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Conegliano: Arriva Perugia, sfida in “famiglia” tra Santarelli e Mazzanti…

Mazzanti-Santarelli

CONEGLIANO – Domenica al Palaverde andrà in scena la sesta giornata di ritorno tra Imoco Volley Conegliano e Bartoccini Perugia, dove per la prima volta si sfideranno due grandi amici oltre che due allenatori, Davide Mazzanti sulla panchina di Perugia e Daniele Santarelli su quella di casa. Mazzanti, 44 anni, marchigiano, è stato allenatore dell’Imoco Volley dal 2015 al 2017 ed è stato il condottiero del primo scudetto gialloblù (2016), di una Coppa Italia (2017) e una Supercoppa (2016), più la prima storica finale di Champions League. Dopo Conegliano (e Casalmaggiore dove aveva vinto il tricolore 2015) è volato alla panchina della Nazionale Italiana che dirigerà alle prossime Olimpiadi di Tokyo forte dell’argento mondiale e del bronzo europeo delle ultime stagioni. Da un paio di mesi è stato chiamato da Perugia per risollevare le sorti della squadra umbra. E’ il profeta del “gioco veloce”.
Santarelli, 39 anni, umbro, è stato per quattro stagioni il fidato vice di Mazzanti, prima a Casalmaggiore con cui nel 2015 vinse lo scudetto, poi in tandem a Conegliano per vincere ancora il titolo nel 2016. Quando Mazzanti nel 2017 venne chiamato in Nazionale, Santarelli spiccò il volo prendendo il posto di Davide sulla panchina dell’Imoco Volley. Da lì una serie di vittorie impressionanti (2 scudetti, 1 mondiale per club, 1 Coppa Italia, 3 Supercoppe) interrotte solo dal coronavirus e ottenute con un gioco spettacolare e rivoluzionario, sulla scia del suo “collega”. Da due anni è anche CT della Croazia.
Curiosità, entrambi sono sposati con una loro giocatrice che allenano in campo: Mazzanti con Serena Ortolani, capitana dello scudetto 2016 con l’Imoco e attualmente a Perugia; Santarelli con Monica De Gennaro, record-woman di presenze in maglia gialloblù.

In vista della sfida di domenica eccoli in una intervista “doppia”.
Il vostro primo ricordo insieme, come vi siete conosciuti?
Mazzanti: “Il primo ricordo con Dani è a Pesaro dove io accompagnavo Monica ad un ritiro in nazionale. Mi ha sempre trasmesso il suo essere speciale nel suo essere una persona normale: trasparente, garbato, leale, umile.”
Santarelli: “Ci siamo conosciuti quando lui allenava a Piacenza ed io a Pesaro e poi l’estate successiva lui mi contattò per chiedermi se volessi andare a lavorare con lui a Casalmaggiore. Avevo altre richieste ma ero attratto e lusingato dalla possibilità di poter lavorare con uno dei migliori. Poi prima di cominciare la stagione mi ha dato la possibilità di partecipare con lui al ritiro della nazionale juniores.”

Come si è sviluppato negli anni il vostro feeling?
Mazzanti: “Credo che il feeling con Daniele ci sia stato da subito. Ci siamo trovati bene istantaneamente sia come persone sia come idee, le premesse erano quelle giuste. Da lì è nato un percorso incredibile fatto insieme.”
Santarelli: “Con Davide ci siamo trovati subito, ed è incredibile come in pochi giorni si sia creato un tale feeling. Siamo 2 persone molto simili ma anche diversi e a mio avviso ci completiamo. Ad entrambi piace ridere e scherzare in palestra e fuori, ma quando si trattava di lavorare lo abbiamo fatto sempre con tanto impegno e passione.”

Siete entrambi sposati con una vostra giocatrice, vi siete mai confrontati o consigliati su questa particolarità che vi accomuna?
Mazzanti: “Non più di tanto. Forse il mio secondo anno a Conegliano è stata la stagione in cui ci siamo confrontati di più sul tema, perché quello più complesso sotto questo punto di vista.”
Santarelli: “A dire il vero io ho imparato da lui anche sotto questo aspetto. Davide e Sere si sono sposati prima di noi e qualche domanda gliel’ho fatta il primo anno. Pensavo non fosse semplice vivere la coppia anche in palestra ma loro sono molto bravi in questo ed io volevo lo stesso per me e Moni.”

La vittoria più bella ottenuta insieme?
Mazzanti: “Forse la prima volta è stata la più bella! Vincere a Casalmaggiore quell’anno è stato qualcosa di completamente inaspettato.”
Santarelli: “Sicuramente il primo scudetto, insperato e inatteso, ci ha dato la possibilità di arrivare in un grande club come Conegliano e a me personalmente di vivere l’esperienza di vincere insieme a Moni quindi non potrò mai dimenticarlo.”

State portando avanti con le vostre squadre, sia di club che nazionali, un’idea di “gioco veloce” che si sta imponendo grazie ai risultati. Come nasce questa idea?Mazzanti: “Nasce dall’idea che secondo me il gioco veloce richiede una tecnica specifica diversa dalla palla alta e a volte nel femminile si pensa ad una progressione che preveda prima la capacità di saper attaccare una palla lenta come presupposto. Non è così, sono due cose diverse, serve conoscerle”.
Santarelli: “L’idea che aveva Davide era di portare qualcosa di innovativo nella pallavolo femminile, qualcosa che si avvicinasse alla pallavolo maschile. Ho sempre creduto in questa sua idea ed ancora oggi provo a portare avanti quella sua convinzione. Credo che in questi anni abbiamo avuto entrambi la possibilità di sperimentare anche con le rispettive nazionali a volte riuscendo a volte meno, ma questa voglia di rendere il gioco della pallavolo più “divertente” è ciò che mi ha fatto innamorare ancor più di questo meraviglioso sport.”

Fai un complimento al tuo “avversario”
Mazzanti: “La tua squadra gioca la pallavolo femminile più bella del mondo”.
Santarelli: “È innovativo, un vulcano di idee, mi ha sempre ascoltato ed è una persona incredibilmente umile. Prima che un bravo allenatore, Davide è soprattutto una bella persona ed una di quelle di cui so che posso fidarmi.”

E…una critica?
Mazzanti: “Stai meglio con il nostro “pigiama” che con il vestito!”
Santarelli: “E’ disordinato! Abbiamo riso tanto per questo, anche se con me è decisamente migliorato visto che io sono un malato dell’ordine, ma d’altronde tanti geni del passato erano disordinati!”
 
Cosa vi direte prima della partita domenica al Palaverde?
Mazzanti: “Bravo Dani ! … mi devi un pallone …(occhiolino)”
Santarelli: “Sembra esser passata una vita dagli anni insieme ma io non potrò mai dimenticare quello che abbiamo vissuto, le gioie per le vittorie ma soprattutto le delusioni per le sconfitte. Davide per me è più di un amico, a lui devo tantissimo e non riuscirò a ringraziarlo mai abbastanza per quello che ha fatto per me e per aver creduto in me. Non ho bisogno di dirgli troppe cose perché lui sa bene ogni cosa, basterà uno sguardo e 2 risate, poi inizieremo a giocare ma non sarà mai semplice per me perché lui per me non sarà mai un avversario.”


Fonte: https://www.volleyball.it/feed/


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