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Rafa Jódar costruisce il suo tennista perfetto: Federer per stile e volée, Nadal per la mentalità


Il gioco del “tennista perfetto” torna protagonista, questa volta con Rafa Jódar. Il giovane talento spagnolo, uno dei nomi più interessanti emersi negli ultimi mesi, ha indicato i giocatori che sceglierebbe per costruire il suo campione ideale, unendo colpi, qualità tecniche e mentalità.

L’occasione è arrivata durante una gala organizzata dal quotidiano MARCA, nella quale il madrileno ha ricevuto un premio per il percorso compiuto recentemente nel circuito. Un riconoscimento importante per Jódar, che sta attirando sempre più attenzione e che ha potuto così raccontare anche la sua idea di tennis perfetto.

Per costruire il suo giocatore ideale, Jódar ha scelto soltanto cinque nomi. Una selezione essenziale, ma molto significativa, nella quale compaiono alcune delle figure che hanno portato il tennis moderno a un livello superiore.

Il primo nome riguarda il servizio. Qui Jódar ha scelto l’unico giocatore del suo elenco a non aver vinto un titolo del Grande Slam: John Isner. Una scelta comprensibile, considerando la potenza, l’efficacia e la continuità al servizio che hanno caratterizzato tutta la carriera dello statunitense.

“Mi tengo il servizio di John Isner”, ha spiegato Jódar, individuando nell’americano il riferimento assoluto per uno dei colpi più decisivi del tennis contemporaneo.

Per il diritto, invece, la scelta è caduta su Carlos Alcaraz. Il colpo dello spagnolo è ormai considerato una delle armi più esplosive del circuito, capace di produrre vincenti da ogni zona del campo e di cambiare ritmo allo scambio in qualsiasi momento.

Sul rovescio, Jódar non ha avuto dubbi e ha indicato Novak Djokovic. Il serbo resta uno dei modelli più completi per solidità, anticipo, controllo e capacità di trasformare un colpo difensivo in una soluzione offensiva.

Quando si parla di volée, il nome scelto è quello di Roger Federer. Una decisione che fotografa l’eleganza e la naturalezza dello svizzero nei pressi della rete, uno dei tratti più riconoscibili del suo tennis.

Federer compare anche una seconda volta nell’esperimento di Jódar. Alla domanda sullo stile di gioco, infatti, il giovane spagnolo ha scelto ancora il campione svizzero, considerato il riferimento per fluidità, classe e bellezza del gesto tecnico.

Infine, per la mentalità, Jódar ha premiato Rafael Nadal. Una scelta quasi inevitabile, pensando alla carriera del maiorchino, costruita su intensità, resilienza, spirito competitivo e capacità di non arrendersi mai.

Il risultato è un tennista perfetto costruito con il servizio di Isner, il diritto di Alcaraz, il rovescio di Djokovic, la volée e lo stile di Federer e la mentalità di Nadal. Un mix impressionante di potenza, talento, controllo, eleganza e forza mentale.

Le scelte di Jódar non sorprendono, ma raccontano bene quali siano oggi i riferimenti tecnici e culturali per un giovane giocatore cresciuto nell’epoca del Big Three e della nuova generazione guidata da Alcaraz (per uno spagnolo). Un tennis ideale che guarda al passato recente, ma anche al presente più brillante del circuito.

Marco Rossi


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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