Le sconfitte di Jannik Sinner negli ultimi anni sono state rarissime. Proprio per questo, quando arrivano, fanno molto rumore.
Nei quarti di finale dell’ATP 500 di Doha, il numero 2 del ranking mondiale è stato battuto dal ceco Jakub Mensik con il punteggio di 7-6(3) 2-6 6-3, al termine di una partita intensa e combattuta. Per Mensik si tratta della vittoria più importante della carriera, che gli vale l’accesso alla semifinale contro Arthur Fils.
Un evento raro
La sconfitta arriva pochi giorni dopo il ko in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic. Era da un anno e mezzo che Sinner non perdeva prima della finale in due tornei consecutivi: l’ultima volta era accaduto nel 2024 a Wimbledon e al Masters 1000 di Montreal, in entrambi i casi ai quarti.
Eppure, i numeri dell’azzurro restano impressionanti. Dall’inizio del 2024 il suo bilancio è di 138 vittorie e 14 sconfitte, con una percentuale di successi straordinaria. Un rendimento che si traduce in un incredibile 90,8% di vittorie, superiore persino alla miglior percentuale storica nel circuito maschile, detenuta da Novak Djokovic (83,3%).
Dominio e continuità
Dopo la sconfitta nei quarti di Montreal nel 2024, Sinner ha disputato 19 tornei, raggiungendo la finale in 15 occasioni e conquistando 10 titoli. Le uniche cinque sconfitte in finale sono arrivate contro Carlos Alcaraz, suo grande rivale.
Per questo motivo, il fatto che ora abbia perso due tornei consecutivi prima dell’ultimo atto non è tanto un segnale d’allarme, quanto la conferma di quanto sia stata straordinaria la sua continuità negli ultimi due anni.
A Doha la scena è tutta per Mensik, ma la stagione è lunga. E quando si parla di Sinner, una caduta isolata raramente cambia le gerarchie.
Francesco Paolo Villarico
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