Non doveva finire così, nel peggior modo possibile. Il derby azzurro nei quarti di finale di Roland Garros 2026 si conclude l’ennesimo, amarissimo ritiro di Matteo Berrettini per infortunio (un problema all’adduttore o parte superiore della coscia sinistra, nei pressi dell’anca) quando era sotto per 7-5 5-2 contro un solido Matteo Arnaldi, bravo a rimontare due break di svantaggio all’avvio, bloccato dalla tensione per la partita più importante in carriera. Arnaldi vola in semifinale, la sua prima in un torneo dello Slam, dove sfiderà Flavio Cobolli in un altro derby azzurro che decreterà il finalista della parte alta del draw maschile. L’Italia si conferma grandissima protagonista negli Slam nonostante l’assenza di Musetti (lo scorso anno semifinalista a Parigi) e Jannik Sinner, prematuramente uscito di scena per il noto malore al secondo turno. Dopo la gioia per la bellissima affermazione di Cobolli, non c’è molto da gioire per l’andamento dell’ultimo quarto di finale sul Chatrier. Importantissimo e strameritato l’accesso di Arnaldi, tra i migliori quattro di RG26 dopo la spettacolare corsa nelle sue 5 partite finora disputate (è il tennista col minutaggio maggiore!), ma è parimenti pesante e difficilissimo commentare l’ennesimo infortunio e ritiro di Berrettini, proprio nel torneo che l’aveva visto rinascere in tutti i sensi dopo mesi di grigiore a livello ATP nel 2026.
Ha speso tantissime energie il romano per arrivare nei quarti, mettendo in campo un vigore e un livello che non vedevamo dalle bellissime vittorie in Davis a Bologna dello scorso novembre. Sicuramente gli sforzi della sua corsa, discretamente accidentata per quanto esaltante, ha provocato questo problema fisico che speriamo non sia grave e non comprometta la prossima stagione su erba, ormai alle porte, dove col tennis massiccio e vincente mostrato a Parigi potrebbe assolutamente brillare. Non resta che attendere le parole di Matteo per capire l’entità del problema fisico, se sia dipeso dall’affaticamento oppure è qualcosa di traumatico (e peggiore). Il suo sguardo nei momenti precedenti al ritiro non lascia affatto tranquilli, ma potrebbe essere anche l’amarissima delusione per una sconfitta non maturata sul campo, con il sogno concreto di arrivare sino in fondo e per niente impossibile.
Arnaldi di par suo ha disputato una partita tatticamente ineccepibile. Il Matteo di Sanremo ha confermato una condizione atletica formidabile, nonostante le ore 17 ore spese in campo a sprintare e allungarsi come una molla per venire a capo di partite difficili. Mobilità ed elasticità sono sempre state il pezzo forte del suo repertorio, quello che gli consente di arrivare su ogni palla, difendersi e contrattaccare con una qualità straordinaria. Dopo l’avvio ad handicap, palesemente bloccato, si è sciolto nel quarto game e da lì in avanti è stato fortissimo in contrattacco e pronto ad entrare forte sia dalla risposta che al primo colpo più corto di Berrettini. Un vero e proprio “muro” contro cui Berrettini è andato a sbattere, facendo enorme fatica a chiudere il punto e incappando in una caterva di errori col diritto (saranno ben 22 nel solo primo, lunghissimo set). Ha spinto molto il romano, ma fin dai primi game è stato chiaro che l’energia degli incontri precedenti non c’era, tanto che si è affidato più a palle lavorate e cariche di spin per aprirsi il campo che a bordate a tutta per chiudere. E quando le ha rischiate, gli errori sono stati copiosi perché non sempre era ben posizionato per tirare a tutta (anzi, lo è stato poche volte). Arnaldi bravissimo a difendersi, a usare bene la smorzata e gli angoli per far correre Berrettini, ed anche lasciar correre il braccio per pizzicare lo spazio lasciato aperto dal romano. Rimesso il match in parità, ogni turno di battuta di Berrettini è stato duro, lungo e sofferto; assai meno quelli di Arnaldi, più sciolto e rapido nell’affondare un buon colpo nello spazio aperto e usare molto bene il contro piede.
Berrettini ha diminuito spinta e anche la battuta lo ha aiutato solo a tratti, forse già penalizzato dal problema fisico alla gamba, ma una volta che lo score del primo set è tornato in parità, la netta sensazione è stata che Arnaldi fosse in chiaro controllo del gioco, più rapido e pronto a cambiare le giocate in relazione alla posizione sul campo dell’amico avversario. Non sapremo mai come sarebbe andata a finire se Berrettini fosse stato in grado di giocarsela sano sino alla fine. E questa è la cosa che più dispiace. Non è stata complessivamente una partita “bella”, non era così che doveva terminare. Bravissimo “Arna”, un enorme abbraccio a Berrettini, averlo ritrovato a questo livello in uno Slam è una notizia bellissima e che deve dargli la forza per continuare a spingere. Nonostante tutto.
Marco Mazzoni
La cronaca
Arnaldi inizia il match con un doppio fallo, poi un errore in scambio. Normale nervosismo di una partita non banale, solo la più importante della sua carriera. Con il secondo doppio fallo Arnaldi scivola sotto 15-40. Berrettini vince il primo scambio del match con una cambio di ritmo col diritto, attacco e smash sicuro. Un BREAK che manda il romano avanti 1-0. Con un turno di battuta solido Berrettini si porta sul 2-0, e l’impressione è che la sua maggior esperienza in contesti del genere (ha giocato la finale di Wimbledon e SF a Melbourne e US Open) stia pesando in quest’avvio molto più degli stessi colpi. È reattivo e scattante MB, come sulla corsa avanti a rimettere benissmo la smorzata di Arnaldi, che vale il 30-40 e nuova palla break. Non mette la prima il ligure, e il laziale trova una buona risposta cross di rovescio sulla quale Arnaldi non arriva in affanno, con coordinazione rivedibile, tanto che spedisce largo. Doppio BREAK Berrettini, 3-0. Nel quarto game finalmente Arnaldi entra in partita, è più aggressivo, riesce a rispondere e anche la palla corta funziona. Conquista ben tre palle break ma non le gioca bene, soprattutto la terza dove attacca – bene – ma poi gioca malissimo di volo, quasi scheggiando la palla “calante”. Game duro, c’è intensità e Arnaldi è sciolto, anche nei movimenti. Punto Show di “Arna”: smorzata di risposta e poi un tocco esterno al paletto! Vale la quinta palla break, e stavolta Berrettini si incarta con un diritto al volo dopo il servizio che muore a mezza rete. BREAK Arnaldi, 3-1. I tagli corti del sanremese sono micidiali, ancor più dopo un servizio carico di spin difficile da impattare “duro” in risposta. 3-2 Arnaldi con un’ottima volée di diritto. Berrettini ha meno tempo per colpire, con la risposta di Arnaldi efficace, e col diritto commette un brutto errore sul 30 pari che gli costa una nuova palla break. Uff, MB sbaglia malamente una volée per lui banale e se la prende con le luci artificiali. BREAK, 3 pari, da palla del 4-0. Il problema di Berrettini è il diritto: troppi errori e quando la tiene in campo non riesce più a sfondare sulla difesa ottima di Arnaldi, bravo a completare il sorpasso sul 4-3. Nell’ottavo game altri due errori gratuiti sempre col diritto costano a MB il 30-40 e palla break. Lo aiuta il servizio, poi un lungo scambio e l’ennesimo errore col diritto (stavolta cercando il vincente) gli costa un’altra palla break. Stavolta l’ottima costruzione frutta il punto al romano, si ferma sul nastro il tocco stretto sotto rete del sanremese. È un game fiume, Berrettini annulla la quinta PB con un Ace, poi un back in rete di Arnaldi chiude un game da 24 punti e 16 minuti! 4 pari. Arnaldi chiude velocemente alla battuta il nono game, mentre Berrettini è di nuovo in difficoltà sul 5-4, con col il 16esimo errore col diritto che gli costa lo 0-30. Si aggrappa alla battuta, poi sul 30 pari Arnaldi contrattacca venendo avanti ma subisce il lob splendido del romano. Matteo A è più rapido, aggredisce con anticipo la prima palla più corta di Matteo B e il campo pesante lo aiuta perché la palla di Berrettini non salta, perde vigore. Con paio di bordate col diritto delle sue, Berrettini impatta 5 pari, poi “Arna” più comodo si porta 6-5. Berrettini sul 15 pari sbaglia malamente un tocco sotto rete comodo, errore grave che gli costa il 15-30. Dopo un gran servizio Matteo B sbaglia l’ennesimo diritto, c’è un Set Point per Arnaldi sul 30-40. Servizio e Smash, The Hammer in action. Arnaldi non molla niente, forza un nuovo errore di Berrettini che poi sbaglia il diritto n.22 del set e consegna il parziale al ligure, 7-5. Più solido “Arna” dopo il brutto avvio, più rapido, bravo a difendersi a tutta e contrattaccare.
Arnaldi riparte al servizio nel secondo set recuperando da 0-30, pronto ad aggredire con buon anticipo la risposta di Berrettini (1-0). Comanda il ligure, ha tirato su il “muro” e non concede niente, mentre il romano è costretto a rischiare tanto e spingere a fondo per fare i punti. Da 40-15 non lo aiuta più il servizio, mentre la risposta di “Arna” sale in cattedra e forza l’errore col diritto ai vantaggi di Berrettini che porta in dote un BREAK, 2-0 avanti. Brutta fase del match, troppi gli errori da parte di entrambi, e anche di scambi spettacolare poco o nulla. Dopo un’ora quasi perfetta in difesa e contrattacco, Matteo A non sfrutta la palla del 3-0 e Matteo B torna a tuonare col diritto cross, tanto da prendersi spazio sul campo e il Contro BREAK, 2-1. Dopo aver strappato il game in risposta Matteo esce dal campo per un medical time out, un dolore all’adduttore, ma al rientro sembra abbastanza sciolto e vince un ottimo turno di servizio (2-2). Il match si avvicina alle due ore di gioco, stancamente. Dopo un sereno turno di battuta del ligure, quello del romano non lo è affatto, soprattutto perché è evidente quanto sia diminuita la velocità massima del servizio – quasi solo palle lavorate – e anche è lento nell’andare sulla palla. Sul 30 pari, cadendo all’indietro dopo la battuta, affossa malamente un diritto in rete. Poi un altro sul 30-40 e scuote la testa dicendo di fatto “non va”. È un BREAK che manda avanti Arnaldi 4-2, ma la situazione di Berrettini sembra ormai compromessa. Il ligure ha buon gioco nel far correre il romano. Niente. Matteo Berrettini sorride amaro e si avvicina a rete quasi piangente, si siede sconfortato ed evidentemente infortunato. Suo fratello Jacopo nel box suggeriva chiaramente “fermati”. Le telecamere indugiano su di lui, il pubblico lo incita. Ma non c’è niente da fare, si ritira. Un abbraccio e finisce così, con Berrettini costretto a gettare la spugna per l’ennesima volta, nel torneo della rinascita. Arnaldi è in semifinale, miglior risultato in carriera.
Matteo Berrettini vs Matteo Arnaldi (20:15)
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