TORINO – Un bolla perenne. Continua il momento magico di Kimi Antonelli, al punto che probabilmente il termine “momento” diventa molto riduttivo. Sette vittorie su tredici gare sono più che una sentenza, specie l’ultima, monumentale, colta in casa domenica scorsa a Monza. Dove un pilota italiano non trionfava da sessant’anni. Così, appena messe le ruote sul Madring, la nuova pista semi-cittadina della capitale spagnola, caratterizzata da muretti in stile Montecarlo e Gedda e una parabolica che manco gli ovali americani non a caso chiamata Monumental, insomma su un tracciato dove il pilota può fare la differenza, il ventenne bolognese ha mandato subito i suoi segnali. Agli avversari, in primis le Ferrari che lo tallonano(Charles Leclerc a un decimo, Lewis Hamilton a uno e mezzo) e che hanno bisogno di voltare subito pagina rispetto alla debacle di Monza. Ma anche e soprattutto al compagno di squadra George Russell, demolito con la rimontona di domenica scorsa in Brianza e ieri costretto a inseguire, quinto a tre decimi abbondanti da Kimi. Il quale evidentemente aveva voglia di chiarire subito un concetto, se peraltro ce ne fosse ancora bisogno: comando io. E non solo per i 66 punti di vantaggio in classifica mondiale.
Lindblad il terribile
«Questo è un circuito davvero fantastico in cui guidare – se la gode infatti Antonelli -. Rappresenta una vera sfida per noi piloti, con molte curve ad alta velocità e i muretti molto vicini. Bisogna essere estremamente precisi nelle traiettorie e abili in frenata. È molto facile bloccare le ruote, dato che ci sono diversi punti in cui si frena e si gira contemporaneamente. È una sfida divertente che sto apprezzando molto». Infatti ha subito trovato il limite. E senza errori, a differenza per esempio del rookie terribile Arvid Lindblad, che con la Racing Bulls s’è permesso di mettersi dietro la monoposto madre di Max Verstappen ma poi è andato a muro, provocando la prima ma attesissima bandiera rossa del weekend su un tracciato nel quale sarà fondamentale la pole e gestire al meglio le fasi di una corsa che probabilmente non sarà lineare. Preoccupazioni che Kimi sembra non avere. Basta guardalo in faccia, seguire la sua dinamica comportamentale. E ancor più come guida, danzando sui cordoli e sfiorando i muri.
Kimi vuole tutto
«È stata una buona prima giornata, ma c’è ancora molto lavoro da fare in vista del resto del weekend – tiene basso il profilo Antonelli -. In gara sarà difficile gestire gli pneumatici (il compagno Russell parla di un degrado da… «sei soste», ndr) e i sorpassi si preannunciano piuttosto complicati. Questo rende ancora più importante il lavoro sul giro secco. Ci concentreremo su questo aspetto, cercando al contempo di garantire una buona vettura per la gara». Vuole tutto Kimi, che appunto viaggia nella sua bolla. D’altronde la temuta McLaren ha iniziato il weekend in salita. Oscar Piastri è rimasto ad oltre mezzo secondo dal bolognese, Lando Norris di fatto non ha girato nel pomeriggio per la rottura del cambio. Un handicap notevole, visto che una pista così complicata e inedita necessita un accumulo di dati e sensazioni per trovare la fiducia necessaria. Quella che a Kimi, appunto, non manca. Tanto meno il tocco magico. Monumental.
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