Jakub Mensik guarda avanti con lucidità, nonostante la sconfitta in semifinale all’ATP 500 di Doha contro Arthur Fils. Il giovane ceco, numero 13 del mondo, aveva acceso i riflettori su di sé nei quarti di finale eliminando Jannik Sinner (7-6(3), 2-6, 6-3), ma il sogno di affrontare Carlos Alcaraz in finale si è fermato a un passo dall’ultimo atto.
Nonostante l’impresa contro l’azzurro, Mensik non si lascia trascinare dall’entusiasmo e analizza con grande maturità l’attuale gerarchia del circuito.
“Sinner e Alcaraz sono i migliori del mondo. Dopo di loro non c’è nessuno, poi ci siamo noi. Il nostro lavoro è cercare di raggiungere Jannik e Carlos e seguire le loro orme, perché quello che stanno facendo è fantastico”, ha dichiarato senza esitazioni.
Parole che fotografano perfettamente il momento del tennis maschile: da una parte il dominio sempre più consolidato dei due fuoriclasse, dall’altra una nuova generazione affamata che prova ad accorciare le distanze. Mensik, con la vittoria su Sinner e il percorso a Doha, ha dimostrato di poter competere ad altissimo livello, ma è il primo a riconoscere che la continuità e i risultati dei primi due del ranking restano ancora un gradino sopra.
La rincorsa è appena iniziata. E Mensik vuole essere tra i protagonisti.
Marco Rossi
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