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Roland Garros, la maledizione dei Mattei colpisce ancora: Arnaldi forfait per un virus, Cobolli vola in finale e ora sogna il n.5 del mondo


La chiamano fortuna, ma nel tennis spesso è soltanto la capacità di farsi trovare pronti. Flavio Cobolli è il primo finalista del Roland Garros 2026 senza dover scendere in campo. Matteo Arnaldi, protagonista di un torneo straordinario, è stato costretto a dare forfait poche ore prima della semifinale a causa di una sindrome virale intestinale che non gli ha permesso di presentarsi sul Philippe-Chatrier. Dopo l’infortunio che aveva costretto Matteo Berrettini al ritiro nei quarti di finale contro lo stesso Arnaldi, la “maledizione dei Mattei” colpisce ancora. Arnaldi ha detto di aver deciso alle 18 cercando fino all’ultimo la possibilità di scendere in campo. Debolezza e disidratazione lo hanno costretto a rinunciare. Cobolli, si ritrova così in finale al suo primo Slam senza disputare la semifinale. Una finale che comunque arriva al termine di due settimane eccezionali. Il romano ha battuto avversari di alto livello, tra cui il successo nei quarti contro Felix Auger-Aliassime n.6 del mondo, raggiungendo per la prima volta una finale Major della carriera.

Top-10 matematica e sogno numero 5. Cobolli festeggia anche il best ranking. La contemporanea sconfitta di Jakub Mensik contro Alexander Zverev nella prima semifinale garantisce infatti al romano l’ingresso matematico nella Top-10 ATP da lunedì. Un traguardo inseguito per tutta la stagione ,ma c’è di più. Se domenica Cobolli dovesse conquistare il titolo, compirebbe un ulteriore balzo in classifica fino al numero 5 del mondo, entrando direttamente nell’élite assoluta del tennis internazionale.

Dall’altra parte della rete c’è Zverev. Ad attendere Flavio ci sarà Alexander Zverev, che nella prima semifinale ha superato il ceco Jakub Mensik per 7-5 6-2 3-6 6-3, conquistando la sua quarta finale Slam e la seconda a Parigi. Per il tedesco sarà un’altra occasione per inseguire quel primo Major che ancora manca a una carriera già straordinaria. Il numero 3 del mondo arriva all’ultimo atto da favorito naturale. Ha maggiore esperienza, ha già disputato finali Slam e nel torneo ha mostrato una notevole solidità nei momenti decisivi.

I precedenti: Zverev avanti, ma Cobolli ha già dimostrato di poterlo battere. I precedenti sorridono al tedesco, che conduce 3-1 nei confronti diretti. Tuttavia il dato più interessante è che proprio quest’anno Cobolli ha ottenuto la vittoria più importante della sua carriera superando Zverev nella semifinale di Monaco, primo successo contro un Top-5. Pochi giorni dopo, però, il tedesco si è preso la rivincita nei quarti di finale di Madrid imponendosi per 6-1 6-4. Nel complesso la rivalità vede Zverev in vantaggio, ma il fatto che Cobolli sia riuscito a batterlo recentemente sulla terra battuta rappresenta un precedente importante dal punto di vista psicologico.

Comunque vada, è già storia. La finale di domenica rappresenta comunque un risultato storico per il tennis italiano. A inizio torneo quasi tutti i riflettori erano puntati su Jannik Sinner. Due settimane dopo, il protagonista inatteso è Flavio Cobolli. A 24 anni il romano si ritrova già certo della Top-10 mondiale e con la possibilità di diventare addirittura numero 5 ATP. Adesso resta un ultimo ostacolo: Alexander Zverev. Novant’anni dopo i pionieri del tennis azzurro e quasi cinquant’anni dopo Adriano Panatta, un altro italiano si giocherà il titolo sul Philippe-Chatrier. E stavolta il sogno non sembra più così lontano.

dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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