Dopo il successo in tre set contro Nuno Borges, Jannik Sinner conquista il terzo turno di Wimbledon, ma in conferenza stampa l’attenzione si sposta anche su quanto accaduto durante il Roland Garros. Il numero uno del mondo rivela infatti che il suo team ha individuato le cause del problema fisico accusato a Parigi, pur spiegando che non esiste una soluzione definitiva. Intanto sull’erba dell’All England Club il suo tennis continua a crescere: non ancora quello dei giorni migliori, ma già più convincente rispetto all’esordio.
«È stata una partita dura», esordisce Sinner. «Credo fosse la prima volta che affrontavo Borges dopo tanto tempo. Entrambi abbiamo servito molto bene soprattutto nei primi due set. Sono contento di aver chiuso in tre set.»
Uno degli aspetti che più soddisfano l’azzurro è il passo avanti rispetto al debutto.
«Oggi è difficile giudicare il rendimento in risposta perché lui ha servito davvero molto bene ed è stato molto preciso nei primi due set. Quando ha servito per il secondo parziale ha avuto un po’ di tensione, ed è normale. Io ho cercato di essere più aggressivo: a volte ha funzionato, altre meno. Era soltanto la mia seconda partita sull’erba e non cercavo la perfezione. Cercavo di migliorare e credo di esserci riuscito.»
Anche davanti ai giornalisti italiani Sinner sottolinea le differenze rispetto al primo turno.
«Sono state due partite completamente diverse. Oggi ci sono stati pochissimi scambi e la concentrazione doveva essere sempre altissima, perché quando uno serve così bene recuperare un break diventa molto complicato. Sicuramente non è stata la mia miglior partita, lo so anch’io. Però andiamo passo dopo passo. Oggi era importante spendere meno energie possibile e ci siamo riusciti. Domani sarà un giorno importante per recuperare e cercare ancora più ritmo, perché il prossimo avversario sarà molto tosto.»
Nel corso del match non è mancato qualche momento di nervosismo.
«Non si possono giocare tutte le partite in maniera perfetta. Lui oggi ha servito molto bene e, quando non hai ritmo, è difficile anche trovare un buon tennis. Ho provato a essere più aggressivo, poi ho cercato di essere un po’ più solido. Alcune cose hanno funzionato, altre no. Adesso parleremo con il team per prepararci ancora meglio.»
Tra gli aspetti che Sinner vuole migliorare ci sono soprattutto il gioco in avanzamento e gli spostamenti.
«Vorrei andare un po’ di più a rete, essere più aggressivo e migliorare ancora nei movimenti sull’erba. Anche sulla risposta, soprattutto sulla seconda di servizio, credo di poter fare qualcosa in più. In generale sento che tutti i colpi possono crescere ancora. Però oggi la prestazione mi è piaciuta più di quella del primo turno.»
Il numero uno del mondo conferma anche che arrivare direttamente a Wimbledon senza disputare un torneo preparatorio sull’erba non rappresenta un problema.
«È la prima volta che lo faccio. Anche negli anni scorsi ad Halle le prime partite erano sempre state molto complicate. L’erba di Wimbledon è diversa rispetto alle altre, anche se assomiglia a quella del Queen’s. Valuteremo eventualmente questa scelta per il prossimo anno, ma ne parleremo dopo il torneo.»
Sul prossimo avversario, Jenson Brooksby, il giudizio è molto prudente.
«L’ho visto giocare oggi prima del mio incontro. Ha disputato una grande partita. Sarà una sfida completamente diversa rispetto a quella di oggi. Sono passati quasi cinque anni dall’ultima volta che ci siamo affrontati: lui è migliorato molto e anch’io sono un giocatore diverso. Sarà sicuramente una partita difficile.»
I due tie-break vinti confermano ancora una volta la capacità di Sinner di alzare il livello nei momenti decisivi.
«Sull’erba è ancora più difficile, perché quando uno serve bene magari non riesci nemmeno a entrare nello scambio. Però a me piace giocare i tie-break e mi piace arrivare sul cinque pari. In quei momenti forse riesco a mettere ancora più attenzione. Cerco di ricordarmi alcune situazioni vissute poco prima e di riproporle nel tie-break. Non sempre funziona, ma credo che aumenti un po’ la percentuale di successo.»
Nel finale arriva inevitabilmente la domanda su quanto accaduto durante il Roland Garros, quando Sinner aveva accusato un problema fisico che aveva fatto molto discutere.
«Sì, abbiamo capito che cosa è successo. Potrebbe anche ricapitare, perché non è una cosa per cui trovi semplicemente una soluzione. È una situazione un po’ più ampia. Stiamo facendo tutto il possibile e speriamo che non succeda di nuovo. Se dovesse ricapitare, però, abbiamo capito che probabilmente quella non è la strada giusta.»
Il numero uno del mondo chiarisce anche che il riferimento al risparmio di energie riguardava soprattutto le conseguenze della caduta rimediata nel primo turno.
«Oggi parlavo soprattutto del recupero fisico. Ieri mattina mi sono svegliato e non sentivo il corpo benissimo proprio a causa della caduta. Poi, una volta entrato in campo, mi sono sentito bene e quindi posso stare tranquillo.»
Prima di lasciare la sala stampa, Sinner racconta anche l’incontro con Rory McIlroy una leggenda del golf.
«Mi ha fatto molto piacere incontrarlo. È un fenomeno, ha fatto la storia del suo sport. Abbiamo parlato un po’ di tutto. Credo che golf e tennis abbiano in comune soprattutto l’aspetto mentale, anche se rimangono due discipline molto diverse. Però mi fermo qui, perché a golf gioco davvero troppo poco.»
Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani
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