Djokovic? è tornato in grande forma, può difendere il titolo dell’anno scorso, potrebbe essere un quarto infuocato con Nadal. Alcaraz? È atteso a conferme 3 su 5, ma sembra già pronto a volare in semifinale contro il vincente della super-sfida.
    I tabelloni devono essere presi con le molle, ma la sensazione è che il vincitore uscirà dalla parte alta, e che Sinner abbia un’occasione ghiotta per entrare bene nel torneo, crescere di forma e volare nella seconda settimana.
    Mario Cecchi LEGGI TUTTO

  • in

    Torna il super classico “Djokovic vs. Murray” a Madrid

    Andy Murray, classe ’87

    A volte…ritornano. Il super classico Novak Djokovic vs. Andy Murray torna domani al Masters 1000 di Madrid. È dal torneo di Doha 2017 che in un tabellone del tour ATP non si incrociavano i due campioni, quasi coetanei, protagonisti di mille battaglie. 36 sono stati i confronti diretti tra i due classe ’87, con Novak in netto vantaggio con 25 vittorie a 11. Pesano soprattutto quelle negli Slam, come le 4 finali vinte dal serbo agli Australian Open sullo scozzese. Murray ha sconfitto Djokovic nella finale del Masters 2016 (quando Andy riuscì a chiudere l’annata dal n.1) e soprattutto in quella di Wimbledon 2013 e US Open 2012, le uniche due occasioni in cui Andy ha battuto Nole in finale di uno Slam.
    Ne è passata di acqua sotto ai ponti da quel torneo di Doha 2017… Andy veniva da una cavalcata pazzesca nella seconda metà del 2016, che lo portò in cima al mondo tennistico, ma che pagò terribilmente con un logorio che l’ha pure portato sotto ai ferri, con una protesi all’anca e un recupero difficilissimo, quasi miracoloso. Djokovic attraversò anni non facili dopo quella vittoria su Murray negli Emirati, per poi rinascere, tornare n.1, scrivere record assoluti issandosi a migliore della sua generazione e tra i più forti di ogni epoca.
    I due grandi campioni hanno scritto pagine memorabili, battaglie feroci in cui la maggior durezza e completezza tecnica del serbo hanno prevalso nella maggior parte dei casi, ma sempre dopo match assai sofferti, lottati. Non sempre “belli” dal mero punto di vista estetico, ma di una intensità e agonismo di altissimo livello.
    Cosa aspettarsi da questo prossimo incontro di Madrid? Le parole di Andy, dichiarate a caldo dopo aver disposto del “solito” evanescente Shapovalov, sono tanto brutali quanto veritiere: “In teoria non dovrei avere alcuna possibilità. Lui è il numero 1 al mondo e io sto giocando con una protesi metallica all’anca, quindi non dovrei avere una chance. È una grande opportunità per me di vedere a che punto è il mio gioco e di poter giocare di nuovo contro di lui”. Secco e diretto, in puro “Rusty-style”. Continua Murray: “Abbiamo avuto così tante grandi battaglie nel corso degli anni in alcuni dei più grandi tornei del mondo. Abbiamo giocato in finale in tutti e quattro i Grandi Slam, abbiamo giocato anche qui in finale, e non ho avuto questa opportunità giocare contro di lui per molto tempo, non sapevo se avrei mai avuto di nuovo questa possibilità. Scenderò in campo per divertirmi, avrò un atteggiamento fantastico in partita, darò il massimo e vedrò a che punto sono”.
    Anche Djokovic si è detto felice di poter sfidare di nuovo Murray: “Ho visto alcune sue partite di recente. L’ho visto contro Dominic l’altro giorno e si è mosso bene, giocando sempre meglio. È fantastico poterlo vedere perché è una risorsa importante per il nostro sport. Ha fatto la storia vincendo diversi tornei dello Slam e diventando numero uno. È fantastico vederlo competere di nuovo ed è impressionante vederlo giocare a un livello così alto considerando il suo intervento chirurgico e tutto ciò che ha passato negli ultimi anni. Il suo spirito combattivo e la sua resilienza sono stimolanti”.
    Cosa aspettarsi da questa partita? Molto probabilmente una vittoria comoda di Djokovic, ma Murray di sicuro ci proverà, e magari giocherà molto offensivo, con tante palle tagliate e qualche discesa a rete. Sarà un piccolo revival di un’epoca d’oro, per il 37esimo episodio di una rivalità che ha segnato in modo indelebile il nostro sport.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

  • in

    Masters 1000 Monte Carlo: brutta sconfitta per Djokovic al rientro, cede a Davidovich Fokina in tre set

    Djokovic subito out nel Principato

    Rientro da incubo per Novak Djokovic a Monte Carlo. Il n.1 del mondo è stato incredibilmente sconfitto dallo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina in tre set, 6-3 6-7 6-1 lo score della partita. Djokovic ha pagato a caro prezzo la lunghissima assenza dai tornei: era fermo dallo scorso febbraio quando perse nei quarti a Dubai da Vesely. Per le sue “note” posizioni anti vaccino, ha saltato la trasferta americana e si è presentato nel Principato con una condizione fisica buona ma tennisticamente assai incerta. Troppi gli errori, alcuni incredibili (anche a campo aperto a due passi dalla rete), poca intensità, pochissima fiducia e feeling con il campo e con lo scambio. Un Davidovich Fokina molto aggressivo e propositivo l’ha sconfitto pressandolo dall’inizio alla fine.
    Nella bagarre del secondo set, grave per Djokovic l’aver servito per vincere il secondo set sul 5-4, ma ha commesso errori, mentre l’iberico ha spinto con grande coraggio andando oltre le proprie insicurezze. Si è salvato al tibreak Novak, ma poi nel terzo non c’è stata partita, subito sotto e mai realmente competitivo. Dal terzo parziale è apparso anche in difficoltà fisica il n.1, incapace di contenere la spinta forsennata del rivale, commettendo tanti errori in tutte le fasi di gioco.Una sconfitta che complica ancor più la stagione di “Nole”. È evidente il suo bisogno di giocare partite per ritrovare una buona condizione. Non potrà farlo in questo torneo, non sappiamo quanti altri riuscirà a giocarne.

    Nel primo set Djokovic salva subito due palle break nel primissimo gioco e cede il servizio nel terzo, troppe le incertezze e grande la spinta di ADF. Subisce un doppio break Novak, per l’1-4, ma si riprende un game in risposta portandosi 2-4 (male Davidovich, anche un doppio fallo). Chiude 6-3 l’iberico al nono gioco, con il terzo break del set, contro un Djokovic davvero sbiadito e falloso anche in scambi normalissimi, quelli che di solito gioca col pilota automatico.
    Il secondo set è un ottovolante continuo. Djokovic va sotto 0-30, non riesce a strappare il contro break nel terzo gioco non sfruttando nessuna delle 5 palle break ottenute, con lo spagnolo divorato dalla tensione. Quindi una serie di break e contro break, con un gioco disastroso di Davidovich nel nono game (3 doppi falli!), che manda a servire per il set l’esperto rivale. Novak però non riesce a giocare il suo miglior tennis. È titubante, sbaglia e si fa aggredire invece di imporre la propria classe, presenza ed esperienza. Si va al tiebreak, il film del match sembra non cambiare. Davidovich scatta veloce, si porta avanti 3-1. Djokovic si riporta sotto, fino al 5 pari. Lungo scambio, il braccio di Alejandro si irrigidisce e stecca col diritto. 6-5 e Set Point Djokovic, in risposta. Arriva un punto rocambolesco, lo chiude il n.1 con un comodo passante di diritto. 7-6 Djokovic, si va al terzo.
    Quando la partita sembra girata dalla parte del serbo, Novak invece crolla, come tennis e come fisico (e testa). Inizia malissimo il terzo set, cedendo subito il game di servizio (con un doppio fallo). L’iberico non si fa pregare; ricomincia a spingere a tutta, va vicino a strappare il doppio break (non trasforma ben 3 palle break) e poi è bravissimo a cancellare la palla del contro break a Djokovic, portandosi 3-1. La partita del n.1 si chiude di fatto sulla chance non trasformata. Crolla nella spinta, errori, mentre il martellamento di Davidovich Fokina è pressante, come nel primo set. Novak cede a 30 il quinto game, finendo sotto 1-4, e poi perde anche l’ultimo turno di servizio alla seconda palla match. Una vittoria assolutamente meritata per Alejandro, bravo a spingere e prendersi grandi rischi per tutto il match, trovando picchi di rendimento molto alti (e pure alcune giocate da vero funambolo). Pessima invece la prestazione di Djokovic, lontanissimo dai giorni migliori. Giocando così poco, come la ritroverà?
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

  • in

    Daniil Medvedev, n.1 …ma riuscirà a dominare?

    Daniil Medvedev

    Daniil Medvedev questa settimana è diventato il 27esimo n.1 del ranking ATP. Ha raggiunto un sogno che coltivava fin da bambino, quando nella natia Mosca – già, proprio lei… – ha iniziato a tirare le prime palle, appassionandosi a quello che sport che dalla dissoluzione dell’impero sovietico era letteralmente esploso nel paese, regalando tennisti e tenniste in grande quantità e qualità. Oggi i tennisti russi e/o con familiari russi sono diventati dominanti sul tour maschile. Medvedev, Rublev, Khachanov, Karatsev e l’emergente Safiullin; quindi Zverev, Shapovalov, Tsitsipas, solo per citarne alcuni tra i più forti con famiglia o familiari russi. Un’ondata incredibile di talento e qualità, con Daniil che spicca su tutti e che è diventato il leader della classifica.
    Ricordo personalmente di averlo visto per la prima volta dal vivo alla primissima edizione delle NextGen finals di Milano. I fari erano puntati su altri talenti, Shapovalov su tutti. Ma quel russo alto e magrissimo mi aveva stregato per come la palla gli usciva dalle corde, per la facilità di controllo passando da palle lentissime a palle velocissime senza perdere ritmo, anzi, mandando tutti gli altri fuori palla. E che servizio poi…. “Se inizia a tenerle in campo, è il più forte di tutti questi”, pensai. Per una volta, c’avevo visto giusto. C’è voluto qualche anno, qualche finale Slam persa, l’inevitabile invecchiamento dei big 3, ma ce l’ha fatta ad arrivare davanti a tutti.
    È il terzo n.1 russo della storia. Gli altri due hanno avuto regni davvero brevi: Kafelnikov 6 settimane, Safin 9 settimane. Tennisti di talento ma non continui, si potrebbe pensare. In realtà divennero n.1 in fasi storiche di cambiamento, con diversi cambi al vertice e annate senza veri dominatori. Che ne sarà di Daniil? Riuscirà a stare sul trono più a lungo? Probabilmente sì, ma è una domanda interessante, che coinvolge non solo Medvedev ma anche i suoi avversari.
    Medvedev è diventato n.1 pur non vincendo il torneo della scorsa settimana. Non è cosa rara, anzi è accaduto a moltissimi suoi colleghi. Normale gioco degli scarti dei punti, con il ranking che finalmente sta tornando “normale” dopo la tempesta della pandemia. Il campo però ha parlato chiaro nell’ultimo periodo: Daniil ha perso alle Finals da Zverev, a Melbourne da Nadal, ad Acapulco ancora da Nadal. In questa settimana, Medvedev è numericamente, e meritatamente, n.1 ATP, tuttavia il tennista più forte in questo momento è senza ombra di dubbio Rafa Nadal, clamorosamente rientrato ad inizio stagione e ancora imbattuto, incluso due confronti diretti proprio con Daniil. Quindi? Medvedev non “vale” il n.1? Sì lo vale adesso, ma…
    Il Numero Uno della classifica è il tennista non necessariamente più forte in quel momento, è stato il più continuo negli ultimi 12 mesi. È successo tantissime volte in passato che un giocatore sia arrivato in cima alla classifica in momento non dei più brillanti, o meno vincenti rispetto a qualche mese precedente, proprio per come funziona il sistema di classifica, l’accumulo dei punti nelle 52 settimane precedenti. Il tennis dopo la Davis si sposterà sul sintetico in USA, con i primi i due Masters 1000. Lì Medvedev avrà l’occasione per imporre il suo tennis tattico e affermare – e rafforzare – la sua leadership. Anzi, dovrà giocare da subito discretamente bene perché ha in scadenza 250 punti il 21 marzo e quindi se non arriva ai quarti a IW Djokovic lo scalzerà, anche se come sembra non potrà giocare in California. I campi in duro sono la condizione in cui il tennis del russo eccelle, ancor più indoor ma assolutamente anche all’aperto. Poi si arriverà sulla terra, dove invece Daniil ha ancora molto da crescere e dimostrare, visto che ha sempre sofferto la difficoltà di chiudere il punto; quindi l’erba, altra superficie in cui finora non ha combinato granché (4t a Wimbledon, una semifinale al Queen’s).
    Per questo e anche altri motivi, la sensazione è che Medvedev sia un vero n.1, abbia meritato il suo posto, ma che possa restare un n.1 non di passaggio ma non così solido e duraturo. Non ci dimentichiamo di Novak Djokovic, che è entrato in una spirale perversa e difficilissima vista la sua indisponibilità a vaccinarsi contro il Covid, ma quando potrà giocare – è da vedere quanto… – sarà ancora uno da battere, se non proprio “quello” da battere. Rafa sembra aver trovato l’ennesimo elisir di giovinezza, proprio quando dalla Spagna avevano già pronto il “coccodrillo sportivo”… Zverev e Tsitsipas non sono così lontani dalla vetta, altri sono in crescita.
    La sensazione è che facendo la somma tra le conferme a cui Medvedev è atteso, il momento incredibile di Nadal, la voglia di rilancio di Djokovic e le ambizioni di Tsitsipas e Zverev, il n.1 del russo potrebbe essere assai conteso nell’anno in corso, e probabilmente anche in quello a venire. Potremo vivere una o più stagioni senza un leader indiscusso, dominatore, il Federer – Nadal – Djokovic di turno che spazza via la concorrenza per lungo periodo stabilendosi saldamente davanti a tutti.
    Ci siamo abituati negli ultimi lustri a periodi di dominio, quindi ora può sembrare strano il dover ritornare ad una situazione di incertezza quasi continua. In realtà, varie volte nella storia abbiamo vissuto queste epoche, e in fin dei conti non è affatto male l’aver più di un giocatore che si contende il trono. L’importante è che ci sia qualità nel gioco e soprattutto che si instaurino rivalità di alto livello tra i migliori, in modo che ogni scontro diretto possa essere non solo decisivo al diventare n.1 ma regalarci grande tennis.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

  • in

    La strada di Medvedev per diventare n.1 la prossima settimana passa… da Nadal

    Rafa e Daniil durante la premiazione degli Australian Open 2022

    28 febbraio 2022, lunedì prossimo. Potrebbe diventare una data storica per il tennis maschile, quello della svolta al vertice del ranking mondiale. Daniil Medvedev infatti vincendo il torneo di Acapulco diventerebbe matematicamente n.1 al mondo, scalzando Novak Djokovic. Come dicono i “Brit”, Daniil ha il destino nelle proprie mani, visto che in caso di vittoria nell’ATP 500 messicano sarebbe ininfluente il risultato di Djokovic a Dubai, anche una sua eventuale vittoria.
    “Se verrò scalzato da Medvedev lunedì? Sarò il primo a congratularmi con lui” afferma il serbo, che finalmente oggi tornerà in campo dopo una lunghissima assenza, in quello che sarà suo primissimo match stagionale, contro Lorenzo Musetti (non prima delle 17.30, in tv su Supertennis, Sky e ovviamente in streaming su tennistv).
    Il russo avrà tutt’altro che una strada spianata. Dopo un esordio che non dovrebbe esser così complicato (Paire, in pessima forma nelle ultime settimane), affronterà nei quarti probabilmente Fritz o Mannarino e quindi in semifinale Rafael Nadal, per quella che potrebbe essere una magnifica rivincita della finale di Melbourne di poche settimane fa, o Matteo Berrettini (quarti contro Rafa, seguendo il draw). Anche Zverev e Tsitsipas sono in gara nella parte bassa del tabellone, per un 500 molto vicino ad un Masters 1000 per qualità del campo di partecipazione. Quasi sempre nel bel torneo di Acapulco assistiamo a grandi match o avventure, l’anno scorso la spettacolare cavalcata di Lorenzo Musetti. Vedremo se l’edizione al via oggi sulle sponde del Pacifico ci regalerà un nuovo n.1 del mondo.
    Medvedev per detronizzare Djokovic non deve necessariamente vincere ad Acapulco. Questi tutti gli scenari che porterebbero al sorpasso:
    Medvedev vince il torneo di Acapulco, indipendentemente dal risultato di Djokovic a Dubai
    Medvedev raggiunge la finale ad Acapulco e Djokovic non vince il torneo di Dubai
    Medvedev raggiunge la semifinale ad Acapulco e Djokovic non approda in finale a Dubai
    Medvedev raggiunge i quarti ad Acapulco e Djokovic non raggiunge le semifinali a Dubai
    Medvedev raggiunge il secondo turno ad Acapulco e Djokovic non raggiunge le semifinali a Dubai
    Medvedev perde al primo turno ad Acapulco e Djokovic non raggiunge i quarti a Dubai.

    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO