Nuova stagione sulla terra battuta, stesso Carlos Alcaraz. Lo spagnolo ha cominciato il suo cammino al Masters 1000 di Monte-Carlo 2026 con una prova autoritaria, superando Sebastian Baez per 6-1, 6-3 e lanciando subito un messaggio chiarissimo al resto del circuito: questa superficie continua a essere il suo habitat naturale.
Per il numero uno del mondo il ritorno sulla terra aveva anche un significato speciale. Monte-Carlo è infatti il torneo da cui era partita la sua straordinaria campagna sul rosso della scorsa stagione, e il debutto di quest’anno ha avuto quasi il sapore di un déjà-vu. Anche stavolta Alcaraz arrivava nel Principato dopo una sconfitta precoce a Miami, e anche stavolta si è ritrovato davanti un argentino al primo match: nel 2025 era stato Francisco Cerundolo, nel 2026 invece è toccato a Sebastian Baez.
L’inizio dell’incontro ha subito confermato le sensazioni della vigilia. Appena rimesso piede sulla terra battuta, Alcaraz ha mostrato tutta la sua superiorità su una superficie che esalta ancora di più il suo tennis: il diritto viaggia più pesante, rimbalza alto, e la sua capacità di difendere e trasformare la fase difensiva in attacco trova sulla lentezza del rosso il terreno ideale. In pratica, è sembrato un giocatore tornato finalmente a casa.
In appena un quarto d’ora lo spagnolo era già avanti 4-0, grazie a due break iniziali costruiti sì anche sugli errori di Baez, ma soprattutto sulla sua totale padronanza degli scambi. Alcaraz ha dato fin da subito la sensazione di divertirsi: si muoveva con naturalezza, arrivava sulle smorzate, scivolava con disinvoltura e lasciava fluire il suo tennis sul Centrale di Monte-Carlo. Tutto questo ha rapidamente trasformato il match in un monologo.
Il primo set si è chiuso con un perentorio 6-1 in 27 minuti, un parziale che ha fotografato perfettamente l’andamento della sfida. Non era solo una questione di risultato, ma di sensazioni: Alcaraz voleva far capire di essere di nuovo perfettamente a suo agio sulla terra e di non avere alcuna intenzione di cedere terreno, soprattutto in un momento in cui Jannik Sinner, reduce dal trionfo a Indian Wells e Miami, continua a pressarlo nella corsa al numero uno.
Il tema del ranking, inevitabilmente, accompagna il torneo del murciano. A Monte-Carlo, infatti, Alcaraz si gioca anche la difesa della vetta mondiale: se Sinner dovesse vincere il torneo, lo scavalcherebbe, e l’italiano potrebbe tornare davanti anche in altri scenari favorevoli. Poco prima del debutto dello spagnolo, il campione altoatesino aveva peraltro dominato Ugo Humbert con un netto 6-3, 6-0, ribadendo di essere in uno stato di forma eccezionale.
Anche per questo, il successo di Alcaraz contro Baez ha avuto il sapore di una risposta immediata. Il campione in carica ha mostrato solidità, intensità e un tennis già molto efficace, pur senza dover ricorrere alla sua versione più spettacolare. Nel secondo set ha subito strappato ancora il servizio all’argentino, indirizzando nuovamente la partita. Sembrava il preludio a un’altra chiusura senza scosse, ma a un certo punto Baez ha avuto una reazione, approfittando di un turno di battuta più incerto dello spagnolo per recuperare uno dei break di svantaggio e provare a riaprire la sfida.
Qui, però, si è vista forse la differenza più significativa rispetto al passato. Questo Alcaraz non è più il giocatore che si disunisce facilmente o che rischia di farsi trascinare nelle difficoltà del momento. Lo spagnolo ha assorbito il tentativo di rientro dell’avversario senza scomporsi, ha impedito a Baez di riequilibrare davvero il set e ha subito ripreso il controllo, chiudendo l’incontro per 6-1, 6-3 in 70 minuti.
I numeri raccontano bene la qualità della sua prestazione. Alcaraz ha tolto il servizio a Baez cinque volte, ha ceduto la battuta soltanto in un’occasione e ha vinto l’83% dei punti con la prima di servizio. Dati che confermano l’impressione visiva: il murciano è tornato sulla terra con la stessa fame e la stessa efficacia con cui aveva lasciato questa superficie dopo la memorabile finale del Roland Garros contro Sinner dello scorso luglio.
Il bilancio stagionale dello spagnolo sale così a 18 vittorie e 2 sconfitte, con già in bacheca i titoli conquistati agli Australian Open e a Doha. E ora Monte-Carlo gli offre un’altra occasione per dare continuità a una fase cruciale della stagione. Al terzo turno affronterà uno tra l’argentino Tomas Martin Etcheverry e il francese Terence Atmane, entrambi avversari mai incrociati prima.
Non gli è servita la sua versione più scintillante, ma è bastata quella più concreta e dominante. E per chi aveva dubbi, il debutto nel Principato ha già chiarito una cosa: Carlos Alcaraz è felicissimo di tornare a sporcarsi i calzini.
Marco Rossi
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