Alexander Zverev manda un messaggio chiarissimo al Roland Garros 2026. Il tedesco ha travolto Rafa Jódar nei quarti di finale, imponendosi con il punteggio di 7-6(3) 6-1 6-3 in 2 ore e 26 minuti. Una vittoria netta, costruita con esperienza, solidità e una qualità di gioco altissima, che lo porta a due soli successi dal primo titolo Slam della carriera.
Dopo il forfait di Carlos Alcaraz e le eliminazioni di Jannik Sinner e Novak Djokovic, Zverev è rimasto con addosso il peso del grande favorito. Una pressione enorme, soprattutto per un giocatore che da anni bussa alla porta di un Major senza essere ancora riuscito ad aprirla definitivamente. Eppure, contro uno dei nomi più brillanti del momento, il tedesco non ha tremato.
La partita, però, era iniziata con tutt’altro copione. Jódar è entrato in campo con coraggio, personalità e grande fiducia. Nei primi game entrambi hanno avuto occasioni in risposta, ma sono riusciti ad appoggiarsi al servizio per uscire dai momenti delicati. Dopo appena due giochi, il cronometro segnava già 18 minuti, lasciando immaginare una lunga battaglia. Una battaglia che, almeno nelle dimensioni attese, non si sarebbe poi concretizzata.
Il giovane spagnolo ha giocato un primo set di grande livello. Ha spinto, ha preso l’iniziativa e ha trovato il break che lo ha portato avanti 5-2. Sembrava il preludio a un’altra grande pagina del suo torneo, dopo le rimonte e le imprese dei turni precedenti. Ma proprio nel momento di chiudere il parziale, qualcosa si è inceppato.
Al contrario di quanto aveva mostrato nelle partite precedenti, a Jódar è tremato il braccio. Il madrileno ha commesso alcuni errori non forzati, ha perso lucidità e ha rimesso in corsa Zverev nel momento in cui il tedesco ne aveva più bisogno. Da lì il set è scivolato verso il tie-break, dopo un’ora di grande intensità.
Nel gioco decisivo è emersa tutta l’esperienza di Zverev. Il tedesco ha alzato il livello, ha gestito meglio la pressione e ha chiuso il primo parziale per 7-6(3). Per Jódar è stato un colpo durissimo, forse il momento che ha cambiato definitivamente la partita.
Da quel punto in poi, infatti, Zverev ha preso il controllo totale del match. Il primo set vinto in rimonta ha liberato il tedesco, mentre per lo spagnolo si è trasformato in una zavorra difficile da gestire. Nel secondo parziale Sascha ha iniziato a comandare con autorità, trovando profondità, precisione e continuità da entrambi i lati.
Di solito Zverev costruisce gran parte del suo dominio con il rovescio, uno dei colpi più solidi e penetranti del circuito. Contro Jódar, però, il tedesco è stato devastante anche con il diritto. Ha spinto, ha cambiato direzione, ha tolto tempo allo spagnolo e ha disinnescato progressivamente tutte le sue soluzioni.
Il risultato è stato un secondo set senza storia. Zverev ha strappato due volte il servizio a Jódar e ha chiuso con un netto 6-1, mettendo il match completamente in salita per il giovane spagnolo.
La dinamica del terzo set non è cambiata. Anzi, Zverev ha continuato a giocare con una sicurezza impressionante. Pochissimi errori, servizio incisivo, grande presenza da fondo campo e la sensazione costante di avere il controllo di ogni fase dello scambio. Il tedesco ha aperto anche il terzo parziale con un break, spegnendo quasi subito ogni tentativo di reazione.
Jódar ha provato a resistere. Non ha mai smesso di lottare e ha cercato di restare agganciato al match, ma al servizio Zverev è diventato praticamente intoccabile nei momenti più delicati. Lo spagnolo ha avuto una palla break per rientrare fino al 4-4, ma Sascha ha risposto da campione, trovando ancora una volta il servizio nei momenti di maggiore pressione.
Il finale ha confermato la giornata di grazia del tedesco. Zverev ha chiuso con un altro break, sigillato da una splendida destra in corsa, simbolo perfetto di una prestazione totale. Un colpo che ha messo fine al sogno di Jódar e ha certificato la superiorità del numero tedesco in una partita giocata da grande favorito.
Per Rafa Jódar resta comunque un torneo straordinario. Il giovane spagnolo dovrà imparare da una sconfitta dolorosa, soprattutto per quel primo set sfuggito quando sembrava nelle sue mani. Ma il suo percorso a Parigi conferma una crescita impressionante. Ha dimostrato talento, personalità e margini enormi. Questa battuta d’arresto non cancella nulla: fa parte del processo di maturazione di un giocatore che sta bruciando le tappe.
Zverev, invece, è esattamente dove voleva essere. Dopo anni di occasioni sfiorate, finali perse e grandi appuntamenti mancati di poco, il tedesco ha davanti una possibilità enorme. È in semifinale al Roland Garros, nel torneo che più volte lo ha visto vicino al grande salto, e questa volta il tabellone gli consegna una chance concreta.
Ora attende il vincente della sfida tra Joao Fonseca e Jakub Mensik, altro incrocio che racconta il nuovo volto del circuito. Ma Zverev, per esperienza e livello espresso, resta il punto di riferimento della parte alta del tabellone.
A Parigi ha battuto Jódar non solo con il tennis, ma anche con la maturità. Ha assorbito un primo set complicatissimo, ha rimontato quando era sotto 5-2, poi ha trasformato la partita in un’esibizione di forza. Il messaggio è forte: Zverev vuole davvero prendersi questo Roland Garros.
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